sabato 4 novembre 2017

48ª Settimana Sociale “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale” Cagliari, 26-29 ottobre 2017 - Le proposte emerse nel percorso di preparazione e nei lavori della 48ma Settimana Sociale



dal WEB:
http://www.settimanesociali.it/materiali/28-ottobre-2017-le-quattro-proposte-della-chiesa-italiana-al-governo/

48ª Settimana Sociale “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale” Cagliari, 26-29 ottobre 2017

Le proposte emerse nel percorso di preparazione e nei lavori della 48ma Settimana Sociale


QUATTRO PROPOSTE SPECIFICHE AL GOVERNO ITALIANO

Rimuovere gli ostacoli che impediscono il lavoro: un ecosistema favorevole per chi crea lavoro e chi lavora.

Invertire la rotta di una  cultura  che crea la corsa al ribasso sui costi del lavoro e ne distrugge la dignità.

Ridare dignità agli scartati e agli esclusi favorendo il reinserimento nel mondo del lavoro.

Porre il patrimonio culturale come volano per l’economia italiana.

UN PIANO PER IL PAESE
Un patto tra le generazioni per un lavoro degno e di qualità

1.           Rimettere il  lavoro al centro dei processi formativi.
Per ridurre ulteriormente e in misura più consistente la disoccupazione giovanile, occorre  intervenire in modo strutturale rafforzando la filiera formativa professionalizzante nel sistema educativo italiano.

2.Canalizzare i risparmi dei Piani individuali di risparmio (PIR)
anche verso le piccole imprese non quotate che rispondano a precise caratteristiche di coerenza ambientale e sociale.Stimolando l’investimento dei patrimoni familiari delle generazioni adulte.

3.Accentuare il cambio di paradigma del Codice dei contratti pubblici
-  potenziando i criteri di sostenibilità ambientale;
- inserendo tra i criteri reputazionali i parametri di responsabilità sociale, ambientale e fiscale con certificazione di ente terzo;
- varando un programma di formazione delle Amministrazioni sul nuovo Codice.


4.Tenendo conto delle scadenze e dei vincoli europei, rimodulare le aliquote IVA per le imprese che producono rispettando criteri ambientali e sociali minimi, oggettivamente misurabili (a saldo zero per la finanza pubblica), anche per combattere il dumping sociale e ambientale.