Domenica 28 dicembre 2014 – Ottava di Natale – festa della Santa
Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe – Lezionario dell’anno B per le domeniche e
le solennità –colore liturgico: bianco –
salterio: proprio del tempo - Letture e sintesi dell’omelia della Messa
delle nove
Osservazioni ambientali: temperatura 9° C; cielo: coperto, piovoso. Canti:
ingresso, Venite fedeli; offertorio, Tu scendi dalle stelle; Comunione, Astro del ciel; canto finale, In notte placida.
Il gruppo di AC era nei
banchi a sinistra dell'altare, guardando l'abside.
Buona domenica e buon Tempo di Natale
a tutti i lettori!
| Presepe nella chiesa parrocchiale (gen. 2014) |
Pillole di Concilio:
L’intima comunità di vita e d’amore
coniugale fondata dal Creatore e strutturata con leggi proprie, è stabilita dall’alleanza dei coniugi,
vale a dire dall’irrevocabile consenso personale [n.48].
[…]
E
così l’uomo e la donna, che per l’alleanza
coniugale “non sono più due, ma una sola carne” (Mt 19,6), prestandosi un
mutuo aiuto e servizio con l’intima unione delle persona e delle attività,
sperimentano il senso della propria unità e sempre più pienamente la conseguono
[n.48].
[…]
Anche
molti nostri contemporanei annettono un grande
valore al vero amore tra marito e moglie, che si manifesta in espressioni
diverse a seconda dei sani costumi dei popoli e dei tempi. Proprio perché atto eminentemente umano, essendo diretto da persona a
persona con un sentimento che nasce dalla volontà, quell’amore abbraccia il
bene di tutta la persona; perciò ha la possibilità di arricchire di particolare
dignità le espressioni del corpo e della vita psichica e di nobilitarle come
elementi e segni speciali dell’amicizia coniugale [n.49].
[…]
L’unità
del matrimonio confermata dal Signore, appare in maniera lampante anche dalla uguale dignità personale che bisogna
riconoscere sia all’uomo che alla donna nel mutuo e pieno amore [n.49].
[Dalla Costituzione pastorale sulla
Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et
spes (=la gioia e la speranza), approvata durante il Concilio Vaticano 2°
(1962-1965)].
E infine i coniugi cristiani, in virtù del sacramento del matrimonio,
col quale significano e partecipano il mistero di unità e di fecondo amore che
intercorre tra Cristo e la Chiesa (cfr. Ef 5,32), si aiutano a vicenda per
raggiungere la santità nella vita coniugale; accettando ed educando la prole
essi hanno così, nel loro stato di vita e nella loro funzione, il proprio dono
in mezzo al popolo di Dio [21]. Da questa
missione, infatti, procede la famiglia, nella quale nascono i nuovi cittadini
della società umana, i quali per la grazia dello Spirito Santo diventano col
battesimo figli di Dio e perpetuano attraverso i secoli il suo popolo. In
questa che si potrebbe chiamare Chiesa
domestica, i genitori devono essere per i loro figli i primi maestri della
fede e secondare la vocazione propria di ognuno, quella sacra in modo speciale.
[dalla Costituzione dogmatica
sulla Chiesa Lumen Gentium (=luce per
le genti), del Concilio Vaticano 2° (1962-1965), n.11]
Prima lettura
Dal libro della Genesi (Gen 15,1-6;
21,1-3)
In quei giorni, fu rivolta ad Abram,
in visione, questa parola del Signore: “Non temere, Abram. Io sono il tuo
scudo: la tua ricompensa sarà molto grande”. Rispose Abram: “Signore Dio, che
cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia case è Eliezer di
Damasco”. Soggiunse Abram: “Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio
domestico sarà mio erede”. Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore:
“Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede”. Poi lo
condusse fuori e gli disse: “Guarda il cielo e conta le stelle, se riesci a
contarle” e soggiunse: “Tale sarà la tua discendenza”. Egli credette al
Signore, che glielo accreditò come giustizia. Il Signore visitò Sara, come
aveva detto, e fece come Sara aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo
un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò
Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.
Salmo responsoriale (88 (89))
Ritornello:
Il Signore è fedele al suo patto
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.
Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,
voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.
Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco.
Seconda lettura
Dalla lettera agli Ebrei (Eb 11,8-12.17-19)
Fratelli, per fede, Abramo, chiamato
da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì
senza sapere dove andava. Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età,
ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui
che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato
dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la
sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare. Per fede,
Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le
promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: “Mediante
Isacco avrai una tua discendenza” Egli pensava infatti che Dio è capace di far
risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo.
Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,22-40)
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale,
secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino Gesù a
Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del
Signore: “Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore” e per offrire in
sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge
del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e
pio, che aspettava la consolazione di Israele, e lo Spirito Santo era su di
lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte
senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al
tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la
legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e
benedisse Dio, dicendo: “Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in
pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e
gloria del tuo popolo, Israele”. Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle
cose che si dicevano su di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre,
disse: “Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e
come segno di contraddizione –e anche a te una spada trafiggerà l’anima-,
affinché siano svelati i pensieri di molti cuori”. C’era anche una profetessa,
Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva
vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova
e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo
Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si
mise anche lei a lodare dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la
redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge
del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino
cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Sintesi dell'omelia della Messa delle nove
Oggi, nell’Ottava di Natale, si celebra la
festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe e siamo portati a
considerare l’importanza della famiglia come via di santità e anche come via
per conseguire la felicità. La famiglia
è la cellula fondamentale della società. Essa si fonda sulla fede in Dio e sull’obbedienza
alla sua legge. La prima lettura ci presenta Abram che crede alle promesse di
Dio. Egli non aveva terra e discendenza. Dio gli promette entrambe e comincia a
realizzare le sue promesse concedendogli un
figlio. Nel Vangelo ci viene presentata l’obbedienza della Santa
Famiglia alla legge del Signore. Maria e Giuseppe condussero il bambino Gesù a
Gerusalemme, per riscattarlo, secondo la prescrizione della Legge ebraica del
tempo, offrendo in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi.
Oggi la famiglia è attaccata e non solo la
famiglia religiosa, ma la famiglia semplicemente. C’è molta confusione. I padri
sfuggono all’esercizio dell’autorità e le madri sono distolte dall’impegno di
essere il cuore della famiglia, in particolare per i carichi di lavoro. Non c’è
chiara consapevolezza dei ruoli paterni e materni. E anche i figli si
sottraggono all’autorità dei genitori. Non riusciamo a morire a
noi stessi, come richiede la fede in Dio. Nella fede in Dio e nell’obbedienza alla sua
legge possiamo realizzare famiglie fondate sull’amore, secondo la volontà di
Dio, scoprendo anche il giusto modo di esercitare l’autorità, sull’esempio
della Santa Famiglia. Questo sarà un bene anche per la società in cui viviamo,
secondo le promesse di Dio.
Sintesi di Mario Ardigò, per come ha
inteso le parole del celebrante – Azione Cattolica in San Clemente Papa– Roma,
Monte Sacro Valli
Avvisi parrocchiali:
-al termine della Messa vespertina del 31 dicembre, verrà
celebrato il Te Deum, per
ringraziare di quanto abbiamo ricevuto
nell’anno che finisce;
-il 1 gennaio le Messe avranno orario festivo, come nella
domenica: saranno celebrate alle ore 8, 9, 10, 11, 12 e 18. Sarà anche il primo
giovedì del mese e il Santissimo rimarrà esposto nella chiesa parrocchiale
dalle 17 alle 18;
-il 2 gennaio sarà il primo venerdì del mese: verrà portata la
Comunione agli ammalati e alle 17 sarà recitato il Rosario in forma solenne.
-si segnala il sito WEB della parrocchia:
Avvisi di A.C.:
- le riunioni infrasettimanali del gruppo parrocchiale di AC riprenderanno
martedì 13-1-15, alle ore 17, nell'aula con accesso dal corridoio dell'ufficio
parrocchiale. I membri del gruppo sono invitati a preparare una breve
riflessione sulle letture della Messa di domenica 18-1-15, 2° del Tempo
Ordinario: 1Sam 3,3b-10.19; Sal 39 (40); 1Cor 6,13c-15a.17-10; Gv 1,35-42.
- si segnala il sito WEB dall'AC diocesana: www.acroma.it
- si segnala il sito WEB www.parolealtre.it , il
portale di Azione Cattolica sulla formazione;