Messaggi di Papa Francesco e del Presidente della Repubblica ai partecipanti all'incontro del 7-2-15, a Milano, sul tema "Le idee di Expo 2015 - Verso la Carta di Milano
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Video-messaggio
del Santo Padre Francesco per l'incontro di 500 rappresentanti nazionali e internazionali:
"Le idee di Expo 2015 - verso la Carta di Milano"
Dal sito:
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/pont-messages/2015/documents/papa-francesco_20150207_video-messaggio-expo-milano.html
Sabato,
7 febbraio 2015
Buongiorno a voi
tutti, donne e uomini, che siete radunati oggi per riflettere sul tema: Nutrire
il Pianeta, Energia per la Vita.
In occasione della
mia visita alla FAO ricordavo come, oltre all'interesse "per la
produzione, la disponibilità di cibo e l'accesso a esso, il cambiamento
climatico, il commercio agricolo" che sono questioni ispiratrici cruciali,
"la prima preoccupazione dev’essere la persona stessa, quanti mancano del
cibo quotidiano e hanno smesso di pensare alla vita, ai rapporti familiari e sociali,
e lottano solo per la sopravvivenza" (Discorso alla FAO, 20 novembre
2014).
Oggi, infatti,
nonostante il moltiplicarsi delle organizzazioni e i differenti interventi
della comunità internazionale sulla nutrizione, viviamo quello che il santo
Papa Giovanni Paolo 2° indicava come "paradosso dell'abbondanza".
Infatti, "c'è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo
spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l'uso di alimenti per altri fini sono
davanti ai nostri occhi. Questo è il paradosso! Purtroppo questo
paradosso continua a essere attuale. Ci sono pochi temi sui quali si
sfoderano tanti sofismi come su quello della fame; e pochi argomenti tanto
suscettibili di essere manipolati dai dati, dalle statistiche, dalle esigenze
di sicurezza nazionale, dalla corruzione o da un richiamo doloroso alla crisi
economica”
Per superare la
tentazione dei sofismi - quel nominalismo del pensiero che va oltre, oltre,
oltre, ma non tocca mai la realtà - per superare questa tentazione, vi
suggerisco tre atteggiamenti concreti.
1)
Andare dalle urgenze alle priorità
Abbiate uno sguardo e
un cuore orientati non ad un pragmatismo emergenziale che si rivela come
proposta sempre provvisoria, ma ad un orientamento deciso nel risolvere le
cause strutturali della povertà. Ricordiamoci che la radice di tutti i mali è
la inequità (confronta l’esortazione
apostolica Evangelii Gaudium, n.202. Per la spiegazione del significato del
termine inequità, non coincidente con
l’italiano iniquità, si veda sotto).
A voi desidero ripetere quanto ho scritto in Evangelii gaudium: "No, a un'economia dell’esclusione e
della inequità. Questa economia
uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia
assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di
due punti in borsa" (n.53). Questo
è il frutto della legge di competitività per cui il più forte ha la meglio sul
più debole. Attenzione: qui non siamo di fronte solo alla logica dello
sfruttamento, ma a quella dello scarto; infatti "gli esclusi non sono solo
esclusi o sfruttati, ma rifiuti, sono avanzi" (n.53).
E' dunque necessario,
se vogliamo realmente risolvere i problemi e non perderci nei sofismi, risolvere la radice di tutti i mali che è
l'inequità. Per fare questo ci sono alcune scelte prioritarie da compiere: rinunciare all'autonomia assoluta dei
mercati e della speculazione finanziaria e agire anzitutto sulle cause
strutturali della inequità.
2)
Siate testimoni di carità
"La politica, tanto denigrata, è una
vocazione altissima, è una delle forme più preziose della carità perché cerca
il bene comune”. Dobbiamo convincerci che la carità “è il principio non solo
delle micro-relazioni: rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo, ma anche
delle macrorelazioni: rapporti sociali, economici, politici" (n. 205).
Da dove dunque deve partire una sana politica
economica? Su cosa si impegna un politico autentico? Quali i pilastri di chi è
chiamato ad amministrare la cosa pubblica? La risposta è precisa: la dignità
della persona umana e il bene comune. Purtroppo, però, questi due pilastri, che dovrebbero strutturare la
politica economica, spesso "sembrano appendici aggiunte dall'esterno per
completare un discorso politico senza prospettive né programmi di vero sviluppo
integrale" (n.203). Per favore, siate coraggiosi e non abbiate timore di
farvi interrogare nei progetti politici ed economici da un significato più
ampio della vita perché questo vi aiuta a "servire veramente il bene
comune" e vi darà forza nel "moltiplicare e rendere più accessibili
per tutti i beni di questo mondo" (n.203).
3)
Custodi e non padroni della terra
Ricordo nuovamente,
come già fatto alla FAO, una frase che ho sentito da un anziano contadino,
molti anni fa: "Dio perdona sempre, le offese, gli abusi; Dio sempre
perdona. Gli uomini perdonano a volte. La terra non perdona mai! Custodire la
sorella terra, la madre terra, affinché non risponda con la distruzione" (
Discorso alla FAO, 20 nov. 2014).
Dinanzi ai beni della
terra siamo chiamati a “non perdere mai di vista né l'origine, né la finalità
di tali beni, in modo da realizzare un mondo equo e solidale", così dice
la dottrina sociale della Chiesa (Compendio
della Dottrina sociale della Chiesa, n. 174). La terra ci è stata
affidata perché possa essere per noi madre, capace di dare quanto necessario a
ciascuno per vivere. Una volta, ho sentito una cosa bella: la Terra non è
un’eredità che noi abbiamo ricevuto dai nostri genitori, ma un prestito che
fanno i nostri figli a noi, perché noi la custodiamo e la facciamo andare
avanti e riportarla a loro. La terra è generosa e non fa mancare nulla a chi la
custodisce. La terra, che è madre per tutti, chiede rispetto e non violenza o
peggio ancora arroganza da padroni. Dobbiamo riportarla ai nostri figli
migliorata, custodita, perché è stato un prestito che loro hanno fatto a noi.
L'atteggiamento della custodia non è un impegno esclusivo dei cristiani,
riguarda tutti. Affido a voi quanto ho detto durante la Messa d'inizio del mio
ministero come Vescovo di Roma: "Vorrei chiedere, per favore, a tutti
coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o
sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo custodi della
creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell'altro,
dell'ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il
cammino di questo nostro mondo! Ma per custodire dobbiamo anche avere cura di
noi stessi! [...] Non dobbiamo avere paura della bontà, anzi della
tenerezza". Custodire la terra non solo con bontà, ma anche con tenerezza.
Ecco dunque tre
atteggiamenti che vi offro per superare le tentazioni dei sofismi, dei
nominalismi, di quelli che cercano di fare qualcosa ma senza la concretezza
della vita. Scegliere a partire dalla priorità: la dignità della persona;
essere uomini e donne testimoni di carità; non aver paura di custodire la terra
che è madre di tutti.
A voi tutti chiedo di
pregare per me: ne ho bisogno. E su voi invoco la benedizione di Dio. Grazie.
Inequità: così nel testo italiano dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium (=la gioia del Vangelo)
del papa Francesco, del 24 novembre 2013, diffuso da Libreria Editrice Vaticana. E’ un neologismo dallo spagnolo. Il
suo significato non coincide con quello della parola italiana iniquità (profonda ingiustizia), ma è quello di diseguaglianza
ingiusta. Nel testo inglese è reso con inequality (=ineguaglianza - nell'inglese il termine è spesso
implicitamente associato all'idea di ingiustizia). Nel testo spagnolo, lingua nella
quale il documento è stato verosimilmente pensato,
si legge inequidad, da cui verosimilmente
il neologismo italiano: in un dizionario spagnolo si definisce "El concepto de inequidad se ha considerado sinónimo
del concepto de desigualdad. Es fundamental diferenciar estos dos conceptos.
Mientras desigualdad implica diferencia entre individuos o grupos de población,
inequidad representa la calificación de esta diferencia como injusta…";
quindi "disuguaglianza
ingiusta".]
- nota di Mario Ardigò
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Messaggio del Presidente Mattarella in occasione della manifestazione
"Le idee di Expo" – 7-2-14
Dal sito
http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=25
C o m u n i c a t o
Il Presidente della Repubblica, Sergio
Mattarella, in occasione dell'iniziativa "Le idee di Expò"
organizzata a Milano dal Ministero delle politiche agricole e forestali ha
inviato al Ministro Maurizio Martina un messaggio:
"Rivolgo un cordiale saluto a tutti
gli autorevoli intervenuti in rappresentanza delle istituzioni, degli enti e
delle organizzazioni che hanno reso possibile lo svolgimento di questa
importante giornata di lavoro che in vista della inaugurazione ufficiale della
esposizione affronterà il tema delle sfide dell'alimentazione globale nel
rispetto del pianeta e dei suoi equilibri.
L'aumento delle diseguaglianze tra paesi
ricchi e popolazioni povere, in costante lotta per sopravvivere alla
denutrizione, rende indispensabile l'adozione di un nuovo modello di
sviluppo che modifichi questa inaccettabile tendenza, nel rispetto dei
fondamentali valori riconosciuti e sanciti dalla Dichiarazione Universale dei
Diritti dell'Uomo.
Si
tratta di una sfida globale che interessa l'intero pianeta e che richiede
scelte politiche e azioni condivise per la gestione sostenibile delle risorse,
la difesa delle biodiversità, la salvaguardia e valorizzazione dei territori,
troppo spesso messi a rischio da comportamenti egoistici ed irresponsabili.
Il
confronto e lo scambio di conoscenze ed esperienze nazionali ed internazionali
che si rinnova in questa sede, punto di partenza per la futura sottoscrizione
della Carta di Milano, rappresentano una preziosa opportunità per promuovere lo
sviluppo di una autentica cultura del rispetto e della tutela del pianeta,
fondata su una corretta educazione ambientale ed alimentare.
Nella
consapevolezza della cruciale importanza dei temi dibattuti, formulo a tutte le
autorità presenti, agli ospiti stranieri, agli illustri relatori e a tutti i
partecipanti, un sentito augurio di buon lavoro".
Roma, 7 febbraio 2015