Appunti di lettura da
Il Cielo e la Terra di
Bergoglio-Skorka, Mondadori, 2013
4° parte - I matrimoni omosessuali
Nel libro Il Cielo e la Terra un capitolo, il 16°,
è dedicato al tema del matrimonio fra
persone dello stesso sesso. E' un argomento difficile per i cattolici europei,
in particolare per quelli italiani. In Italia la gerarchica cattolica ha il
controllo di una forza politica, diffusa in più partiti, che ha finora impedito una regolamentazione
giuridica delle convivenze omosessuali al modo del matrimonio tra uomo e donna.
La dottrina insegnata diverge
dall'ideologia antidiscriminatoria che è legge dell'Unione Europea e della
Repubblica italiana. Su basi bibliche e della tradizione la pratica dell'amore
omosessuale viene ancora considerata peccato, non più però la semplice tendenza
della personalità. Nella società civile si è passato piuttosto rapidamente, nel
giro di cinquanta anni circa, dal considerare l'omosessualità una colpa morale,
al considerarla una perversione, quindi una malattia, e poi al ritenerla un semplice orientamento
sessuale al pari di quello eterosessuale (queste sono oggi le conclusioni del
pensiero scientifico sul punto). Convivono nella nostra società anziani ai
quali l'omosessualità è stata presentata come colpa morale, meno anziani ai
quali è stata presentata come malattia e più giovani che sono vissuti dopo che
essa ha cominciato ad essere ritenuta solo un tipo di orientamento sessuale,
senza significato immorale o patologico.
Nel libro Bergoglio
inizia con il rivendicare alla religione il diritto di esprimere la propria
opinione, anche se si dichiara contrario a un eccesso di pressione spirituale,
a un'eccessiva ingerenza spirituale nella vita privata dei fedeli.
Ritiene poi che
disciplinare le convivenze omosessuali al modo di matrimoni indebolirebbe la
millenaria istituzione del matrimonio, forgiata in accordo con la natura e
l'antropologia. Ne verrebbe svalorizzato il matrimonio.
Riconosce che
l'omosessualità è sempre esistita. Osserva che solo nella nostra epoca si
pretende di assimilare le convivenze omosessuali al matrimonio eterosessuale. Considera
questo un disvalore e un regresso antropologico. Il riconoscimento giuridico di
un legame omosessuale verrebbe a danneggiare la società, in particolare dando
accesso all'adozione di bambini ai conviventi omosessuali. Finché invece le
convivenze omosessuali rimangono esperienze private questo non accade. Osserva anche che ogni individuo ha bisogno di
un padre maschio e di una madre femmina che lo aiutino a plasmare la propria
identità.
Bergoglio continua
poi dichiarando che la dottrina cattolica sul matrimonio omosessuale non ha un
fondamento religioso, ma antropologico. Non approfondisce l'argomento.
Dichiara che solo una
volta, da arcivescovo, è in intervenuto nei confronti della politica sul tema delle nozze omosessuali e
senza utilizzare termini dispregiativi. Fu quando sollecitò il sindaco di
Buenos Aires a ricorrere in appello contro
una sentenza di un giudice di prima istanza che autorizzava le nozze
omosessuali. E lo fece perché il giudice, a suo parere, aveva ecceduto i suoi
poteri, arrivando a modificare il codice civile, quindi per i profili legali della vicenda.
Conclude manifestando
l'opinione che per assistere meglio i minori abbandonati occorrerebbe,
piuttosto che consentire la loro adozione a coppie omosessuali riconosciute
legalmente, un maggiore impegno dello Stato, delle organizzazioni di impegno
sociale (ONG) e delle confessioni religiosi per farsi carico dei problemi dei
minori abbandonati. In particolare, a suo avviso, occorre modificare la
disciplina dell'adozione per rendere più veloci i relativi procedimenti burocratici.
In definitiva, si può
ritenere che il nuovo Papa non abbia espresso nel suo precedente ministero
opinioni innovative rispetto alla dottrina
più comune corrente in merito all'istituzione di forme di matrimonio
omosessuale. E tuttavia, come dichiara nel
libro, se ne è occupato poco e mai in termini offensivi per le persone
omosessuali. Questo orientamento mi pare
che abbia trovato conferma nei primi atti del magistero pubblico del nuovo
Papa. Contrariamente a
quanto accaduto anche nel recente passato, le prese di posizione politiche
favorevoli a forme di regolamentazione giuridica delle convivenze omosessuali
non hanno più suscitato interventi polemici della gerarchia.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma,
Monte Sacro, Valli