lunedì 17 ottobre 2016

Metodo del dialogo

Il metodo del dialogo

Nel dialogo, ciascuno non si limita a proclamare la propria verità, ma tiene anche conto delle obiezioni e delle prospettive degli altri e adatta l’esposizione alle esigenze degli altri, approfondendo l’argomento. Il dialogo  porta quindi a una migliore conoscenza, perché stimola ad approfondire  la questione. Come scrisse la filosofa Hannah Arendt, “Nessuno,  da solo, senza compagni, arriva ad avere una visione sufficientemente completa delle cose.”
   Il risultato del dialogo, condotto come si deve, vale a dire nelle fasi che sono illustrate nella figura, non è una semplice somma  delle conoscenze di ciascuno, ma è una conoscenza più avanzata, una parola comune: non quindi A+B, ma AB!.  E i punto esclamativo esprime la gioia di poter parlare insieme, di esprimere qualcosa di comune nel ragionare sulla realtà. Si tratta di una conoscenza migliore, in quanto tiene conto dei punti di vista e di tutti gli apporti degli altri dialoganti. Nel dialogo ci si può anche correggere e non bisogna prendersela: come disse il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, il migliore scienziato è quello che ha fatto tutti gli errori possibili nel suo campo di ricerca, correggendoli.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli