Che cos'è e come si
fa la mediazione culturale
Miei appunti di
lettura del saggio di Bruno Secondin "Messaggio evangelico e culture -
problemi e dinamiche della mediazione culturale", Edizioni Paoline,
1982
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L'Europa come civiltà
superiore si avvia alla fine. La sostituisce la cultura di massa, meno
riflessiva. La Chiesa non può [non risentirne]. In essa si scontrato spinte
opposte: quella che vuole rifondare tutto da capo e quella della conservazione.
Molti si trascinano [consuetudini culturali e di culto del passato], frutto di
stratificazioni di secoli, e non hanno ancora coraggiosamente vagliato quanto
[in esse è] essenziale e quanto [è] contingente. Oppure si crede che la
soluzione della crisi stia nel ritrovamento da part dei credenti di una loro
presunta coscienza e identità di popolo , che fa da elemento unificante e
distinguente rispetto alla collettività: tale via conduce alla [emarginazione]
della fede religiosa.
Bisogna cambiare
strategia, evitare soprattutto di condurre la Chiesa ad alienarsi nell'isolamento
sdegnoso, come se fosse a sola a capire il vero bene. La Chiesa è chiamata ad essere segno
profetico nei ritmi della storia e coscienza critica [contro ogni soluzione e
mediazione che pretenda di porsi come assoluta]. E' chiamata [a contrastare]
ogni progetto che [si ponga] come ultimo, pur accettando [gli] apporti
positivi.
Il problema della
mediazione non è mai un problema chiuso, ma è in continua evoluzione, perché la
cultura non è un sistema chiuso. Come dice il Concilio [Vaticano 2° -
1962/1965]:
"Inviata a tutti
i popoli di qualsiasi tempo e luogo, la Chiesa non si lega in modo esclusivo e
indissolubile a nessuna stirpe o nazione, a nessun particolare modo di vivere,
a nessuna consuetudine antica o recente. Fedele alla propria tradizione e nello stesso tempo cosciente della sua
missione universale, è in grado di entrare in comunione con le diverse forme di
cultura … in tal modo la Chiesa compiendo la sua missione, già in questo fatto
stimola e dà il suo contributo alla cultura umana e civile" [dalla
Costituzione pastorale Gaudium et spes (=la gioia e la speranza), n.58]
Il problema della mediazione
culturale in quest'epoca di grandi cambiamenti è al centro dell'aggiornamento
ecclesiale attuale, un processo enorme. Il ritardo culturale e la persistenza
di mediazioni non rispondenti al nuovo
corso sono ancora [un motivo di
difficoltà] nelle nostre comunità ecclesiali. Tuttavia lentamente sta prendendo
corpo la convinzione che [la distanza] culturale che si separa dalla storia è
una provocazione non solo alla fedeltà ai valori ricevuti, ma anche all'approfondimento
[delle possibili aperture al Vangelo] insite nelle correnti umanistiche
attuali. Non è sufficiente avere a disposizione dei valori, è necessario
diventare, essere un "valore, costruirsi in forma di valore significativo.
Tutti i [documenti
del Concilio Vaticano 2°] hanno di mira una verifica dei valori essenziali per
un nuovo dialogo con il mondo contemporaneo. [Si tratta] di entrare in dialogo
con la storia attuale e i problemi culturali delle nostre generazioni per una
duplice fedeltà, a Dio e all'uomo: non si tratta di fedeltà contrapposte; esse
formano un unico atteggiamento spirituale che porte la Chiesa a scegliere le
vie più adatte ad esercitare la sua funzione di mediazione tra Dio e gli
uomini.
Per credere veramente
nell'Incarnazione occorre essere coinvolti
nell'esperienza di una sempre nuova "assunzione" della carne.
Il messaggio cristiano, si potrebbe dire, deve morire entro ogni cultura e
risuscitarvi con nuovo splendore: non deve farsi strumentalizzare, ma deve
sempre di nuovo provocare e alimentare.
"Come Cristo fatto uomo -scrive Mancini- la cultura
cristiana deve incarnarsi nel mondo. Come Cristo crocifisso deve resistere al
mondo, deve progressivamente demondanizzarsi
e rappresentare per il mondo una riserva critica, la forma perennemente
alternativa. Come Cristo risorto, la cultura cristiana deve aiutare il mondo a
rigenerarsi, ad attuare prassi di liberazione".
Il disagio attuale
alquanto profondo e al conoscenza di
varianti storiche e bibliche notevoli nella trasmissione e nell'esperienza
del messaggio della salvezza, dovrebbero pacificare in noi eventuali timori di
essere alle prese con falsi problemi o di intaccare i fondamenti della nostra
fede.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma,
Monte Sacro - Valli