Intelligenza
artificiale: simulare un dio
Consiglio di leggere di Jerry Kaplan, Intelligenza artificiale. Guida al prossimo
futuro, LUISS University Press, 2017. Parla dell’Intelligenza artificiale. Che cos’è l’intelligenza artificiale? E un programma digitale che simula un dio. Nei giorni scorsi se ne è scritto e
parlato molto, perché si è scoperto che programmi del genere sono stati
utilizzati per influire sulle scelte politiche delle masse in Occidente, in
ambienti democratici.
Nessun essere umano può rimanere veramente connesso
con gli altri al di fuori di piccoli
gruppi. Il resto, tutto ciò che va al di là di una scena molto circoscritta, gli
rimane indistinto. E, a parte questo, non siamo capaci di mantenere relazioni
stabili, profonde, con più di circa centocinquanta persone: ce lo dicono gli
antropologi.
Pensiamo a un dio come a una persona in grado
di rimanere connesso con molte più persone, entrando nella loro interiorità, dentro la loro mente, accanto al loro spirito. Un
fatto soprannaturale, perché in
natura non c’è: nessun altro essere vivente è in grado di farlo. Se si pensa
che ci sia un solo dio, allora esso va pensato come onnipotente, quindi in grado di connettersi con tutti.
I programmi di intelligenza artificiale più
moderni riescono a simulare alcuni aspetti importanti delle menti umane, pur
mantenendo un’affidabilità matematica di calcolo. In questo modo riescono ad imparare automaticamente dalle informazioni
che vengono acquisite tramite i loro sensori e, in questo modo, a prevedere, in
qualche modo, il futuro. Più sono questi sensori, che alimentano un’intelligenza
artificiale, più i risultati saranno affidabili. Relazionandosi con menti
umane, l’intelligenza artificiale può, ad un certo punto, influirvi nello
stesso modo in cui pensiamo lo faccia un dio. E’ necessario però che il
programma di intelligenza artificiale sia connesso con una gran massa di
utenti. Da come interagiamo nei sistemi digitali a cui l’intelligenza
artificiale è connessa, quest’ultima impara che cosa ci piace, che cosa temiamo
e per quali ragioni ci muoviamo e decidiamo in un senso o in un altro, sia come
singoli, sia come masse. Sa che ricaviamo sempre più gli argomenti per decidere
dalle connessioni con reti informatiche, mentre solo vent’anni fa la fonte
informativa più importante per le masse era la televisione, e ancor prima erano
la radio e i giornali popolari. Quindi, conoscendoci sempre meglio tanto
più a lungo rimaniamo connessi e in
quanti più lo siamo, può inserire in ciò che ci arriva mediante le reti sociali
informatiche, informazioni, vere o false, e false ma presentante in modo che
appaiano vere, che ci muovano in una direzione o in un’altra, sia come singoli
sia come masse. Lo si è iniziato a fare nel campo della pubblicità commerciale,
poi la politica ha commissionato operazioni del genere anche in occasione di
procedure democratiche come le votazioni elettorali. I successi sembrano essere
diventati travolgenti quando si è riusciti a influire, ottenendo di esservi
connessi, con reti informatiche frequentate da decine o centinaia di milioni di
utenti.
Al centro di questa operazione c’è sempre una
piattaforma, vale a dire un programma digitale di
intelligenza artificiale a cui un gran numero di utenti, con vari metodi, siano
indotti a rimanere connessi, sempre più a lungo e in sempre di più. La piattaforma, realizzata questa connessione di massa, inizia
allora ad operare come un dio. Gli utenti pensano di essere collegati solo tra
loro e di sostenersi l’un l’altro nei processi decisionali, al modo di una
democrazia digitale, di nuovo tipo, molto più efficiente e veloce di quella
legata alle lente liturgie politiche della assemblee e dei consigli, in cui ci si relaziona faccia a
faccia, ma in realtà essi sono costantemente
osservati e gestiti dal dio-intelligenza artificiale. Quest’ultimo,
però, non simula, ancora, del tutto l’essere vivente: non si dà da sé i propri
fini. Rimane sempre uno strumento in mani umane: quelle di chi, tra gli umani,
riconosce come il suo dio e che detiene le password di accesso al
sistema di controllo. Lo scandalo scoppiato nei giorni scorsi è stato motivato
da questo: si sono scoperte le mani umane che erano dietro operazioni politiche
gestite con sistemi di intelligenza artificiale. In particolare i sospetti si
sono centrati sulle elezioni presidenziali statunitensi del 2016 e sul
referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea svoltosi lo
stesso anno. Fatti che stanno cambiando il mondo. Ma si inizia a sospettare che
operazioni politiche analoghe abbiano riguardato anche altre nazioni.
Una della abilità fondamentali del credente è
quella di riconoscere e ripudiare il falsi dei. Una delle abilità fondamentali
del cittadino democratico è quello di riconoscere e contrastare le
manipolazioni della politica mediante operazioni del tipo di quelle che ho
sopra descritto. Ai tempi nostri le abilità richiedono di essere integrate perché
vi sono falsi dei che stanno tentando di manipolare la politica. La formazione
religiosa dovrebbe dedicarvi un capitolo apposito e anche un tirocinio. Nelle
scuole si sta tentando di farlo, ma con scarsi risultati. Ci manifestiamo
sempre più dipendenti da reti informatiche che si prestano a manipolazioni
mediante programmi di intelligenza artificiale. Rimanendo connessi, quanto
più e in tanti di più lo si è,
aumentiamo la potenza dei programmi di intelligenza artificiale che possono
interagire nelle reti sociali informatiche di massa, e anche il loro valore
commerciale. Niente di magico o di soprannaturale, però. Non più di ciò che
accadde ai cavalli, in epoca preistorica, quando riuscimmo ad attaccarli ai nostri
carri e a cavalcarli, usandoli come mezzi di trasporto. Come siamo riusciti ad
domare animali tanto più forti di noi? C’è voluta la nostra intelligenza. Così
accade anche per i processi mediante i quali si tenta di dominare, i domare, le masse. Ma c’è voluta un’intelligenza
che simulasse un dio, e che sapesse anche farsi amare come un dio, in modo da
tenere sempre connesse le masse. In realtà, il rimedio per far svanire il nuovo
dio sarebbe semplice: cliccare su log out,
uscita dalla connessione. Ma
disconnessi ci sentiamo persi, così come accade anche nelle questioni religiose,
nei primi tempi della vita senza più fede.
Si temeva che l’intelligenza artificiale
producesse automi che ci soppiantassero, ma le previsioni si stanno rivelando
errate. Quello che sta succedendo è che l’intelligenza artificiale sta
acquisendo al capacità di fare diventare noi stessi degli automi in mani
altrui.
Mario
Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli