A chi non la pensa
come noi
“Lo sai che ti leggono anche quegli altri?”,
mi hanno fatto notare. Gli altri sono quelli che non la pensano come noi dell’Azione
Cattolica, e come me in particolare. Tra essi quelli della cultura della presenza, che
vogliono manifestarsi come popolo ritagliandosi da un altro popolo ritenuto
irreligioso e ostile, mentre noi della cultura della mediazione vorremmo farci popolo con tutti gli altri
intorno, non disperando di farceli amici senza però rinunciare alla nostra idea
di bene. Ma sono anche, ad esempio, quelli che hanno una mentalità
clerico-fascista e pensano che sia giusto così, perché senza qualcuno che
comanda decisamente in società non si va da nessuna parte, o semplicemente
clericale, e anche loro pensano che vada bene in quel modo, perché se non comandano
i preti si sfascia tutto. O quelli che temono di essere troppo coinvolti, ogni
volta che si parla di popolo o di misericordia, e preferirebbero una
religiosità a bassa intensità collettiva e molto centrata sulla spiritualità
individuale e sui riti, una religiosità, per così dire, casa e chiesa. E,
infine, quelli che non capiscono perché si debbano complicare tanto le cose,
quando si potrebbe semplicemente fare come sempre si è fatto.
Questo blog è stato pensato in origine per i quaranta dell’Azione
Cattolica parrocchiale, per confortarli in tempi, ormai passati, in cui ci
era sembrato che si pensasse di poter
fare a meno di noi (da cui il titolo: AC
vive a Roma Valli!), ma non vi nascondo che ho messo in conto che potessero leggerlo anche altri, in particolare
persone che non la pensavano come noi dell’Azione Cattolica. Addirittura
persone che ci erano ostili e che forse avrebbero letto per trovare quello che
non andava, per attaccarci o addirittura additarci come devianti e
indisciplinati. E’ una grande opportunità che mi è offerta da questo mezzo di
comunicazione, quella di entrare nella mente di chi mi è distante, di quelli
con cui non ho mai occasione di dialogare, perché se si discute faccia a faccia
poi in genere ci si spazientisce gli uni con gli altri e ci si altera. Invece
chi legge fa quello sforzo di capire che incontrandosi di persona si è poco
disposti a fare, per i pregiudizi che ci circondano e che ciascuno, d’istinto,
costruisce sugli altri.
A chi non la pensa come me non sarà sfuggito,
spero, che, scrivendo, ho pensato anche a lui. Ho scritto anche per lui, ma non
per farlo infuriare, per fargli dispetto. Ho cercato di immaginare le sue
ragioni e di costruire un dialogo tra me e lui. Ho cercato di immedesimarmi il
lui. Non ho scritto per unirmi ai suoi nemici o per dare ad essi ulteriori
argomenti o per metterlo nelle loro mani. Ho cercato sempre di ripetermi,
mentre scrivevo, che non ho il monopolio del bene o della verità. In questo ho
cercato di trarre lezione da tanti sbagli che si sono fatti nella nostra storia
religiosa, quando si è voluto demonizzare i dissenzienti. Ci sono riuscito?
Giudicare non spetta a me.
Considero con simpatia chi mi legge, e cerco l’empatia con lui, un
sentire comune, facendomi carico dei suoi problemi e delle sue ragioni, per
come riesco a figurarmeli. Chissà che poi non si riesca davvero a diventare
amici! Accade quando si decide che sarebbe peggio rinunciare all’altro che non
la pensa come noi piuttosto che averlo tra noi benché non la pensi come noi.
Tra amici non la si pensa sempre nello stesso
modo e a volte si questiona. Non è così? Ma ci si continua a frequentare
perché troviamo che nell’altro c’è qualcosa di importante che ci mancherebbe se
non avessimo più l'altro accanto a noi: è, innanzi tutto, proprio l’altro. Stando vicini ci si
aiuta, si diventa complementari, ci si completa, ciascuno completa quello che
manca all’altro. Gli altri sono persone nelle quali specchiarci per vederci come
siamo realmente, non solo come, in noi stessi, immaginiamo di essere. Questo
rende possibile correggerci, migliorare. Stare in mezzo agli altri può migliorarci,
se lasciamo spazio sufficiente a quelli intorno a noi.
Benvenuti, quindi, a tutti quelli che non la
pensano come noi!
Mario Ardigò - Azione Cattolica
in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli