lunedì 26 marzo 2018

Gridino i misericordiosi!


Cari giovani, sta a voi la decisione di gridare […].Se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili – tante volte corrotti – stiamo zitti, se il mondo tace e perde la gioia, vi domando: voi griderete? Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre.
[Dall’Omelia di papa Francesco nella Messa della Domenica della Palme del 25 marzo 2018, in occasione della 33° Giornata Mondiale della Gioventù]

  Le grandi manifestazioni giovanili dell’altro giorno negli Stati Uniti d’America contro la legislazione troppo permissiva sulle armi sembrano rispondere all’appello del Papa.
  In religione in genere si diffida dell’agitazione dei più giovani, verso i quali vi è molta diffidenza, ricambiata. Far tacere i giovani è una tentazione che è sempre esistita, ha detto il Papa.
  ll corso degli eventi sociali recenti va nel senso del salvare se stessi. È, ha insegnato il Papa, il grido che vuole cancellare la compassione, quel “patire con”, la compassione, che è la debolezza di Dio. È la voce, aggiunge,  di chi vuole difendere la propria posizione screditando specialmente chi non può difendersi.  Da giovani si potrebbe essere diversi? Non sempre è accaduto. Il vantaggio dei più giovani è che hanno meno compromessi dietro di sé nell’accostare la nostra fede. Quei compromessi consistono, come ha detto il Papa, nel manipolare la realtà e creare una versione a proprio vantaggio senza problemi a “incastrare” altri per cavarsela. Questa è una delle versioni sociali dell’idea di misericordia: il condono verso chi in società sta meglio e vuole anche essere riconosciuto come persona pia.  L’altra è quella delle compassione che salva il mondo, mettendo in questione tutto ciò che genera sofferenza sociale, e quindi venendo incontro ai suoi scarti sociali. Se si blinda il cuore, si raffredda la carità, non ci si salva. Una volta accettata la legge della giungla, per la quale prevalgono i più forti, si soccomberà, perché non lo si può rimanere per sempre.
  I giovani sono portati a mettere in discussione la società in cui debbono farsi largo e, in questo modo, ad essere fattore di rinnovamento. La società è, in genere,  dominata da chi sta meglio ed è restio a fare spazio agli altri, a parte la propria prole, come appunto avviene in natura, dominata dalla spietata legge del più forte.
  Ha detto il Papa:
 Ci sono molti modi per rendere i giovani silenziosi e invisibili. Molti modi di anestetizzarli e addormentarli perché non facciano “rumore”, perché non si facciano domande e non si mettano in discussione. “State zitti voi!”. Ci sono molti modi di farli stare tranquilli perché non si coinvolgano e i loro sogni perdano quota e diventino fantasticherie rasoterra, meschine, tristi.
  Un certo tipo di famiglia lo è stato storicamente. E’ servito per  far mettere la testa a posto  alla gente. In particolare ha costituito un inferno sociale per le donne.
  Spesso si ha una visione  giudiziaria  della misericordia. Ci sono delle regole e gente che le trasgredisce e poi chiede un condono. Non è questo il senso religioso. Ciò che nelle Scritture traduciamo con misericordia fa riferimento ad una compassione viscerale, al modo di quella materna. Questo è al centro della nostra esperienza religiosa, ce lo ricorda in particolare l’insegnamento di papa Francesco. Makàrioi oi elèmones òti  autòi eletèsontai  è l’espressione greca del Vangelo di Matteo che traduciamo con Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia (Mt 5,7). Qui  è chiaro che non siamo in campo giudiziario, non c’è un giudice e quelli che chiedono un condono: siamo tutti noi in ballo. Questo tipo di misericordia è il principio della riforma sociale secondo i valori di fede, quindi del nostro pensiero sociale e della dottrina sociale che lo sintetizza. Per affermarlo in società sembra che ci sia bisogno anche di gente che grida. Ha detto il Papa:
 In questa Domenica delle Palme, celebrando la Giornata Mondiale della Gioventù, ci fa bene ascoltare la risposta di Gesù ai farisei di ieri e di tutti i tempi, anche quelli di oggi: «Se questi taceranno, grideranno le pietre» (Lc 19,40).
  È per questo che ha concluso:
Se il mondo tace e perde la gioia, vi domando: voi griderete?
Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli