martedì 2 agosto 2016

Tempo per fare politica

   Chi sostiene la recente riforma costituzionale sulla quale, nel prossimo referendum di autunno, dovremo pronunciarci, elenca, tra gli argomenti a favore, la riduzione di due terzi dei senatori, da oltre  trecento (compresi gli ex Presidenti della Repubblica e i membri di nomina presidenziale) a cento, e il fatto che i senatori non avranno stipendio per il loro lavoro parlamentare. In effetti i senatori saranno eletti tra i consiglieri regionali e sindaci e avranno solo lo stipendio che già spetterà loro negli enti locali di appartenenza. Sarà difficile però non riconoscere loro  un rimborso spese, in particolare per quelli che risiedono fuori Roma. Li pagheremo meno, ma saranno, per così dire, a mezzo servizio. Continueranno infatti ad essere consiglieri regionali e sindaci e, cessando da quegli incarichi cesseranno anche di essere senatori. Come si farà a sostituirli lo deciderà una futura legge. Sarebbe stato meglio approvarla con la riforma costituzionale, per darci un'idea più completa della nuova istituzione. Ci  conviene avere, in un ruolo così importante gente a mezzo servizio? Avranno il tempo sufficiente per occuparsi dello Stato e, insieme, degli enti locali di appartenenza? Con un solo stipendio dovranno fare un doppio lavoro. Ma ci daranno anche meno tempo.
 La riduzione del numero dei parlamentari non è, in sé, un fatto positivo. Significa meno gente che fa tirocinio nel servizio parlamentare. Ma anche un servizio parlamentare meno intenso, visto che lo si fa a mezzo servizio. E soprattutto  con meno autonomia, visto che la carica di senatore viene a dipendere, per i senatori elettivi, da come vanno le cose negli enti locali di appartenenza. È un vantaggio, tenendo conto che i senatori avranno voce in capitolo negli affari di stato più importanti, nella nomina del Presidente della Repubblica e nella nomina dei giudici costituzionali?
  Occuparsi dello Stato richiede tempo. Nell'antica Atene, dove originò la cultura democratica, solo gli uomini liberi, la piccola minoranza dei cittadini che non lavoravano  essendo i lavori necessari alla vita quotidiana affidati alla grande maggioranza degli schiavi, facevano politica. L'elevazione di tutti  il popolo alla cittadinanza è stato possibile solo con il miglioramento delle condizioni dei lavoratori, che hanno avuto tempo, istruzione e libertà per la politica. Ma la formazione di una ceto di politici di derivazione popolare in Parlamento ha richiesto la liberazione dei parlamentari da ogni altro lavoro al di fuori della politica democratica: a questo servono gli stipendi dei parlamentari.
 Suo sito www.camera.ti,, scheda "documenti"' poi "temi dell'attività parlamentare" e "il testo di legge della riforma costituzionale" trovate il testo della riforma comparato con la Costituzione vigente, un sunto della riforma e un commento articolo per articolo. Leggeteli tutti, cercate di comprenderli bene, e vedete quanto tempi vi serve. Pensate quanto tempo ci è voluto per ideare e scrivere la riforma. Sono cose che possiamo affidare a gente a mezzo servizio? 
 I nuovi senatori finiranno per essere parlamentari di complemento, ma potranno essere decisivi su questioni molto importanti. 
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro -Valli