Domenica
10-1-16 - festa del Battesimo del Signore - Sintesi dell’omelia della Messa
vespertina
Letture: Is 40,1-5.9-11; Sal 103 (104); Tt 11-14; 3,4-7; Lc 3,15-16.21-22
Questa Domenica si celebra la festa del
Battesimo del Signore e viene fatto di pensare a quel verso del prefazio della
Preghiera eucaristica che fa In alto i
cuori e a cui si risponde Sono
rivolti al Signore. Perché è al
Cielo, in alto, che dobbiamo innalzare il nostro spirito, là da dove venne,
forte come quella del coro che questa sera anima la Messa, la voce del Padre
che disse “Tu sei il Figlio mio, l’amato, in te ho posto
il mio compiacimento”.
Rivolgere l’animo verso l’alto significa non
rimanere chiusi in sé stessi, ripiegati su sé stessi.
Il battesimo di Gesù fu diverso dal nostro.
Gesù era senza peccato, ma volle farsi simile a noi peccatori per condividere la nostra condizione. Si mise
in fila con la gente che si sottoponeva a un battesimo di conversione. Ma
Giovanni battezzava con acqua: sarebbe venuto colui, disse, che avrebbe battezzato
con Spirito Santo e fuoco.” Ed era Gesù, il Figlio di Dio.
Lo Spirito Santo è l’amore di Dio e il fuoco
rappresenta la passione della fede. Mettiamo ancora passione nella nostra fede?
Se non lo facciamo ricadiamo nella mondanità
spirituale, della quale il Santo Padre Francesco ha parlato sia nella sua
esortazione La gioia del Vangelo sia intervenendo al recente convegno ecclesiale di Firenze.
Lasciandosi andare alla mondanità spirituale
si cade in due errori: lo gnosticismo
e il pelagianesimo. Il primo consiste
in una fede solo intellettuale, priva di concretezza, il secondo è quando si
resta attaccati a forme di spiritualità del passato, sorpassate.
Lasciamoci invece ammaestrare dallo Spirito di
Dio, piuttosto che da tanti altri vani insegnamenti; lasciamoci infuocare dalla
passione della fede, che crea tra noi vera comunione, la quale si manifesta in partecipazione e
corresponsabilità. Allora saremo
rinnovati e rigenerati, come è scritto nella seconda lettura e potremo benedire
il Signore per questo, come abbiamo recitato nel salmo.
Come ha suggerito oggi il Papa, cerchiamo di scoprire, se già non la conosciamo, la data in cui siamo stati battezzati e facciamone sempre memoria, per acquisire la consapevolezza della trasformazione che in noi si è prodotta nello Spirito santo e fuoco.
Come ha suggerito oggi il Papa, cerchiamo di scoprire, se già non la conosciamo, la data in cui siamo stati battezzati e facciamone sempre memoria, per acquisire la consapevolezza della trasformazione che in noi si è prodotta nello Spirito santo e fuoco.
Sintesi
di Mario Ardigò, per come ha compreso le parole del celebrante.
La
Messa vespertina è stata animata dai canti della corale Gino Contilli che si riunisce da vent’anni della vicina parrocchia
di Santa Felicita. Alla Messa è seguito
un apprezzato concerto di canti natalizi. Sarebbe molto bello vivere anche da
noi, qui a San Clemente, una esperienza simile. Mia moglie faceva parte del
coro parrocchiale di San Saba all’Aventino, la sua parrocchia, e potrebbe dare
una mano. Servirebbero altre voci e soprattutto un maestro o una maestra del
coro.
Altre notizie sulla corale Gino Contilli possono trovarsi sul sito
http://www.parrocchie.it/roma/santafelicita/corale/
Il Maestro Giuseppe Valenti, che la dirige
egregiamente, ci ha detto che hanno bisogno di altre voci, soprattutto maschili
(ho contato quattro uomini e dieci donne), ma anche femminili.
Alla fine dell’esibizione, tutta l’assemblea
si è unita al coro cantando due melodie natalizie.
Grazie agli amici della corale, che ci hanno
consentito di chiudere il Tempo liturgico di Natale in questo modo tanto
toccante e avvincente!
Mario
Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente Papa - Roma, Monte Sacro, Valli