Apertura
universale, ovvero cattolicità
da:
Emilio Alberich, La catechesi oggi -
manuale di catechetica fondamentale, Elledici, 2001, €25.00
pag.134
“[…] pur
assumendo in sé le caratteristiche di
ogni processo iniziatico, l’iniziazione cristiana conserva sempre una su
irriducibile originalità, grazie ad alcuni tratti tipici che fanno la
differenza. Anzitutto essa rifiuta ogni forma di trasmissione automatica o
magica, sollecitando invece da parte degli iniziati la libera accoglienza e l’appropriazione degli atteggiamenti e
conoscenza della fede. L’iniziazione cristiana è poi agli antipodi dell’adesione
a un gruppo chiuso o setta, perché introduce invece in una comunità di apertura universale (cattolicità).
Finalmente, il processo di iniziazione cristiana, lungi dal costruire un
traguardo compiuto, fa entrare in un cammino
sempre aperto di crescita e di
maturazione, sia personale che comunitario.”
Mia
considerazione:
Nella mia esperienza di fede comunitaria ho
incontrato cammini aperti e chiusi. Quelli aperti richiedono una
collaborazione attiva di chi vi aderisce, anche per costruire il modello di
azione collettiva, quelli chiusi
richiedono uno sforzo di adesione a un modello già precostituito, sul quale gli
aderenti nulla possono, almeno fin tanto che non riusciranno a salire nella gerarchia
sociale di riferimento.
I laici di fede italiani, nella loro vita
sociale, collaborano a società aperte,
in particolare nelle varie sedi di impegno democratico. I cammini chiusi, che possono anche andare bene
per dei contemplativi, per un ordine monastico, li estraniano e non li
preparano a ciò che, anche in religione, ci si attende da loro. Infatti prendersi cura della società e dell’ambiente del proprio
tempo richiede, ai tempi nostri, di saper partecipare a società aperte. Se non se ne è capaci, i grandi
valori di fede rimangono confinati, e in un certo senso reclusi, negli spazi
liturgici. I cammini chiusi creano universi sociali chiusi.
Mario
Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli.