www.educat.it
La Conferenza Episcopale Italiana pubblica on line, sul sito
www.educat.it, tutti i suoi catechismi per le varie fasce d’età e il Catechismo della Chiesa cattolica, oltre
ai principali documenti del magistero in materia di catechesi. Non occorre
quindi comprare i libri, basta sfogliarli gratuitamente,
anche utilizzando un telefonino evoluto, quello che chiamiamo smart
phone e che ormai tutti i ragazzi hanno per le mani. Ci sono catechismi per
bambini, fanciulli, ragazzi, giovani e adulti. Sono testi frutto non solo della
competenza professionale di specialisti e di operatori sul campo, ma
soprattutto di una lunga sperimentazione. Il movimento di rinnovamento della
catechesi, innescato dal Concilio Vaticano 2° negli anni ’70, fu progettato
operativamente in Italia dal 1970 sulla base di quello che viene definito Documento di base, diffuso dall’Ufficio
catechistico nazionale il 2-2-1970 (lo trovate sul Web all’indirizzo
http://www.educat.it/documenti/download/Il%20Rinnovamento%20della%20Catechesi_sito.pdf
Perché non utilizzare, nella
formazione alla fede dei nostri ragazzi in parrocchia, questi strumenti?
Potrebbe essere l’occasione per
rimettere in linea questa attività, molto importante per la collettività
parrocchiale, con l’impostazione della Diocesi.
Ora non lo è?
Andate e vedete. E’ quello che
consiglio ai sacerdoti della parrocchia.
I sacerdoti, per la loro lunga e
completa formazione, sanno bene che la catechesi è una cosa seria, è
addirittura una scienza. La si studia al massimo livello, ad esempio, nella
vicina Università salesiana. Da un salesiano di quell’ateneo proviene uno dei
testi che ho per le mani in questa materia: di Emilio Alberich, La catechesi oggi - Manuale di catechetica fondamentale, Elledici,
€25,00. Può essere utile per cominciare a farsi un idea. E’ un testo complesso.
Durante l’incontro che qualche
anno fa ebbe con noi nella chiesa parrocchiale, il vescovo ausiliare si stupì
di certe affermazioni che furono fatte in tema di catechesi. Evidentemente non
riconosceva in esse l’impostazione della Diocesi. E’ chiaro che, se la
situazione non fosse mutata, andrebbe cambiata con decisione.
Sbagliare in materia di
catechesi parrocchiale può fare molto danno, in particolare quando si sbaglia
con gli adolescenti, l’età della preparazione alla Cresima e post-Cresima.
Quando si sbaglia, bisogna correggersi. E, in un’organizzazione parrocchiale,
occorre farlo sulla base degli indirizzi della Diocesi.
Finché si è bambini i genitori
ci portano dove vogliono. Già all’età delle scuole medie è diverso. Forse si
riuscirà ancora a costringere un recalcitrante a seguire i corsi per la
Cresima, ma poi nulla più.
Che cosa mi pare di constatare
in parrocchia? Rimangono più o meno solo gli adolescenti che provengono da
famiglie neocatecumenali. E’ perché il mondo intorno è pagano, inteso come irreligioso?
Qui, a Roma, in Italia, la nazione del mondo Occidentale in cui la pratica
religiosa cattolica è più alta, e, forse, la nazione più clericale dell’universo?
Non viviamo nella Roma del secondo secolo della nostra era, ma a volte mi pare
che non ce ne sia consapevolezza. Si rovescia su quelli che abbiamo intorno l’accusa
di paganesimo senza conoscerli
veramente e, soprattutto, senza volerli conoscere. Non c’è quella simpatia che caratterizzò, ad esempio, l’impostazione
del lavoro dei saggi dell’ultimo concilio ecumenico.
Pagani… In materia di paganesimo non dovremmo imparare dai nostri
scrittori religiosi dei primi secoli. Innanzi tutto, quelli che loro definirono
spregiativamente pagani non erano
irreligiosi, ma, anzi, erano portatori di un’elevatissima spiritualità, tanto
che disseminarono il loro mondo di magnifici templi. Si fu veramente
intolleranti nei primi tempi. E poi noi operiamo, ai tempi nostri, in una
società che ancora è profondamente legata alla cultura religiosa della nostra
fede, in particolare per avere un orientamento per stabilire ciò che è bene e
ciò che è male. Poi molti scelgono il male? Ma questo è ciò che è avvenuto fin
dagli inizi! Le società cristiane non sono mai state, storicamente, società buone. Si è sempre predicato il bene, qualche volta
anche fatto il bene, ma in genere è il male che si è preferito. Tanto è vero che, in
religione, stiamo sempre a batterci il petto e a pentirci. Ma già essere
consapevoli di doversi pentire per aver fatto il male pur volendo il bene è un grande progresso, una grande risorsa.
Perché su questa base del pentimento si può anche cambiare.
In parrocchia rimangono solo i figli cresciuti
in famiglie neocatecumenali perché il mondo intorno è pagano o perché la catechesi
per gli adolescenti è impostata su criteri insufficienti? E’ una domanda che
faccio ai sacerdoti della parrocchia.
Negli anni passati la nostra
parrocchia è stata oggetto di una sperimentazione di un progetto di neocatecumenalizzazione spinta. Nell’organizzazione
parrocchiale, tra le persone che in qualche modo sono il volto della parrocchia per i
frequentatori meno assidui, sono rimasti pochi gli extracomunitari, intesi come
quelli che non sono integrati in una delle piccole comunità neocatecumenali.
Questo mi pare che abbia influenzato la catechesi per gli adolescenti: almeno è
quello che ho constatato al tempo in cui furono adolescenti le mie figlie. Per
quanto le riguarda posso dire che io e mia moglie abbiamo dovuto rimediare ad
evidenti e gravi errori educativi della catechesi parrocchiale.
Non faccio un rimprovero ad una
ragazza o un ragazzo di non sopportare la catechesi neocatecumenale. Non la
sopporto neanche io. E’ una via legittima, non discuto su questo, ma è solo una delle vie, e non è la mia via. La mia, in
particolare, è una via di libertà e di apertura. Mi sono formato in Azione
Cattolica. La via neocatecumenale si svolge invece, come mi appare vedendola
dall’esterno, all’interno di piccole collettività concentrate sul proprio
perfezionamento, con un atteggiamento fortemente difensivo e di ripulsa verso
la società esterna, vista come paganizzata
irrimediabilmente. In particolare poi, mi pare che l’idea del ruolo dell’uomo e
della donna che si ha in quella cultura di movimento non corrisponda bene a ciò
che, ai tempi nostri, si proclama anche in religione. Si pensa infatti, mi pare
di aver capito, al maschio come a un capo naturale della famiglia, su base
biologica. Di conseguenza poi si propone, anche ai più giovani, un modello di
famiglia che mi appare piuttosto paternalistico. E non è questo l’unico campo
critico.
Vorrei che la catechesi per gli
adolescenti fosse seguita più da vicino da un sacerdote della parrocchia extracomunitario. Perché la parrocchia è
la casa di tutti i fedeli. E se non lo fosse più, bisognerebbe farla diventare
di nuovo così.
Perché rassegnarsi a perdere,
con il pretesto che la società intorno è pagana,
tutti i ragazzi che siamo riusciti a portare alla Prima Comunione?
Perché non decidersi a
stabilire, sotto la guida dei sacerdoti, un vero progetto di rinnovamento della
catechesi parrocchiale?
Se poi non fosse proprio
possibile abbandonare la catechesi neocatecumenale per alcuni degli adolescenti,
in particolare quelli cresciuti in famiglie che l’hanno praticata e ancora la
vogliono praticare, almeno se ne stabilisca una, diversa, per gli extracomunitari.
Extracomunitario: questa parola che nella società di oggi definisce
una persona che non ha tutti i diritti e le opportunità degli altri tra i quali
vive, si attagliava nella nostra parrocchia, almeno fino all'anno scorso, anche a coloro che non sopportavano l’assimilazione neocatecumenale. Ci si sentiva come stranieri in casa
propria. Tollerati, ma con un tacito rimprovero e anche un sospetto di paganesimo. Si parlava, ma non si era ascoltati, ed era come se, in fondo, non si avesse diritto di parola. Appariva come se, in definitiva, si sarebbe preferito che non ci fossimo. Forse, addirittura, si sarebbe preferito che varcassimo in uscita le porte della parrocchia, ma per
non ritornare. In un processo di selezione:
altra parola che vorrei non fosse più pronunciata in parrocchia. E’ questa la Chiesa in uscita che, di questi tempi, siamo invitati a
realizzare? E’ questa, purtroppo, la via che negli anni passati hanno preso tanti nostri adolescenti, in particolare gli extracomunitari, che abbiamo
formato alla Prima Comunione.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte
Sacro, Valli