La riduzione del numero dei parlamentari non è, in sé, un fatto positivo. Significa meno gente che fa tirocinio nel servizio parlamentare. Ma anche un servizio parlamentare meno intenso, visto che lo si fa a mezzo servizio. E soprattutto con meno autonomia, visto che la carica di senatore viene a dipendere, per i senatori elettivi, da come vanno le cose negli enti locali di appartenenza. È un vantaggio, tenendo conto che i senatori avranno voce in capitolo negli affari di stato più importanti, nella nomina del Presidente della Repubblica e nella nomina dei giudici costituzionali?
Occuparsi dello Stato richiede tempo. Nell'antica Atene, dove originò la cultura democratica, solo gli uomini liberi, la piccola minoranza dei cittadini che non lavoravano essendo i lavori necessari alla vita quotidiana affidati alla grande maggioranza degli schiavi, facevano politica. L'elevazione di tutti il popolo alla cittadinanza è stato possibile solo con il miglioramento delle condizioni dei lavoratori, che hanno avuto tempo, istruzione e libertà per la politica. Ma la formazione di una ceto di politici di derivazione popolare in Parlamento ha richiesto la liberazione dei parlamentari da ogni altro lavoro al di fuori della politica democratica: a questo servono gli stipendi dei parlamentari.
Suo sito www.camera.ti,, scheda "documenti"' poi "temi dell'attività parlamentare" e "il testo di legge della riforma costituzionale" trovate il testo della riforma comparato con la Costituzione vigente, un sunto della riforma e un commento articolo per articolo. Leggeteli tutti, cercate di comprenderli bene, e vedete quanto tempi vi serve. Pensate quanto tempo ci è voluto per ideare e scrivere la riforma. Sono cose che possiamo affidare a gente a mezzo servizio?
I nuovi senatori finiranno per essere parlamentari di complemento, ma potranno essere decisivi su questioni molto importanti.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro -Valli