Dialogo sulle
questioni dell’identità di genere
E’ possibile dialogare sulle questioni dell’identità
di genere? E’ possibile farlo anche all’interno delle nostre collettività
religiose, o l’unica possibilità che si ha è quella di accettare di fare massa
per contrastare scelte pubbliche ritenute dannose dai nostri capi religiosi? E,
innanzi tutto, è possibile dialogare su questi temi con i nostri capi
religiosi?
Io penso che il dialogo sia un metodo che conviene usare sempre, in ogni
caso nel quale devono farsi delle scelte collettive. Consente di avere una visione più
completa delle questioni da decidere, con l’apporto di tanti punti di vista.
Ora, alcuni di noi vogliono andare contro l’Organizzazione Mondiale
della Sanità, un’organizzazione di tipo scientifico, e contro l’ONU, la massima
organizzazione politica a livello mondiale, sulla questione di come trattare in
società le persone omosessuali. Ma si scagliano anche contro il Ministro dell’Istruzione
italiano, che vuole che le scuole si impegnino per contrastare atti di violenza
contro gli studenti che manifestino identità sessuali che non sono conformi ai modelli culturali
correnti di maschio e femmina
umani. Istituzioni alle quali di solito facciamo riferimento per risolvere i
problemi delle nostre società, in questo caso ci sarebbero diventate nemiche.
Possiamo ragionarci un po’ sopra?
Le persone omosessuali ci sono sempre state.
Di rapporti omosessuali si parla anche nelle nostre scrittura sacre,
naturalmente per condannarli.
Anche tutti noi, fin da bambini, abbiamo avuto
consapevolezza che le persone omosessuali esistono.
Perché una persona diventa omosessuale? La novità delle concezioni contemporanee in
materia è appunto in quel “diventa”.
Si diventa omosessuali, si pensa
oggi, in maniera non dissimile da come
si diventa eterosessuali. C’entra la
biologia, naturalmente: di solito, ma non sempre, si nasce con caratteri
sessuali maschili o femminili distinti, che maturano e si definiscono nel secondo decennio di vita. C’entra la mente, la nostra psiche, e non tutti
i fenomeni psichici sono sotto il nostro controllo. E c’entra la cultura, l’ambiente sociale in
cui viviamo, che, in un certo senso, ci costruisce come persone. Lo vediamo bene di questi tempi, in cui
arrivano da noi genti di altre culture, che esprimono identità maschili e
femminili diverse dalle nostre.
E qui entra in gioco l’ideologia dei diritti umani universali, che non è frutto
di colonizzazione, ma è originaria
della cultura europea come si è andata evolvendo dall’Ottocento, anche su base
religiosa. La persona umana va rispettata anche nella sua identità sessuale,
frutto di quel processo di cui dicevo. Questo c’è nella nostra Costituzione e
nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, come nella
Dichiarazione dei diritti universali dell’uomo delle Nazioni Unite.
Nessuno deve essere forzato ad assumere un’identità
sessuale diversa da quella che ha acquisito per quel processo di cui dicevo, così come le persone mancine non devono essere forzate a
scrivere con la destra (e per lungo tempo invece si è tentato di farlo). Ma c'è di più. L'identità sessuale è, per natura, di tipo relazionale, spinge a relazioni umane. Anche quella omosessuale lo è. Noi, nella nostra nuova Europa, ci siamo impegnati, fin dalla caduta dei nazi-fascismi europei a riconoscere e garantire le formazioni sociali ove si svolge la personalità umana (così è scritto nell'art.2 della Costituzione della nostra Repubblica, scritto dal cattolico Giorgio La Pira). Ai tempi nostri abbiamo acquisito consapevolezza, e quando scrivo al plurale voglio dire che è un fatto che coinvolge larghi strati della popolazione come le statistiche ci confermano, che anche le relazioni omosessuali, un tempo ritenute immorali, rientrano in quelle formazioni sociali da riconoscere e garantire, perché in esse la personalità umana non è abbruttita, ma si svolge, vale a dire è valorizzata e promossa. Questa è stata una importante conquista culturale degli ultimi trent'anni, anche per gli italiani, come lo è stata per altri popoli europei, ad esempio per gli irlandesi dell'Eire.
Che cosa replichiamo, come persone religiose?
Persone che, oggi, anche in religione sono impegnate a rispettare la
personalità altrui, anche quella degli omosessuali?
Mario Ardigò - Azione Cattolica
in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli