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Quanto più si sale, tanto più ci si distacca dalla gente: è fatale. Inoltre si ha sempre meno tempo.
Gli psicologi cognitivi ci dicono che gli esseri umani possono avere relazioni intense con circa centocinquanta altre persone, non di più.
Se uno deve occuparsi di un quartiere di circa trentamila abitanti ha dei problemi.
Più si sale, meno tempo si ha. Si accumulano incarichi e le corrispondenti responsabilità. Quindi si deve delegare molto.
La gente fa riferimento alla persona che comanda, in alto: per la massa si tratta di una sola persona, ci si può illudere di avere relazioni intense con lei, ma non è così. Chi sta in alto vede invece solo una folla, da cui, di quando in quando, si stacca qualcuno che riesce ad attirare la sua attenzione, per poi rientrare presto nella moltitudine.
Ciò non toglie che negli affari spirituali la presenza del capo di riferimento in una folla sia importante, soprattutto quando quel capo vuole essere padre e pastore. La sua presenza fisica vale più di miliardi di righe su internet. Soprattutto se è una presenza mediata dalla sofisticata liturgia religiosa, piena di gesti altamente simbolici.
Il problema di chi sta il alto consiste nel decidere come impiegare il proprio tempo che è sempre più scarso. Quando si è in alto tutti ti vogliono avere per sé. Si è assillati da gente che vuole riempirti l’agenda. E allora bisogna anche difendersene.
Nella nostra parrocchia si è creato un problema serio, che riguarda non solo quelli che la frequentano, ma tutto il popoloso quartiere delle Valli. Ne ho scritto a lungo, non sto a ripetermi. Ho lanciato un appello. Riuscirà a farsi strada nell’agenda del destinatario? Si tratta di alcune decine di migliaia di persone, di tutte le età. Esse, ora, in questa Veglia pasquale, hanno bisogno della presenza di un padre e Pastore e di quei gesti liturgici altamente significativi a cui ho accennato. Non bastano i bravi preti che ci hanno mandato? Ecco, questa è una faccenda che, mi pare di aver capito, non può essere delegata. Che cosa c’è nel ministero episcopale che lo distingue da quello del prete? Non ho la presunzione di scriverne qui, ma mi hanno insegnato che c’è. Ha a che fare con il soprannaturale, credo: non si tratta solo di ordinamento burocratico. Venga tra la sua gente, monsignore! Presieda la nostra Veglia pasquale. Molti anni fa, un medico, valutando la mia situazione clinica e riferendosi a una certa procedura terapeutica, mi sentenziò: “ora o mai più!”. Potrebbe essere il caso nostro, delle Valli.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli.