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| La Repubblica - 9-3-16 |
Si parla di declinare al femminile, avvocata,
architetta, ecc., e ancora, a volte,
pare strano farlo.
Viviamo in una società ancora molto declinata al
maschile. E questo è particolarmente
vero in religione.
Nel campo della fede il pensiero sociale
religioso, animato da una nutrita schiera di teologhe formatesi dopo l’ultimo
concilio ecumenico, è molto più avanzato della dottrina sociale della Chiesa.
Le donne insegnano ai futuri capi religiosi del clero, nelle università
pontificie, ma non possono farlo con gli altri fedeli. E’ così che le
discriminazioni rimangono e addirittura vengono considerate essenziali. Però l’immagine
divina pian piano viene mutando nella cultura religiosa: non è più solo quella
di un uomo.
Il problema è molto serio nella nostra
parrocchia, per la passata impostazione catechistica. Si tende a presentare la
donna come una sorta di accessorio dell’uomo. “Dietro” ogni grande uomo c’è la sua donna. E’ questo fatto
di voler tenere le donne dietro gli uomini che proprio non va!
Si conosce poco o nulla del movimento di
promozione sociale della donna e, soprattutto, se ne diffida o addirittura lo
si contrasta apertamente. Sembra che la famiglia non possa reggersi se non sull’umiliazione
sociale della donna, in ciò dimostrandosi reazionari addirittura rispetto alle
attuali norme canoniche, che sicuramente non esprimono il massimo dell’apertura
possibile sul tema, secondo una visione religiosa.
Per amore
le donne dovrebbero addirittura sottomettersi agli uomini, accettare l’umiliazione.
Devono essere gentili con loro, piacevoli, non ingrugnate per i loro problemi,
perché poi, allora, gli uomini vanno con le altre. Bisogna dire chiaramente che
questa terrificante visione del problema non ha nulla a che fare con la nostra
fede. Che amore è quello che umilia e pretende sottomissione sulla base della diversità
sessuale?
Se non cambiamo certe impostazioni, ma se non le cambiamo veramente,
esplicitamente, senza compromessi, costruendo un ragionamento alternativo con
sapienza, come le teologhe di oggi insegnano, non dobbiamo poi sorprenderci se
le nostre ragazze fuggono dalla religione. Ma, per la verità, anch’io fuggirei
se fosse come dicono certi reazionari.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San
Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli
