Informarsi
personalmente sui temi della riforma costituzionale oggetto del referendum
del 4 dicembre prossimo è parte del prendersi
cura della casa comune
Il Paese è atteso per un importante appuntamento, il Referendum sulla
Costituzione. Come sempre, quando i cittadini sono chiamati ad esprimersi
esercitando la propria sovranità, il
nostro invito è di informarsi personalmente, al fine di avere chiari tutti
gli elementi di giudizio circa la posta in gioco e le sue durature conseguenze.
[dalla prolusione del car. Angelo
Bagnasco al Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale
Italiana, tenutosi a Roma dal 26 al 28 settembre 2016]
142. Se tutto è in relazione, anche lo stato di salute delle
istituzioni di una società comporta conseguenze per l’ambiente e per la qualità
della vita umana: «Ogni lesione della solidarietà e dell’amicizia civica
provoca danni ambientali» In tal
senso, l’ecologia sociale è necessariamente istituzionale e raggiunge
progressivamente le diverse dimensioni che vanno dal gruppo sociale primario,
la famiglia, fino alla vita internazionale, passando per la comunità locale e
la Nazione. All’interno di ciascun
livello sociale e tra di essi, si sviluppano le istituzioni che regolano le
relazioni umane. Tutto ciò che le danneggia comporta effetti nocivi, come la
perdita della libertà, l’ingiustizia e la violenza. Diversi Paesi sono
governati da un sistema istituzionale precario, a costo delle sofferenze della
popolazione e a beneficio di coloro che lucrano su questo stato di cose. Tanto
all’interno dell’amministrazione dello Stato, quanto nelle diverse espressioni
della società civile, o nelle relazioni degli abitanti tra loro, si registrano
con eccessiva frequenza comportamenti illegali. Le leggi possono essere redatte
in forma corretta, ma spesso rimangono come lettera morta. Si può dunque sperare
che la legislazione e le normative relative all’ambiente siano realmente
efficaci? Sappiamo, per esempio, che Paesi dotati di una legislazione chiara
per la protezione delle foreste, continuano a rimanere testimoni muti della sua
frequente violazione. Inoltre, ciò che accade in una regione esercita,
direttamente o indirettamente, influenze sulle altre regioni. Così per esempio,
il consumo di droghe nelle società opulente provoca una costante o crescente
domanda di prodotti che provengono da regioni impoverite, dove si corrompono i
comportamenti, si distruggono vite e si finisce col degradare l’ambiente.
[dall’enciclica
Laudato si’ , diffusa nel giugno 2015]
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Nel post del 25-10-16 troverete molto materiale per informarvi personalmente
sui temi della riforma costituzionale!
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In
questi giorni sto cercando di spiegare alle persone che incontro la riforma
costituzionale sulla quale dovremo votare, per farla entrare in vigore o per
fermarla, nel referendum che si terrà
domenica 4 dicembre.
Vedo
però che la gente sa veramente troppo poco della riforma e che, soprattutto, in
genere, non ha molta voglia di saperne di più. Però mi chiede subito se voterò
SÌ o No e, subito dopo, mi dice come voterà. Io la deludo perché non dico né SÌ
né No. Quello che mi interesserebbe è confrontarmi sui contenuti della riforma,
per una decisione consapevole, informata, ma mi è, in genere, impossibile
perché quelli con cui parlo sanno, di solito, quello che sentono in
televisione:
Per il Sì
Per il No
Dite sempre
no!
Siete dei corrotti!
Ce la chiedevano da 70
anni!
Distruggete la democrazia!
Dite no perché tenete alle vostre
Siete voi,
invece, che ci tenete!
poltrone!
Vi abbiamo rottamato e volete tornare!
I giovani sono con noi!
Mostrateli questi giovani, siete vecchi!
Votano SÌ solo i vecchi
Volete le solite pastette
parlamentari! Volete che comandino i “cerchi magici”!
Se non si fa ora non si fa
più! Se si fa ora, poi non si potrà fare più nulla!
La riforma è
democratica
La riforma non è democratica!
Conteremo di più in Europa Sarete sempre gli stessi! Vi
snobberanno
Faremo ripartire l’Italia Con
che soldi?
Lo ha detto anche
Obama! Che cosa gli avete dato in cambio?
Bene,
questi non sono argomenti validi! Infatti non parlano di alcun contenuto della
riforma.
Sul
referendum bisogna farsi, prima di scendere in polemica, un esame di coscienza:
che cosa so della riforma? E se non ne
so a sufficienza, e a volte nulla di nulla, come posso prendere la giusta
decisione?
Ho
parlato di esame di coscienza per
chiarire anche il senso religioso della decisione che si prenderà, che riguarda
le istituzioni fondamentali dello stato. Partecipare al referendum è una parte
del prendersi cura della casa comune,
di cui si parla nell’enciclica Laudato si'.
In particolare nel brano che ho sopra riportato si legge:
All’interno di ciascun livello sociale e tra di
essi, si sviluppano le istituzioni che regolano le relazioni umane. Tutto ciò
che le danneggia comporta effetti nocivi, come la perdita della libertà,
l’ingiustizia e la violenza.
Se prenderemo una decisione sbagliata, nell’esercizio
di un atto di sovranità del popolo, pertanto partecipando al governo di tutti, ne saremo anche personalmente responsabili,
quindi anche personalmente responsabili dei danni che saranno arrecati ad
istituzioni sociali fondamentali.
In quell’enciclica si chiarisce un fatto che
dovrebbe essere evidente ad una persona di fede adulta: la religione ci porta a
lavorare sulla società per preservarla dal male e migliorarla e il lavoro per preservare
la società dal male e migliorarla ci porta ad essere religiosi. Quel lavoro nella società è infatti espressione di quella che definiamo carità, termine che traduce la parola del greco antico agàpe e che richiama l’immagine di un lieto convito,
in un ambiente bello e accogliente in cui ci sia posto per tutti, nessuno
escluso. E il fondamento di tutto è agàpe, è scritto.
Atteggiamenti distratti, insofferenti,
negligenti, svogliati, disimpegnati, sfaticati, rinunciatari con vari pretesti, sull’informarsi personalmente ci interpellano dunque in coscienza
come persone di fede, in particolare quando si tratta di prendere decisioni che
con molta difficoltà potranno essere corrette, come appunto accade in riforme
costituzionali così estese come quella in decisione nel prossimo referendum, con la quale si intendono modificare 50 articoli su 139 della Costituzione repubblicana.
Il tempo per informarsi è proprio questo! C’è poco più
di un mese. Poi sarà troppo tardi. Ci si potrà solo pentire di eventuali decisioni sbagliate.
Mario Ardigò -
Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli