domenica 29 luglio 2018


Domenica 29-7-18 – 17° Domenica del Tempo ordinario -   Lezionario dell’anno B per le domeniche e le solennità –  colore liturgico: verde – salterio: 1° settimana -   Letture e sintesi dell’omelia delle  Messa delle nove - avvisi  del parroco e di   A.C.

Osservazioni ambientali: cielo sereno, temperatura ambientale 27° C.

Canti: ingresso,Noi canteremo gloria a te; offertorio,  Le mani alzate; Comunione, Signore da chi andremo?; finale, Santa Maria del cammino.

Alla Messa delle nove il gruppo di A.C. si siede nei banchi di sinistra, a fianco dell’altare, guardando l’abside.


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Pillola di Concilio
Dalla Costituzione pastorale La gioia e la speranza  - Gaudium et spes,  del Concilio Vaticano 2° (1962-1965)


69. I beni della terra e loro destinazione a tutti gli uomini
  Dio ha destinato la terra e tutto quello che essa contiene all'uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli, e pertanto i beni creati debbono essere partecipati equamente a tutti, secondo la regola della giustizia, inseparabile dalla carità. Pertanto, quali che siano le forme della proprietà, adattate alle legittime istituzioni dei popoli secondo circostanze diverse e mutevoli, si deve sempre tener conto di questa destinazione universale dei beni. L'uomo, usando di questi beni, deve considerare le cose esteriori che legittimamente possiede non solo come proprie, ma anche come comuni, nel senso che possano giovare non unicamente a lui ma anche agli altri (. Del resto, a tutti gli uomini spetta il diritto di avere una parte di beni sufficienti a sé e alla propria famiglia. Questo ritenevano giusto i Padri e dottori della Chiesa, i quali insegnavano che gli uomini hanno l'obbligo di aiutare i poveri, e non soltanto con il loro superfluo. Colui che si trova in estrema necessità, ha diritto di procurarsi il necessario dalle ricchezze altrui. Considerando il fatto del numero assai elevato di coloro che nel mondo intero sono oppressi dalla fame, il sacro Concilio richiama urgentemente tutti, sia singoli che autorità pubbliche, affinché - memori della sentenza dei Padri: « Dà da mangiare a colui che è moribondo per fame, perché se non gli avrai dato da mangiare, lo avrai ucciso »  realmente mettano a disposizione ed impieghino utilmente i propri beni, ciascuno secondo le proprie risorse, specialmente fornendo ai singoli e ai popoli i mezzi con cui essi   possano provvedere a se stessi e svilupparsi.
  Nelle società economicamente meno sviluppate, frequentemente la destinazione comune dei beni è in parte attuata mediante un insieme di consuetudini e di tradizioni comunitarie, che assicurano a ciascun membro i beni più necessari. Bisogna certo evitare che alcune consuetudini vengano considerate come assolutamente immutabili, se esse non rispondono più alle nuove esigenze del tempo presente; d'altra parte però, non si deve agire imprudentemente contro quelle oneste consuetudini che non cessano di essere assai utili, purché vengano opportunamente adattate alle odierne circostanze. Similmente, nelle nazioni economicamente molto sviluppate, una rete di istituzioni sociali per la previdenza e la sicurezza sociale può in parte contribuire a tradurre in atto la destinazione comune dei beni. Inoltre, è importante sviluppare ulteriormente i servizi familiari e sociali, specialmente quelli che provvedono agli aspetti culturali ed educativi. Ma nell'organizzare tutte queste istituzioni bisogna vegliare affinché i cittadini non siano indotti ad assumere di fronte alla società un atteggiamento di passività o di irresponsabilità nei compiti assunti o di rifiuto di servizio.


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Prima lettura
Dal Secondo libro dei Re (2Re 4,42,44)

  In quei giorni, da Baal-Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia.
   Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Egli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”».
Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore.

Salmo responsoriale
Dal salmo  144

Ritornello: Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. 
 
Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente. 
 
Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità. 


Seconda lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (Ef 4,1-6)

   Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
   Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.


Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo. (Lc 7,16)

Alleluia.


Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,1-15)

  In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
   Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
  Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
  Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
  E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
  Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.


Sintesi dell’omelia della Messa delle nove
  Il brano evangelico richiama la prima lettura, in cui si narra un episodio simile.
  L’importanza dell’episodio viene segnalato per il fatto che avvenne durante la Pasqua degli israeliti. Essa ricordava la liberazione dalla schiavitù, in un certo senso un passaggio dalla morte alla vita. Anche la nostra Pasqua celebra il passaggio dalla morte alla vita.  Anche nell’episodio evangelico c’è una traversata delle acque: si racconta che Gesù passò dall’altra parte del mare  di Galilea, detto anche di Tiberiade.
  Gesù compì un fatto straordinario per darci un insegnamento di fede.
  Si narra che si trovò davanti ad una gran folla di gente. Chiese all’apostolo Filippo come si poteva fare per dar loro da mangiare. Gli fu risposto che c’erano solo cinque pani d’orzo e due pesci. Con quelli Gesù diede da mangiare a tutti e ne avanzò.
  L’insegnamento è: non dobbiamo far conto sulle nostre forze. Noi soli soccombiamo. E’ Dio che ci rende capaci di compiere fatti straordinari. Dobbiamo quindi rivolgerci a lui.
  Lo si fa nel matrimonio religioso, nel sacerdozio. Come adempiere gli alti impegni religiosi che comportano senza l’aiuto di Dio? E’ questo affidamento a Dio che distingue il matrimonio religioso da quello solo civile.
  Ai tempi nostri certe cose che un tempo rientravano nell’ordinario della vita sembrano essere passate allo straordinario: aiutare i bisognosi, soccorrere chi affoga. E’ il momento di invocare l’aiuto di Dio.
 Anche l’Eucaristia ci mette davanti ad un fatto straordinario. La Chiesa è un evento straordinario: come avrebbe potuto, altrimenti, resistere per due millenni e di fronte a tante avversità?
 Con l’aiuto di Dio, quindi,  portiamo lo straordinario della fede alla gente intorno a noi.

Sintesi di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro Valli


Avvisi del parroco:
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Avvisi di A.C.
 Le riunioni infrasettimanali del gruppo parrocchiale di Azione Cattolica riprenderanno il primo martedì di ottobre, alle 17:30.