Democrazia
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Ogni forma di organizzazione sociale cambia
continuamente. Questa è la lezione che ci viene dallo studio dei fatti umani,
fin da quelli più antichi.
Possiamo farci un’idea di come si era in
tempi molto lontani studiando le società umane meno evolute che ancora ci sono
e che verosimilmente vivono come i primitivi.
L’evoluzione delle società umane è stata
favorita dalla conquista del linguaggio e soprattutto da quella della
scrittura. Con la produzione di documenti scritti inizia la storia umana. A quel punto le società
erano già piuttosto complesse.
Dal punto di vista biologico discendiamo da
esseri viventi sociali. Come erano i nostri progenitori non umani? Si pensa che
fossero simili alle scimmie antropomorfe (parola che significa: con aspetti fisici e movenze simili a quelle
umane), le quali vivono in gruppi sociali dominati da un maschio che si accoppia con
molte femmine e al quale altri maschi sono sottomessi (un gruppo così può essere osservato nel Bioparco di Roma). L’evoluzione biologica e sociale ha reso possibile organizzazioni più complesse, dominate da oligarchie
di maschi o, più raramente, di femmine. Tra i maschi probabilmente contavano di
più i cacciatori, i guerrieri e gli anziani, questi ultimi perché sapevano
come andavano le cose del mondo sulla base di una più lunga esperienza di vita. Nelle
società primitive contemporanee i capi sono in genere anche mediatori con le divinità.
Fin dalle origini probabilmente era così. Gli esseri umani capivano di essere
dominati da potenze non umane, innanzi tutto quelle della natura, che regolavano anche il funzionamento dell'organismo umano e in particolare della riproduzione, e le
deificavano. Per rendersele propizie si escogitarono dei riti, delle cerimonie
simboliche, che avevano bisogno di chi compisse le azioni prescritte: questo
era il compito dei sacerdoti. I re, le figure dominanti tra gli oligarchi,
erano in genere anche sacerdoti. Fin dalle origini troviamo quindi il potere politico connesso
con la religione. Uno dei compiti degli oligarchi, e in particolare dei re, era
quello di risolvere le controversie civili e religiose: questo produsse una
giurisprudenza, vale a dire una tradizione nelle decisioni con cui si
risolvevano le liti, connotata religiosamente. C’era un ordine nell’universo,
di carattere sacro perché non in dominio umano, e, nel caso
venisse turbato, come quando si faceva qualche torto ad un altro, occorreva rimediare per ripristinarlo. La religione e il diritto servivano a questo e venivano amministrati da giudici/sacerdoti. A ben vedere qualcosa delle origini rimane
anche nelle contemporanee ideologie religiose e giuridiche e questa è una
costante nelle cose umane, sia di quelle biologiche che di quelle sociali.
Ai tempi nostri si ha talvolta l’idea che le
società umane per natura siano radicate in certi posti. Questo invece è uno sviluppo politico relativamente
recente nella storia umana, che si è avuto probabilmente con l'inizio dell’agricoltura, quindi con un legame più forte alla terra, tra i 20.000 e i 10.000 anni addietro (si pensa che i primi esseri viventi umani siano comparsi circa due milioni di anni fa). Le società umane delle origini erano
verosimilmente nomadi e troviamo tracce di loro lunghissime migrazioni per
tutta la Terra. Abbiamo indizi molto convincenti che i progenitori degli
attuali Europei provenissero dal centro dell’Africa.
Il radicamento
politico su un territorio sviluppò
molto la concezione giuridica della proprietà,
sulla base delle controversie che sorgevano. Si divenne proprietari di terra e
anche di altri esseri umani. I re, che concepivano sé stessi inizialmente come
figure paterne, come padri
del loro popolo, iniziarono ad agire
come proprietari di esso. Cercarono a lungo un’investitura
divina. E’ significativo che, ad un certo punto, gli antichi imperatori romani
assumessero anche la carica di pontefice
massimo, il più importante sacerdote dei lori tempi. E sommo Pontefice è uno dei
nomi con cui oggi si indica il Papa. Il potere politico veniva in questo modo
collegato all’ordine universale, cosmico (cosmo
è una parola del greco antico che significa universo).
Si ebbe così una sacralizzazione del potere, che significa appunto collegare il
potere politico all’ordine cosmico. Quest’ultimo veniva considerato come voluto dagli dei soprannaturali. Ciò che riguardava le cose
soprannaturali era sacro, nel senso
di sottratto religiosamente al potere degli esseri umani sotto pena di gravi
conseguenze. Solo speciali mediatori tra gli umani e il soprannaturale potevano
accostare il sacro. Sacralizzare il potere politico significò volerlo sottrarre alle
contestazioni e alle minacce di altri pretendenti. Il potere sacerdotale supremo, di mediazione tra umani e soprannaturale, era in genere accentrato in chi deteneva il potere politico
e costituiva un’arma in più a presidio di quel potere. Vi furono anche
re che vollero farsi dei, ma in genere solo dei tra altri dei: in definitiva vollero essere
considerati una delle potenze soprannaturali del mondo. All'epoca l'onnipotenza non era una qualità attribuita a tutti gli dei: ce n'erano di maggiori e di minori. Questa sacralizzazione del potere è ancora molto forte nella nostra
organizzazione religiosa.
Mario
Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli