lunedì 2 aprile 2018

A chi non la pensa come noi


A chi non la pensa come noi

 “Lo sai che ti leggono anche quegli altri?”, mi hanno fatto notare. Gli altri sono quelli che non la pensano come noi dell’Azione Cattolica, e come me in particolare. Tra essi quelli della  cultura della presenza, che vogliono manifestarsi come popolo ritagliandosi da un altro popolo ritenuto irreligioso e ostile, mentre noi della  cultura della mediazione  vorremmo farci popolo con tutti gli altri intorno, non disperando di farceli amici senza però rinunciare alla nostra idea di bene. Ma sono anche, ad esempio, quelli che hanno una mentalità clerico-fascista e pensano che sia giusto così, perché senza qualcuno che comanda decisamente in società non si va da nessuna parte, o semplicemente clericale, e anche loro pensano che vada bene in quel modo, perché se non comandano i preti si sfascia tutto. O quelli che temono di essere troppo coinvolti, ogni volta che si parla di popolo o di misericordia, e preferirebbero una religiosità a bassa intensità collettiva e molto centrata sulla spiritualità individuale e sui riti, una religiosità, per così dire, casa e chiesa. E, infine, quelli che non capiscono perché si debbano complicare tanto le cose, quando si potrebbe semplicemente fare come sempre si è fatto.
  Questo blog è stato pensato in origine per i quaranta dell’Azione Cattolica parrocchiale, per confortarli in tempi, ormai passati, in cui ci era  sembrato che si pensasse di poter fare a meno di noi (da cui il titolo: AC vive a Roma Valli!), ma non vi nascondo che ho messo in conto che  potessero leggerlo anche altri, in particolare persone che non la pensavano come noi dell’Azione Cattolica. Addirittura persone che ci erano ostili e che forse avrebbero letto per trovare quello che non andava, per attaccarci o addirittura additarci come devianti e indisciplinati. E’ una grande opportunità che mi è offerta da questo mezzo di comunicazione, quella di entrare nella mente di chi mi è distante, di quelli con cui non ho mai occasione di dialogare, perché se si discute faccia a faccia poi in genere ci si spazientisce gli uni con gli altri e ci si altera. Invece chi legge fa quello sforzo di capire che incontrandosi di persona si è poco disposti a fare, per i pregiudizi che ci circondano e che ciascuno, d’istinto, costruisce sugli altri.
 A chi non la pensa come me non sarà sfuggito, spero, che, scrivendo, ho pensato anche a lui. Ho scritto anche per lui, ma non per farlo infuriare, per fargli dispetto. Ho cercato di immaginare le sue ragioni e di costruire un dialogo tra me e lui. Ho cercato di immedesimarmi il lui. Non ho scritto per unirmi ai suoi nemici o per dare ad essi ulteriori argomenti o per metterlo nelle loro mani. Ho cercato sempre di ripetermi, mentre scrivevo, che non ho il monopolio del bene o della verità. In questo ho cercato di trarre lezione da tanti sbagli che si sono fatti nella nostra storia religiosa, quando si è voluto demonizzare i dissenzienti. Ci sono riuscito? Giudicare non spetta a me.
  Considero con simpatia chi mi legge, e cerco l’empatia con lui, un sentire comune, facendomi carico dei suoi problemi e delle sue ragioni, per come riesco a figurarmeli. Chissà che poi non si riesca davvero a diventare amici! Accade quando si decide che sarebbe peggio rinunciare all’altro che non la pensa come noi piuttosto che averlo tra noi benché non la pensi come noi. Tra amici non la si pensa sempre nello stesso  modo e a volte si questiona. Non è così? Ma ci si continua a frequentare perché troviamo che nell’altro c’è qualcosa di importante che ci mancherebbe se non avessimo più l'altro accanto a noi: è, innanzi tutto, proprio l’altro. Stando vicini ci si aiuta, si diventa complementari, ci si completa, ciascuno completa quello che manca all’altro. Gli altri sono persone nelle quali  specchiarci per vederci come siamo realmente, non solo come, in noi stessi, immaginiamo di essere. Questo rende possibile correggerci, migliorare. Stare in mezzo agli altri può migliorarci, se lasciamo spazio sufficiente a quelli intorno a noi.
 Benvenuti, quindi, a tutti quelli che non la pensano come noi!
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli