domenica 9 novembre 2014

Musei Vaticani

Musei Vaticani


 Jorge Mario Bergoglio, quando è stato eletto nostro sovrano religioso assoluto e globale, è rimasto a vivere nell’albergo in Vaticano dove era arrivato da cardinale. Ha rifiutato esteriormente il ruolo di principe medievale che ci si attendeva da lui, di essere quindi un anacronistico e pittoresco figurante dei Musei Vaticani, il grande parco a tema, che, come Disneyland Parigi, è amato e visitato da tanti turisti da tutto il mondo. A Parigi c’è il Louvre e a Londra il British Museum, ma i Musei Vaticani sono molto più di questo: oltre alle antichità ti puoi incontrare direttamente con gli antichi. Non solo, ad esempio, ammirare un quadro che ritrae una antica guardia svizzera  o avvicinare una antica divisa del corpo su un manichino, ma incontrare proprio una vera  guardia svizzera, nei costumi antichi, con lo spadone e l’alabarda! E’ come quando si va a Disneyland  e si incontra Topolino  dal vivo!
 E noi? Dico, noi laici? Non è che qualche volta preferiamo  vivere in una specie di Disneyland  religiosa? Spesso anche accettando, di buon grado o comunque per quieto vivere, di farcene figuranti. E’ veramente questo il ruolo che il mondo si attende da noi? E’ così che possiamo portare una qualche forma di salvezza alle genti del nostro tempo?
 Certi non credenti si dicono affascinati dal sentore di antico delle nostre cose religiose. Sono gli appassionati dei metaforici Musei Vaticani  della nostra fede. Vedendo le cose dall’interno mi ci appassiono molto meno. Nella mia collettività religiosa non vorrei essere un figurante o un turista. Quel sentore di antico mi sa tanto di muffa. Vivo la realtà del mio tempo e vorrei incidervi da persona di fede, non contraffarla con effetti speciali.
 “La grande bellezza” è un film di successo del regista Sorrentino e parla anche di Roma. Ma non è la bellezza al centro della narrazione filmica, quanto lo sfacelo umano di una città. Uno dei personaggi del film è un cardinale, che parla solo di cucina. Un semplice figurante nelle grandi feste che riempiono vanamente il tempo di un ceto sociale il cui unico problema è quello appunto di riempire il tempo che passa, prolungando l’esistente, in attesa di una qualche inesorabile fine. E’ questo il nostro destino religioso?
 A Messa ci sono molti anziani. I preti se ne lamentano. Dove è la gente più giovane? La troviamo a volte lì dove si organizzano cose un po’ speciali, diverse da quelle dedicate a tutti gli altri, esperienze particolari, i nostri effetti speciali. Ma la grande massa della gente più giovane rimane lontana e si avvicina, sempre meno però, solo per mettere la ciliegina sulla torta della vita, per una bella messa in scena liturgica. O diventata anziana, alla fine, per un bel funerale. Ma a quel punto accade di non venir più riconosciuti come gente di fede. Siamo rimasti distanti per tanto tempo e ce lo dicono, o meglio lo dicono ai sopravvissuti.
 E’ possibile recuperare? E’ possibile. Si può immaginare che sia possibile. Ci vuole però un impegno personale diverso da quello del figurante o del turista religioso. Un impegno che si può imparare in Azione Cattolica. Ma non illudiamoci che sia una strada in discesa. La prima difficoltà è quella di coinvolgere chi è rimasto fuori per tanto tempo. Facendolo però in spirito di vero dialogo, non con quello del missionario di una volta, quello che arriva in un posto lontano e pretende di ricostruirlo secondo le sue idee, in particolare quelle del mondo da cui proviene, al modo insomma dei missionari europei di un tempo in Africa, America e Asia. Ma forse è proprio lo spirito del missionario che è sbagliato, perché ci separa molto dalla realtà in cui siamo chiamati a operare, impedendoci di riconoscere in essa ciò che è metamorfosi di autentici valori religiosi. In realtà il contesto giusto per trasfondere nella società valori religiosi e per riconoscerli benché  piuttosto trasformati c’è ed è la democrazia avanzata che caratterizza l’Europa di oggi. Una realtà che talvolta è ancora ostica per la nostra gente di fede, sempre tentata di rientrare in immaginifici e irrealistici parchi a tema  religiosi.

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli