giovedì 10 marzo 2016

Declinare al femminile: riconoscere la sostanza e la storia delle donne

La Repubblica - 9-3-16



  Si parla di declinare al femminile, avvocata, architetta,  ecc., e ancora, a volte, pare strano farlo.
 Viviamo in una società ancora molto declinata  al maschile.  E questo è particolarmente vero in religione.
 Nel campo della fede il pensiero sociale religioso, animato da una nutrita schiera di teologhe formatesi dopo l’ultimo concilio ecumenico, è molto più avanzato della dottrina sociale della Chiesa. Le donne insegnano ai futuri capi religiosi del clero, nelle università pontificie, ma non possono farlo con gli altri fedeli. E’ così che le discriminazioni rimangono e addirittura vengono considerate essenziali. Però l’immagine divina pian piano viene mutando nella cultura religiosa: non è più solo quella di un uomo.
 Il problema è molto serio nella nostra parrocchia, per la passata impostazione catechistica. Si tende a presentare la donna come una sorta di accessorio dell’uomo. “Dietro” ogni grande uomo c’è la sua  donna. E’ questo fatto di voler tenere le donne  dietro  gli uomini che proprio non va!
 Si conosce poco o nulla del movimento di promozione sociale della donna e, soprattutto, se ne diffida o addirittura lo si contrasta apertamente. Sembra che la famiglia non possa reggersi se non sull’umiliazione sociale della donna, in ciò dimostrandosi reazionari addirittura rispetto alle attuali norme canoniche, che sicuramente non esprimono il massimo dell’apertura possibile sul tema, secondo una visione religiosa.
 Per amore le donne dovrebbero addirittura  sottomettersi agli uomini, accettare l’umiliazione. Devono essere gentili con loro, piacevoli, non ingrugnate per i loro problemi, perché poi, allora, gli uomini vanno con le altre. Bisogna dire chiaramente che questa terrificante visione del problema non ha nulla a che fare con la nostra fede. Che amore è quello che umilia  e pretende  sottomissione sulla base della diversità sessuale?
  Se non cambiamo certe impostazioni, ma se non le cambiamo veramente, esplicitamente, senza compromessi, costruendo un ragionamento alternativo con sapienza, come le teologhe di oggi insegnano, non dobbiamo poi sorprenderci se le nostre ragazze fuggono dalla religione. Ma, per la verità, anch’io fuggirei se fosse come dicono certi reazionari.

 Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli