domenica 2 marzo 2014

Che cos'è e come si fa la mediazione culturale (8)


Che cos'è e come si fa la mediazione culturale

Miei appunti di lettura del saggio di Bruno Secondin "Messaggio evangelico e culture - problemi e dinamiche della mediazione culturale", Edizioni Paoline, 1982



8

 

 L'Europa come civiltà superiore si avvia alla fine. La sostituisce la cultura di massa, meno riflessiva. La Chiesa non può [non risentirne]. In essa si scontrato spinte opposte: quella che vuole rifondare tutto da capo e quella della conservazione. Molti si trascinano [consuetudini culturali e di culto del passato], frutto di stratificazioni di secoli, e non hanno ancora coraggiosamente vagliato quanto [in esse è] essenziale e quanto [è] contingente. Oppure si crede che la soluzione della crisi stia nel ritrovamento da part dei credenti di una loro presunta coscienza e identità di popolo , che fa da elemento unificante e distinguente rispetto alla collettività: tale via conduce alla [emarginazione] della fede religiosa.
 Bisogna cambiare strategia, evitare soprattutto di condurre la Chiesa ad alienarsi nell'isolamento sdegnoso, come se fosse a sola a capire il vero bene.  La Chiesa è chiamata ad essere segno profetico nei ritmi della storia e coscienza critica [contro ogni soluzione e mediazione che pretenda di porsi come assoluta]. E' chiamata [a contrastare] ogni progetto che [si ponga] come ultimo, pur accettando [gli] apporti positivi.
 Il problema della mediazione non è mai un problema chiuso, ma è in continua evoluzione, perché la cultura non è un sistema chiuso. Come dice il Concilio [Vaticano 2° - 1962/1965]:
"Inviata a tutti i popoli di qualsiasi tempo e luogo, la Chiesa non si lega in modo esclusivo e indissolubile a nessuna stirpe o nazione, a nessun particolare modo di vivere, a nessuna consuetudine antica o recente. Fedele alla propria tradizione  e nello stesso tempo cosciente della sua missione universale, è in grado di entrare in comunione con le diverse forme di cultura … in tal modo la Chiesa compiendo la sua missione, già in questo fatto stimola e dà il suo contributo alla cultura umana e civile" [dalla Costituzione pastorale Gaudium et spes  (=la gioia e la speranza), n.58]
 Il problema della mediazione culturale in quest'epoca di grandi cambiamenti è al centro dell'aggiornamento ecclesiale attuale, un processo enorme. Il ritardo culturale e la persistenza di mediazioni non rispondenti  al nuovo corso sono ancora  [un motivo di difficoltà] nelle nostre comunità ecclesiali. Tuttavia lentamente sta prendendo corpo la convinzione che [la distanza] culturale che si separa dalla storia è una provocazione non solo alla fedeltà ai valori ricevuti, ma anche all'approfondimento [delle possibili aperture al Vangelo] insite nelle correnti umanistiche attuali. Non è sufficiente avere a disposizione dei valori, è necessario diventare, essere un "valore, costruirsi in forma di valore significativo.
 Tutti i [documenti del Concilio Vaticano 2°] hanno di mira una verifica dei valori essenziali per un nuovo dialogo con il mondo contemporaneo. [Si tratta] di entrare in dialogo con la storia attuale e i problemi culturali delle nostre generazioni per una duplice fedeltà, a Dio e all'uomo: non si tratta di fedeltà contrapposte; esse formano un unico atteggiamento spirituale che porte la Chiesa a scegliere le vie più adatte ad esercitare la sua funzione di mediazione tra Dio e gli uomini.
 Per credere veramente nell'Incarnazione occorre essere coinvolti  nell'esperienza di una sempre nuova "assunzione" della carne. Il messaggio cristiano, si potrebbe dire, deve morire entro ogni cultura e risuscitarvi con nuovo splendore: non deve farsi strumentalizzare, ma deve sempre di nuovo provocare e alimentare.
"Come Cristo fatto uomo -scrive Mancini- la cultura cristiana deve incarnarsi nel mondo. Come Cristo crocifisso deve resistere al mondo, deve progressivamente demondanizzarsi  e rappresentare per il mondo una riserva critica, la forma perennemente alternativa. Come Cristo risorto, la cultura cristiana deve aiutare il mondo a rigenerarsi, ad attuare prassi di liberazione".
 Il disagio attuale alquanto profondo e al conoscenza di varianti storiche e bibliche notevoli nella trasmissione e nell'esperienza del messaggio della salvezza, dovrebbero pacificare in noi eventuali timori di essere alle prese con falsi problemi o di intaccare i fondamenti della nostra fede.
 
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro - Valli