Il
politico virtuoso secondo la dottrina sociale: un uomo educato, pacifico e benevolo verso tutti,
per il vantaggio di tutta la famiglia umana.
Principi dell’azione politica tratti dalla
Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo La gioia e la speranza - Gaudium et spes, del Concilio Vaticano 2° (1962-1965)
Dalla politica nazionale dipendono le nostre vite e il nostro benessere.
In democrazia ne siamo tutti responsabili. Siamo ogni giorno chiamati a scelte
importanti in quel campo, ma vi sono epoche storiche di transizione in cui lo
sono molto di più. Viviamo in uno di quei tempi. Abbiamo nella dottrina sociale
un prezioso strumento di orientamento. Facciamovi ricorso. Ne propongo di
seguito una sintesi tratta dall’enciclica La
gioia e la speranza - Gaudium et spes, del Concilio Vaticano 2°. Cerchiamo, nel
panorama politico nazionale, le persone che più si avvicinino al profilo
ideale proposto dai saggi del Concilio.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San
Clemente papa. Roma, Monte Sacro, Valli
LA VITA DELLA COMUNITÀ POLITICA
La tutela dei
diritti della persona è condizione necessaria perché i cittadini,
individualmente o in gruppo, possano partecipare attivamente alla vita e al
governo della cosa pubblica.
Per
instaurare una vita politica veramente umana non c'è niente di meglio che
coltivare il senso interiore della giustizia, dell'amore e del servizio al bene
comune e rafforzare le convinzioni fondamentali sulla vera natura della
comunità politica e sul fine, sul buon esercizio e sui limiti di competenza
dell'autorità pubblica.
La comunità politica esiste dunque in
funzione di quel bene comune, nel quale essa trova significato e piena
giustificazione e che costituisce la base originaria del suo diritto all'esistenza.
Il bene comune si concreta nell'insieme di
quelle condizioni di vita sociale che consentono e facilitano agli esseri
umani, alle famiglie e alle associazioni il conseguimento più pieno della loro
perfezione.
E’
necessaria un'autorità capace di dirigere le energie di tutti i cittadini verso
il bene comune, non in forma meccanica o dispotica, ma prima di tutto come
forza morale che si appoggia sulla libertà e sul senso di responsabilità.
La comunità politica e
l'autorità pubblica hanno il loro fondamento nella natura umana e perciò
appartengono all'ordine fissato da Dio, anche se la determinazione dei regimi
politici e la designazione dei governanti sono lasciate alla libera decisione
dei cittadini.
L'esercizio dell'autorità politica, sia da
parte della comunità come tale, sia da parte degli organismi che rappresentano
lo Stato, deve sempre svolgersi nell'ambito dell'ordine morale, per il
conseguimento del bene comune (ma concepito in forma dinamica), secondo le
norme di un ordine giuridico già definito o da definire. Allora i cittadini sono
obbligati in coscienza ad obbedire. Da ciò risulta chiaramente la
responsabilità, la dignità e l’importanza del ruolo di coloro che governano.
Le strutture e l'equilibrio dei pubblici
poteri possono variare, secondo l'indole dei diversi popoli e il cammino
della storia; ma sempre devono mirare alla formazione di un uomo
educato, pacifico e benevolo verso tutti, per il vantaggio di tutta la famiglia
umana.
I cittadini coltivino con
magnanimità e lealtà l'amore verso la patria, ma senza grettezza di spirito,
cioè in modo tale da prendere anche contemporaneamente in considerazione il
bene di tutta la famiglia umana, di tutte le razze, popoli e nazioni, che sono
unite da innumerevoli legami.
Tutti i
cristiani devono prendere coscienza della propria speciale vocazione nella
comunità politica; essi devono essere d'esempio, sviluppando in se stessi il
senso della responsabilità e la dedizione al bene comune, così da mostrare con
i fatti come possano armonizzarsi l'autorità e la libertà, l'iniziativa
personale e la solidarietà di tutto il corpo sociale, la opportuna unità e la
proficua diversità. In ciò che concerne l'organizzazione delle cose terrene,
devono ammettere la legittima molteplicità e diversità delle opzioni temporali
e rispettare i cittadini che, anche in gruppo, difendono in maniera onesta il
loro punto di vista.
I partiti devono promuovere ciò che, a loro
parere, è richiesto dal bene comune; mai però è lecito anteporre il proprio
interesse a tale bene.
Bisogna curare assiduamente la educazione civica e politica, oggi
particolarmente necessaria, sia per l'insieme del popolo, sia soprattutto per i
giovani, affinché tutti i cittadini possano svolgere il loro ruolo nella vita
della comunità politica. Coloro che sono o possono diventare idonei per
l'esercizio dell'arte politica, così difficile, ma insieme così nobile vi si
preparino e si preoccupino di esercitarla senza badare al proprio interesse e a
vantaggi materiali. Agiscano con integrità e saggezza contro l'ingiustizia e
l'oppressione, l'assolutismo e l'intolleranza d'un solo uomo e d'un solo
partito politico; si prodighino con sincerità ed equità al servizio di tutti,
anzi con l'amore e la fortezza richiesti dalla vita politica.