Quale
influenza del magistero di papa Francesco in parrocchia?
Il magistero di papa Francesco è
caratterizzato da diverse novità nel modo di stabilire relazioni con le persone
che non sono più coinvolte nella vita delle nostre collettività di fede, con
chi sta fuori delle nostre chiese. Ha
avuto un influsso anche nella nostra parrocchia?
Direi proprio di no. E’ sostanzialmente come
se si fosse ancora nell’era che ha preceduto il suo pontificato.
In particolare non c’è alcun segno di quella Chiesa in uscita da lui auspicata.
Il mondo di
fuori viene prevalentemente visto come una realtà ostile di cui diffidare,
fonte di potenziali contaminazioni.
Ci comportiamo ancora come doganieri alle porte delle nostre
collettività religiose.
Stendiamo una sorta di cordone sanitario
intorno alla nostra chiesa parrocchiale, ma in definitiva è come se ci
chiudessimo in una fortezza in cui noi stessi siamo detenuti. L’esclusione degli altri è in definitiva giustificata con
ragioni di polizia religiosa, nell’intento di evitare di diffondersi anche all’interno
delle nostre collettività delle pestilenze morali che ammorbano il mondo di fuori.
Ci scegliamo dei compagni di fede e cerchiamo
di rimanere solo in mezzo a loro. La visione della parrocchia come servizio universale,
destinata a comprendere anche coloro con cui non abbiamo scelto di condividere certe concezioni religiose e certi costumi
morali, ci è profondamente estranea.
Siamo organizzati come una federazione di club religiosi, che occasionalmente sono
stanziati nella chiesa parrocchiale in ragione dei servizi religiosi che essa eroga tramite personale specializzato. I
club diffidano gli
uni degli altri e tutti pensano che senza gli altri si starebbe meglio.
Non impariamo gli uni dagli altri, non ci conosciamo e soprattutto non
desideriamo conoscerci meglio.
Il pensiero dell’umanità che sta di fuori
non ci assilla. In primo luogo ci siamo noi medesimi con i nostri problemi.
Dai preti pretendiamo essenzialmente che si occupino di noi, dei nostri club e dei nostri guai. Saremmo
invidiosi se li vedessimo proiettati verso l’esterno, verso gli altri di
fuori. E con i nostri problemi non lasciamo loro il tempo di farlo.
E’ così che ci troverà, in questo Natale,
colui che deve venire.
Mario
Ardigò – Azione Cattolica in san Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli.