sabato 8 giugno 2013

Appunti di lettura da Il Cielo e la Terra di Bergoglio-Skorka, Mondadori, 2013 -4° parte - I matrimoni omosessuali


Appunti di lettura da Il Cielo e la Terra di Bergoglio-Skorka,  Mondadori, 2013

4° parte  - I matrimoni omosessuali

 
 Nel libro Il Cielo e la Terra un capitolo, il 16°, è dedicato al tema del  matrimonio fra persone dello stesso sesso. E' un argomento difficile per i cattolici europei, in particolare per quelli italiani. In Italia la gerarchica cattolica ha il controllo di una forza politica, diffusa in più partiti,  che ha finora impedito una regolamentazione giuridica delle convivenze omosessuali al modo del matrimonio tra uomo e donna. La dottrina  insegnata diverge dall'ideologia antidiscriminatoria che è legge dell'Unione Europea e della Repubblica italiana. Su basi bibliche e della tradizione la pratica dell'amore omosessuale viene ancora considerata peccato, non più però la semplice tendenza della personalità. Nella società civile si è passato piuttosto rapidamente, nel giro di cinquanta anni circa, dal considerare l'omosessualità una colpa morale, al considerarla una perversione, quindi una malattia,  e poi al ritenerla un semplice orientamento sessuale al pari di quello eterosessuale (queste sono oggi le conclusioni del pensiero scientifico sul punto). Convivono nella nostra società anziani ai quali l'omosessualità è stata presentata come colpa morale, meno anziani ai quali è stata presentata come malattia e più giovani che sono vissuti dopo che essa ha cominciato ad essere ritenuta solo un tipo di orientamento sessuale, senza significato immorale o patologico.
 Nel libro Bergoglio inizia con il rivendicare alla religione il diritto di esprimere la propria opinione, anche se si dichiara contrario a un eccesso di pressione spirituale, a un'eccessiva ingerenza spirituale nella vita privata dei fedeli.
  Ritiene poi che disciplinare le convivenze omosessuali al modo di matrimoni indebolirebbe la millenaria istituzione del matrimonio, forgiata in accordo con la natura e l'antropologia. Ne verrebbe svalorizzato il matrimonio.
 Riconosce che l'omosessualità è sempre esistita. Osserva che solo nella nostra epoca si pretende di assimilare le convivenze omosessuali al matrimonio eterosessuale. Considera questo un disvalore e un regresso antropologico. Il riconoscimento giuridico di un legame omosessuale verrebbe a danneggiare la società, in particolare dando accesso all'adozione di bambini ai conviventi omosessuali. Finché invece le convivenze omosessuali rimangono esperienze private questo non accade.  Osserva anche che ogni individuo ha bisogno di un padre maschio e di una madre femmina che lo aiutino a plasmare la propria identità.
 Bergoglio continua poi dichiarando che la dottrina cattolica sul matrimonio omosessuale non ha un fondamento religioso, ma antropologico. Non approfondisce l'argomento.
 Dichiara che solo una volta, da arcivescovo, è in intervenuto nei confronti della politica sul tema delle nozze omosessuali e senza utilizzare termini dispregiativi. Fu quando sollecitò il sindaco di Buenos Aires a ricorrere in appello contro  una sentenza di un giudice di prima istanza che autorizzava le nozze omosessuali. E lo fece perché il giudice, a suo parere, aveva ecceduto i suoi poteri, arrivando a modificare il codice civile, quindi per i profili legali della vicenda.
 Conclude manifestando l'opinione che per assistere meglio i minori abbandonati occorrerebbe, piuttosto che consentire la loro adozione a coppie omosessuali riconosciute legalmente, un maggiore impegno dello Stato, delle organizzazioni di impegno sociale (ONG) e delle confessioni religiosi per farsi carico dei problemi dei minori abbandonati. In particolare, a suo avviso, occorre modificare la disciplina dell'adozione per rendere più veloci i relativi procedimenti burocratici.
 In definitiva, si può ritenere che il nuovo Papa non abbia espresso nel suo precedente ministero opinioni innovative rispetto alla dottrina  più comune corrente in merito all'istituzione di forme di matrimonio omosessuale.  E tuttavia, come dichiara nel libro, se ne è occupato poco e mai in termini offensivi per le persone omosessuali.  Questo orientamento mi pare che abbia trovato conferma nei primi atti del magistero pubblico del nuovo Papa. Contrariamente a quanto accaduto anche nel recente passato, le prese di posizione politiche favorevoli a forme di regolamentazione giuridica delle convivenze omosessuali non hanno più suscitato interventi polemici della gerarchia.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli