Cari giovani, sta a voi la decisione di gridare […].Se gli altri tacciono,
se noi anziani e responsabili – tante volte corrotti – stiamo zitti, se il
mondo tace e perde la gioia, vi domando: voi griderete? Per favore, decidetevi
prima che gridino le pietre.
[Dall’Omelia di papa Francesco nella
Messa della Domenica della Palme del 25 marzo 2018, in occasione della 33° Giornata Mondiale della Gioventù]
Le grandi manifestazioni giovanili dell’altro
giorno negli Stati Uniti d’America contro la legislazione troppo permissiva sulle
armi sembrano rispondere all’appello del Papa.
In religione in genere si diffida dell’agitazione
dei più giovani, verso i quali vi è molta diffidenza, ricambiata. Far tacere i giovani è una tentazione che è sempre esistita, ha
detto il Papa.
ll corso degli eventi sociali recenti va nel
senso del salvare se stessi. È, ha insegnato il Papa, il grido che vuole cancellare la compassione, quel “patire con”, la
compassione, che è la debolezza di Dio. È la voce, aggiunge, di chi vuole difendere la propria posizione
screditando specialmente chi non può difendersi. Da giovani si potrebbe essere diversi? Non
sempre è accaduto. Il vantaggio dei più giovani è che hanno meno compromessi
dietro di sé nell’accostare la nostra fede. Quei compromessi consistono, come
ha detto il Papa, nel manipolare la realtà e creare una versione a proprio
vantaggio senza problemi a “incastrare” altri per cavarsela. Questa è una delle
versioni sociali dell’idea di misericordia: il condono verso chi in società sta
meglio e vuole anche essere riconosciuto come persona pia. L’altra è quella delle compassione che salva
il mondo, mettendo in questione tutto ciò che genera sofferenza sociale, e
quindi venendo incontro ai suoi scarti sociali. Se si blinda il cuore, si raffredda la carità, non ci
si salva. Una volta accettata la legge della giungla, per la quale prevalgono i
più forti, si soccomberà, perché non lo si può rimanere per sempre.
I giovani sono portati a mettere in
discussione la società in cui debbono farsi largo e, in questo modo, ad essere
fattore di rinnovamento. La società è, in genere, dominata da chi sta meglio ed è restio a fare
spazio agli altri, a parte la propria prole, come appunto avviene in natura,
dominata dalla spietata legge del più forte.
Ha detto
il Papa:
Ci sono molti modi per rendere i giovani
silenziosi e invisibili. Molti modi di anestetizzarli e addormentarli perché
non facciano “rumore”, perché non si facciano domande e non si mettano in
discussione. “State zitti voi!”. Ci sono molti modi di farli stare tranquilli
perché non si coinvolgano e i loro sogni perdano quota e diventino
fantasticherie rasoterra, meschine, tristi.
Un certo tipo di famiglia lo è stato storicamente. E’ servito per far
mettere la testa a posto alla gente.
In particolare ha costituito un inferno sociale per le donne.
Spesso si
ha una visione giudiziaria della misericordia. Ci sono delle regole e
gente che le trasgredisce e poi chiede un condono. Non è questo il senso
religioso. Ciò che nelle Scritture traduciamo con misericordia fa riferimento
ad una compassione viscerale, al modo di quella materna. Questo è al centro
della nostra esperienza religiosa, ce lo ricorda in particolare l’insegnamento
di papa Francesco. Makàrioi oi elèmones òti autòi eletèsontai è l’espressione greca del Vangelo di Matteo
che traduciamo con Beati i misericordiosi
perché troveranno misericordia (Mt 5,7). Qui è chiaro che non siamo in campo giudiziario,
non c’è un giudice e quelli che chiedono un condono: siamo tutti noi in ballo.
Questo tipo di misericordia è il principio della riforma sociale secondo i
valori di fede, quindi del nostro pensiero sociale e della dottrina sociale che
lo sintetizza. Per affermarlo in società sembra che ci sia bisogno anche di
gente che grida. Ha detto il Papa:
In questa Domenica
delle Palme, celebrando la Giornata Mondiale della Gioventù, ci fa bene
ascoltare la risposta di Gesù ai farisei di ieri e di tutti i tempi, anche
quelli di oggi: «Se questi taceranno, grideranno le pietre» (Lc 19,40).
È per questo che ha concluso:
Se il mondo tace e perde
la gioia, vi domando: voi griderete?
Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre.
Mario
Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli