Noi e l'autorità
In una lettera
all'arcivescovo di Perugia scritta negli scorsi anni Cinquanta, il filosofo
Aldo Capitini, benché profondamente religioso, chiese all'arcivescovo di essere
sottratto alla giurisdizione dei gerarchi
cattolici che egli, benché
battezzato poco dopo la nascita senza un suo assenso consapevole, non poteva in
coscienza accettare. Scrisse in quella lettera:
E a me, mai iscritto al fascismo per fedeltà alla nonviolenza, alla
libertà di tutti e alla giustizia nella struttura sociale, la conciliazione tra
il Vaticano e il tiranno, accompagnata da un opulento scambio per anni di
favori e di elogi, chiarí per sempre che non si poteva aspettare dalla Chiesa
di Roma né lo sviluppo dello spirito cristiano, né la difesa della libertà,
della giustizia, della pace.
E’ insostenibile ciò che ora si tenta di fare attraverso citazioni di
frasi generiche, per ricoprire che il Vaticano aiutò per anni il regime
fascista in modo decisivo; ed assomiglia ai pietosi racconti di certe private
persone che ci è accaduto di incontrare negli anni successivi al '44 e '45.
L'attuale potenza poi, e le moltiplicate espressioni dottrinarie e la
ancor piú accresciuta attività pratica, hanno, secondo me, il solo vantaggio (a
parte gli utili che ne traggono i devoti conformisti) di confermare ciò che
alcuni di noi pensarono nel trentennio passato, dover lavorare intensamente per
una riforma religiosa: quando i piú si sveglieranno, saranno portati, come
accade nelle reazioni, a travolgere lo strapotere politico-economico e le
posizioni religiose, sí che cadranno tante parti vecchie di queste; allora ci
vorranno posizioni, idee, persone, centri, iniziative, all'altezza di una
rinascita religiosa, certamente non piú papista, ma tale da accomunare
Occidente ed Oriente: rinascita e nuova vita religiosa che urge, e che l'animo
di tutti, malgrado tutto, chiede e invoca.
A questo io vorrei pensare e lavorare, e non da solo, ma con tanti,
liberi cristiani, liberi religiosi, gandhiani.
Il problema posto da
Capitini, in anni in cui si posero le basi culturali e sociali di tanti
cambiamenti che si produssero in religione nel decennio successivo, è reale e
interpella ancora le coscienze. Esso riguarda la compatibilità di una
concezione che assegna a un'organizzazione feudale del clero il monopolio della
definizione dei principi di fede, compresi quelli riguardanti l'azione sociale,
con quelle caratterizzanti la nostra collettività religiosa secondo le norme
promulgate nel Concilio Vaticano 2, che Battista Mondin, nel libro Nuove ecclesiologie, del 1980, riassume,
sulla scorta del pensiero del teologo Georges Dejaifve nei seguenti punti:
"distinzione
tra regno di Dio e chiesa; la chiesa è soltanto l'inizio 'il germe' e non
ancora la piena realizzazione del regno; comunionalità: c'è parità
essenzial tra tutti i membri della chiesa, in quanto godono tutti delle stesse
grazie fondamentali e degli stessi doveri; in tal modo «non è temerarietà
parlare qui d'un'autentica 'democrazia' soprannaturale di cui lo Spirito Santo,
in ognuno, è garante, nonostante la diversità dei compiti»[cita
Dejaifve, "L'ecclesiologia del Vaticano II" 1973]; sacramentalità: il mistero della chiesa è caratterizzato come
il sacramento dell'unione con Dio e dell'unità dell'intero genere umano: «Tale
aspetto sacramentale caratterizzerà tutti gli elementi di questa comunione
ecclesiale e le conferirà la sua struttura ontologica, prima di ogni
considerazione giuridica ivi predominante» [cita Dejaifve,
opera sopra menzionata]; cattolicità:
intesa non tanto in senso quantitativo bensì qualitativo, ossia come attitudine
ad abbracciare il molteplice e a far spazio al diverso: «per
essere veramente il segno di salvezza nell'universo, il popolo di Dio deve
essere insieme uno e diverso, secondo la diversità dei popoli»[cita
Dejaifve, opera sopra menzionata]; politicità
ossia attenzione per i problemi socio-politici che interessano l'umanità: «la
chiesa prende coscienza della propria missione
temporale nel mondo come condizione della salvezza totale e della unità
del genere umano[cita Dejaifve, opera sopra menzionata]".
Mario Ardigò - Azione
Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli