In questi giorni sta suscitando un certo
interesse la copertina del settimanale religioso Famiglia Cristiana (in edicola ad €2,00) nella quale si intima Vade Retro a un ministro sul
tema delle politiche di contrasto all’immigrazione irregolare. All’interno
della rivista c’è la spiegazione delle ragioni di questa critica.
Può essere utile dare qualche indicazione per
intendere il senso di quel Vade retro. Non si vuole dire,
naturalmente, che quel ministro è Satana, il demonio. Ma che, sulla specifica questione degli immigrati, ci sta proponendo
come ragionevole una politica che presenta problemi etici dal punto di vista
della nostra fede. In particolare, giustificando una riduzione dell’impegno di
soccorso in mare con il fatto che l’Italia non ce la fa più, che è stata lasciata sola
di fronte al problema epocale delle migrazioni, in particolare dalle vicine
coste africane.
Il problema è questo: è eticamente corretto,
dal punto di vista religioso, ridurre o
addirittura contrastare attività di soccorso in mare al largo delle nostre coste svolte per
salvare migranti che cercano di arrivare irregolarmente da noi, vale a dire senza
osservare le ordinarie formalità amministrative (passaporto, visto, autorizzazione
al lavoro)? Se uno ordina, esegue o approva quelle politiche ed esibisce
pubblicamente simboli religiosi, come il
Vangelo e il Rosario, per manifestare adesione all’etica religiosa, si può fare affidamento che stia veramente seguendo,
su quel problema, i valori religiosi?
Il ministro in questione si è dichiarato
pubblicamente stupito della critica e ha
detto di non ritenere di aver meritato quel Vade
retro, anche se egli fosse l’ultimo dei buoni
cristiani. Ha aggiunto che nel catechismo cattolico c’è scritto che si deve
accogliere solo quelli che si ritiene di poter riuscire ad integrare.
"Vade retro". E' la traduzione latina di una parte di un detto
del Fondatore riportato nel Vangelo secondo Marco (8,33), che, completo, suona “Vade retro me Satana!”. E’ una traduzione dal testo greco, quello in
cui fu originariamente scritto quel Vangelo. Per secoli è stato inteso come un
respingere e tradotto con il senso di "Vattene indietro da me,
Satana" o "Vattene lontano da me, Satana". Il Maestro reagiva a
rimproveri dell’apostolo Pietro che non accettava che egli dovesse morire per
salvare l’umanità, dando la propria vita per la salvezza universale. Tutto
sommato, una posizione ragionevole quella di Pietro, anche se superficiale: ce
lo ricordano sempre i sacerdoti quando ci spiegano quel brano evangelico.
Ora i biblisti traducono dal greco anche con "Va'
dietro a me, Satana": un invito a seguire l'insegnamento del Fondatore.
Questo è il testo italiano che è attualmente utilizzato nella liturgia
cattolica da noi.
Satana: significa l'accusatore, ma anche
l'oppositore, il tentatore: viene dall'ebraico antico. In greco si traduce con
la parola che in italiano suona "diavolo":
che significa colui che fa cadere e, per estensione, colui che calunnia.
Il rimprovero evangelico fu rivolto ad un
apostolo, il più importante anzi!, che non aveva capito bene certe cose della
missione e dell’insegnamento del Maestro, pur essendo sinceramente e
volenterosamente un suo seguace. Lo si invitava a non cercare di distogliere il
Maestro dalla sua missione, tentandolo a fare diversamente salvandosi la vita.
Nella copertina di Famiglia Cristiana dopo il Vade
retro c’è il nome del ministro. Il
senso è chiaro: lo si critica di non aver compreso l’etica della fede, sul
punto specifico delle politiche sull’immigrazione irregolare, pur definendosi religioso, secondo le sue
parole “l’ultimo dei buoni cristiani”.
Secondo i giornalisti della rivista (ma sulla base di insegnamenti del Papa e dei vescovi), l’etica religiosa impone di non limitare i soccorsi in
mare.
Va osservato che, in religione, non usa definirsi, da sé, "buon cristiano". Piuttosto si arriva a
definirsi "povero cristiano" (Ignazio Silone). Martin Lutero:
"Siamo tutti mendicanti". Di che? Di amore, di verità, di vita,
in un mondo difficile, disumano perché violento e crudele, che sembra correre verso
la morte, illuminato però da gesti controcorrente, quelli a cui ci riferiamo
quando, di fronte a certi spietati, aneliamo a che ci sia “più umanità”. Ci si ribella alla legge della giungla: morte tua,
vita mia; pesce grosso mangia pesce piccolo. Se ci si assoggetta a quella legge
si ridiventa le bestie dalle quali biologicamente discendiamo.
Ma
quanti dovremmo accogliere? Qui il problema è però un altro. Quanti dovremmo
soccorrere in mare? Nel catechismo cattolico non c'è scritto che bisogna
soccorrere solo chi si può ragionevolmente accogliere, e, in particolare, che
si deve soccorrere senza rischiare, non dico la vita, ma un certo tenore di
vita. E' appunto questo, più o meno, l'orientamento che generò il "Vade retro" evangelico.
Bisogna soccorrere e basta. Salvare tutti quelli che sono in pericolo. E accogliere coloro che sono stati soccorsi,
come quando si incontra per strada una persona ferita dai banditi, e anche se
non è dei nostri. Lo si porta subito alla locanda e si paga l'oste perché gli
dia da mangiare e da dormire (la condotta virtuosa descritta, come esempio da prendere a riferimento, in una parabola molto nota, quella detta del buon Samaritano). Lo si ritiene un comando del Fondatore. Chi
sono poi, nella metafora, i banditi, parlando di migrazioni? L'ha detto domenica
15 luglio scorso l'arcivescovo di Palermo: siamo noi Europei:
«Care Amiche, Cari
Amici, siamo noi i predoni dell’Africa! Siamo noi i ladri che, affamando e
distruggendo la vita di milioni di poveri, li costringiamo a partire per non
morire: bambini senza genitori, padri e madri senza figli. Un esodo epocale si abbatte
sull’Europa, che ha deciso di non rilasciare più permessi per entrare
regolarmente nel nostro continente. E allora questo esercito di poveri, che non
può arrivare da noi in aereo, in nave, in treno, prova ad arrivarci sui barconi
dei trafficanti di uomini, dopo due anni di viaggio allucinante nel deserto e
di detenzione in Libia.»
Famiglia
Cristiana, negli articoli all’interno
sul tema del Vade retro al ministro, ricorda anche che questo del dovere del
soccorrere, sempre, tutti, perché nessuno muoia se è possibile salvarlo, e nei
primi sette mesi dell’anno sono morti in circa 1.500 al largo delle nostre
coste nel tentativo di raggiungerle per mare, è un monito che ci è venuto in modo pressante
di questi tempi dal Magistero.
1.500 morti affogati! Un numero di vittime
superiore a quelle del tremendo terremoto del Friuli del ’76. All’epoca però si andò in
soccorso nei nostri connazionali e la ricostruzione riuscì molto bene, anche se
fu molto costosa. Forse i 1.500 di questi mesi ci fanno meno impressione perché
stentiamo a ritenerli fratelli come ci impone la nostra fede e a farci loro prossimi, al modo del buon Samaritano. Questo è il
problema religioso. Che ha anche risvolti politici. E in democrazia si è tutti
responsabili della politica nazionale. Dunque, capiamolo bene, il Vade retro di Famiglia cristiana non è rivolto solo a
quel ministro, ma anche a ciascuno di noi che
ancora ci professiamo religiosi. Dobbiamo aggiungere a quel Vade retro il nostro
nome.
Mario Ardigò – Azione Cattolica in
San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli.