La presenza di
Dio oggi si chiama anche Rohingya. Ognuno ha la sua risposta».
1-12-17 Il discorso
integrale, a braccio, a 16 membri dell'etnia Rohingya, cacciata dal Myanma, nell’arcivescovado
di Dacca - Bangladesh
da:
https://www.avvenire.it/papa/pagine/papa-ordina-16-sacerdoti-a-dacca-il-popolo-vi-sostenga
«Noi tutti vi siamo vicini. È poco quello che
possiamo fare perché la vostra tragedia è molto dura e grande, ma vi diamo
spazio nel cuore. A nome di tutti quelli che vi
hanno perseguitato, che vi hanno fatto del male, chiedo perdono. Tanti di voi mi
avete detto del cuore grande del Bangladesh che vi ha accolto. Mi
appello al vostro cuore grande perché sia capace di accordarci il perdono che
chiediamo. Nella tradizione giudaico-cristiana Dio ha creato l'uomo a
Sua immagine e somiglianza. Tutti noi siamo questa immagine. Anche
questi fratelli e sorelle sono l'immagine del Dio vivente. Una tradizione
della vostra religione dice che Dio ha preso dell'acqua e vi ha versato del
sale, l'anima degli uomini. Noi tutti portiamo il sale di Dio dentro. Anche
questi fratelli e sorelle. Facciamo vedere al mondo cosa fa l'egoismo con
l'immagine di Dio. Continuiamo a
stare vicino a loro perché siano riconosciuti i loro diritti. Non chiudiamo
il cuore, non guardiamo da un'altra parte. La
presenza di Dio oggi si chiama anche Rohingya. Ognuno ha la sua
risposta».
Da
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/12/01/papa-francesco-messa-in-bangladesh.-oggi-incontro-con-18-rohingya-_dc3ad0c2-7f44-464f-91b8-6355979bce1c.html
(anche per l’immagine qui sopra
1-12-17
Redazione ANSA
Papa Francesco ha incontrato e salutato un gruppo di 16 Rohingya
nell'arcivescovado di Dacca e, parlando a braccio, ha detto tra l'altro
"vi chiedo perdono per l'indifferenza del mondo"; "vi sono
vicino, la situazione è molto dura"; "non giriamoci dall'altra
parte".
"La presenza di Dio oggi anche si dice
rohingya", ha detto il Papa, dopo aver salutato uno ad uno i 16 profughi
dal Rakhine, dopo averli salutati uno ad uno a Dacca. E' la prima volta che il
Papa pronuncia la parola "rohingya" durante questo viaggio in Asia, e
lo fa in modo teologicamente molto forte. Dopo l'incontro con il Papa, alcuni
di loro piangevano.
I 16
erano erano 12 tra uomini e ragazzi, c'erano poi due donne adulte con il velo
sul capo, e due bambine. Papa Francesco, con l'aiuto degli interpreti, ha
ascoltato quello che ognuno aveva da dirgli. Ha accarezzato le bimbe, e a una
ha messo le mani sul capo; ha anche stretto le mani che una delle due signore gli porgeva.
