Terzo
incontro di approfondimento sull’enciclica Laudato
si’, di papa Francesco, del 2015
Ieri sera, in parrocchia, in sala rossa, si è
tenuto il 3° incontro di approfondimento sull’enciclica Laudato si’, del papa Francesco, diffusa nel maggio del 2015. E’
stato utilizzato il metodo del focus
group (=messa a fuoco di gruppo), in cui, attraverso una discussione tra i
vari partecipanti ad un incontro diretta da un presidente si cerca di far
emergere l’orientamento comune su un certo argomento. Esso prevede la
partecipazione attiva delle persone convocate. La direzione della discussione è
molto importante per evitare che si divaghi e che, quindi, si esca dalla
questione che si vuole mettere a fuoco. Nello specifico, ieri si voleva in definitiva
far emergere proposte collettive e personali di impegno, non tanto, quindi,
semplici opinioni.
Il tema specifico dell’incontro è stato quello
dell’amicizia civica, che è un’espressione
che viene usata nell’enciclica trattando di come dovrebbe essere la politica.
A ciascun partecipante è stato distribuito un foglio di lavoro con
brani dell’enciclica e spazi per
inserire riflessioni personali su alcuni argomenti ben delimitati.
Nella prima parte dell’incontro,
corrispondente al punto 1 del foglio di lavoro “Io penso” la proposta è stata questa:
“Divisi in gruppetti provate a dire in
pochissimi minuti cosa significa per te, in bae alla tua esperienza,
partecipare alla vita civica e politica del tuo quartiere, della tua città”
In prevalenza sono state ricordate esperienze
del passato, più o meno lontano: la lotta del quartiere per il Pratone, il grande spazio verde che
fiancheggia via Conca d’Ora e che ora è
un parco pubblico, il movimento per far istituire un ambulatorio di quartiere,
l’esperienza di comunità ecclesiali di base. Sono stati poi espresso propositi
per il futuro, per fare pressioni sul Municipio per risistemare i giardini di
via Val Padana ad esempio, e anche la proposta di fare eleggere un nostro
rappresentante nel Consiglio del nostro Municipio, che è il Terzo di Roma
Capitale e comprende i quartieri di Montesacro, dove si trova la parrocchia, e
Montesacro alto, nel settore Nord Est di Roma.
Per questa parte erano stati programmati 10
minuti.
Quindi siamo passati alla parte che
corrispondeva alla sezione 2 Nel testo:
sono stati proposti alcuni brani dell’enciclica, in tema di amicizia civica con richiesta di
sottolineare i passaggi più significativi (tempo programmato 40 minuti).
Riporto di seguito quei brani, evidenziando in
grassetto le parti che ho sottolineato.
V. AMORE
CIVILE E POLITICO
228. La cura per
la natura è parte di uno stile di vita che implica capacità di vivere insieme e
di comunione. Gesù ci ha ricordato che abbiamo Dio come nostro Padre comune e
che questo ci rende fratelli. L’amore fraterno può solo essere gratuito, non
può mai essere un compenso per ciò che un altro realizza, né un anticipo per
quanto speriamo che faccia. Per questo è possibile amare i nemici. Questa
stessa gratuità ci porta ad amare e accettare il vento, il sole o le nubi,
benché non si sottomettano al nostro controllo. Per questo possiamo parlare di
una fraternità universale.
229. Occorre
sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una
responsabilità verso gli altri e verso il mondo, che vale la pena di essere
buoni e onesti. Già troppo a lungo siamo stati nel degrado morale, prendendoci
gioco dell’etica, della bontà, della fede, dell’onestà, ed è arrivato il
momento di riconoscere che questa allegra superficialità ci è servita a poco.
Tale distruzione di ogni fondamento della vita sociale finisce col metterci
l’uno contro l’altro per difendere i propri interessi, provoca il sorgere di
nuove forme di violenza e crudeltà e impedisce lo sviluppo di una vera cultura
della cura dell’ambiente.
230. L’esempio
di santa Teresa di Lisieux ci invita alla pratica della piccola via dell’amore,
a non perdere l’opportunità di una parola gentile, di un sorriso, di qualsiasi
piccolo gesto che semini pace e amicizia. Un’ecologia integrale è fatta anche
di semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo
la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo. Viceversa, il mondo del consumo esasperato è al tempo
stesso il mondo del maltrattamento della vita in ogni sua forma.
231. L’amore, pieno di piccoli gesti di cura
reciproca, è anche civile e politico, e si manifesta in tutte le azioni che
cercano di costruire un mondo migliore.
L’amore per la società e l’impegno per il bene comune sono una forma eminente
di carità, che riguarda non solo le
relazioni tra gli individui, ma anche «macro-relazioni, rapporti sociali,
economici, politici». Per
questo la Chiesa ha proposto al mondo l’ideale di una «civiltà dell’amore». L’amore
sociale è la chiave di un autentico sviluppo: «Per rendere la società più
umana, più degna della persona, occorre rivalutare l’amore nella vita sociale –
a livello, politico, economico, culturale - facendone la norma costante e
suprema dell’agire». In questo
quadro, insieme all’importanza dei piccoli gesti quotidiani, l’amore sociale ci
spinge a pensare a grandi strategie che
arrestino efficacemente il degrado ambientale e incoraggino una cultura della cura che impregni tutta la società.
Quando qualcuno riconosce la vocazione di Dio a intervenire insieme con gli
altri in queste dinamiche sociali, deve ricordare che ciò fa parte della sua
spiritualità, che è esercizio della carità, e che in tal modo matura e si
santifica.
232. Non tutti
sono chiamati a lavorare in maniera diretta nella politica, ma in seno alla
società fiorisce una innumerevole varietà di associazioni che intervengono a
favore del bene comune, difendendo l’ambiente naturale e urbano. Per esempio,
si preoccupano di un luogo pubblico (un edificio, una fontana, un monumento
abbandonato, un paesaggio, una piazza), per proteggere, risanare, migliorare o
abbellire qualcosa che è di tutti. Intorno a loro si sviluppano o si recuperano
legami e sorge un nuovo tessuto sociale locale. Così una comunità si libera dall’indifferenza consumistica. Questo vuol
dire anche coltivare un’identità comune,
una storia che si conserva e si trasmette. In tal modo ci si prende cura
del mondo e della qualità della vita dei più poveri, con un senso di solidarietà che è allo stesso
tempo consapevolezza di abitare una casa comune che Dio ci ha affidato.
Queste azioni comunitarie, quando esprimono un amore che si dona, possono
trasformarsi in intense esperienze spirituali.
I partecipanti sono stati quindi invitati a
indicare, sul foglio di lavoro:
-
che cosa il Papa intende per politica e
interesse civico;
-
che cosa il Papa intende per cura e amicizia civica.
Io ho ricordato che l’idea di politica come amicizia è molto antica e
risale addirittura al pensiero del filosofo Aristotele.
In genere, invece, la politica è intesa oggi
come conflitto di interessi particolari. Il Papa ritiene che l’azione
collettiva sia necessaria per migliorare
il mondo, ma che non per controllare spazi sempre più vasti di potere, ma per
innescare un processo, per cui emerga
un’identità comune che ci consenta di distaccarci dall’indifferenza
consumistica e di operare sulla realtà
intorno a noi a partire da quella di quartiere, quindi da quella più vicina, ad
esempio preoccupandosi di un edificio, di una fontana, di un monumento
abbandonato, di un paesaggio, di una piazza).
Nell’ultima parte dell’incontro,
corrispondente alla sezione 3 del foglio di lavoro (tempo programmato: 15 minuti), La mia vita, ci è stata proposta la seguente riflessione:
“Se penso alla mia vita e a quanto mi
interesso della vita civica e politica, a me vicina: quali atteggiamenti
positivi già vivo e quali dovrei mettere in atto per crescere?
Sul foglio di lavoro seguiva una tabella in
due parti [+] e [-], in cui potevano essere indicati gli atteggiamenti positivi
e quelli da migliorare.
In generale gli atteggiamenti positivi
indicati dai partecipanti riguardavano la vita privata e i costumi individuali:
non sprecare il cibo, preferire prodotti del mercato equo e solidale a quelli delle grandi multinazionali, incontrare la gente del quartiere (è stato fatto il caso
degli amici al bar), rispettare le regole del codice della strada, in
particolare lasciando in sosta le macchine. Sono stati proposte anche iniziative
di protesta per ottenere interventi dal Municipio sulle strutture urbanistiche
pubbliche del quartiere. Solo io, mi pare di ricordare, ho segnalato la
parrocchia come luogo di impegno civile e politico, indicandola nella parte del
[+] ma anche in quella del [-], perché partecipo, ma troppo poco.
Abbiamo condiviso gli atteggiamenti positivi e quelli bisognosi di miglioramento, in una breve discussione. Mi pare di poter concludere che non ci sia molta fiducia nella possibilità di migliorare il mondo, mediante un impegno collettivo basato sull'amicizia e anche sulla base di gesti quotidiani e attenzione alle realtà di quartiere. Fondamentalmente ci si aspetta che i miglioramenti vengano dalle autorità pubbliche e si pensa che, per ottenerli, si debba essenzialmente fare pressione. Del resto questo corrisponde all'esperienza del quartiere nella lotta per il Pratone. E' emersa una sensibilità anticonsumistica, contro lo spreco e la produzione incontrollata di rifiuti.
Infine abbiamo letto il paragrafo 178 dell’enciclica:
178. Il dramma di una
politica focalizzata sui risultati immediati, sostenuta anche da popolazioni
consumiste, rende necessario produrre crescita a breve termine. Rispondendo a
interessi elettorali, i governi non si azzardano facilmente a irritare la
popolazione con misure che possano intaccare il livello di consumo o mettere a
rischio investimenti esteri. La miope costruzione del potere frena
l’inserimento dell’agenda ambientale lungimirante all’interno dell’agenda
pubblica dei governi. Si dimentica così che «il tempo è superiore allo spazio»,
che siamo sempre più fecondi quando ci preoccupiamo di generare processi,
piuttosto che di dominare spazi di potere. La grandezza politica si mostra
quando, in momenti difficili, si opera sulla base di grandi principi e pensando
al bene comune a lungo termine. Il potere politico fa molta fatica ad
accogliere questo dovere in un progetto di Nazione.
Mario
Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli