sabato 27 aprile 2013

Appunti di lettura da "Il Cielo e la Terra" di Bergoglio/Skorka, Mondadori 2013 - 3° parte "ONG"


Appunti di lettura da Il Cielo e la Terra di Bergoglio-Skorka,  Mondadori, 2013
3° parte 
"ONG"

 Nei discorsi di Papa Francesco si è fatto qualche volta riferimento alle ONG, per dire che la Chiesa "non è una ONG". Questa espressione, che risulta chiara in un contesto non europeo, in particolare in paesi  poco sviluppati o ex poco sviluppati, quelli che venivano compresi nell'espressione Terzo Mondo, richiede qualche spiegazione da noi in Italia.
 ONG  significa "organizzazione non governativa" e designa  un tipo di associazione privata, quindi non emanazione di un'organizzazione statale o delle Nazioni Unite o di altre organizzazione internazionali pubbliche,   che opera con finalità caritative e assistenziali all'estero, in zone del mondo sottosviluppate. La diversità rispetto ad una organizzazione privata caritativa come la Caritas sta nel fatto che una ONG  lavora all'estero e cura particolarmente l'aspetto dell'assistenza allo sviluppo delle società a favore delle quale opera. E' chiaro quindi perché in Italia non abbiamo esperienza diretta del lavoro di una ONG (di solito le attività di questo tipo di organizzazioni ci vengono presentate per richiedere contributi). L'Italia non è una parte del mondo sottosviluppata. Ha fatto impressione quando, qualche settimana fa, una  vera e propria ONG, Emergency, ha annunciato che inizierà a lavorare in alcune zone del nostro Meridione, dove vive popolazione immigrata in condizioni pessime, quasi totalmente priva di assistenza sanitaria.
 In Il Cielo e la Terra la questione della diversità della Chiesa cattolica da una ONG viene trattata nel capitolo 5°, sui leader religiosi e questo manifesta con chiarezza il discorso che si vuole sviluppare.
 In Italia è sempre latente una polemica reazionaria contro i preti che operano nel sociale, a favore dei senza casa, dei tossicodipendenti, degli ex detenuti, degli immigrati poveri e via dicendo. Li si accusa di trascurare i doveri propriamente religiosi di insegnamento e propaganda religiosa. Non è questa la prospettiva del Papa.
 Nel capitolo i discorsi che si fanno sono intrecciati tra gli interventi di Bergoglio e Skorka, che però si trovano sulla stessa linea.
 Poiché la Chiesa non  è una ONG i suoi capi devono avere particolari caratteristiche, in particolare quella della santità: "La parola -santità- non ha nulla a che vedere con una ONG. Certo, ci deve essere un comportamento sociale adeguato, l'onestà, un'idea su come portare avanti la propria missione, una politica interna. Può funzionare nell'ambito della sua laicità. Ma nella religione la santità è ineludibile nei suoi leader" (pag.44).
 Santità, in un capo religioso, è dunque qualcosa di più che organizzare i propri sottoposti  per operare per il bene degli altri. Riassumendo quello che si spiega nel capitolo citato: bisogna avere una forte interiorità, la consapevolezza che la missione inizia sempre con una chiamata; ci vuole discernimento spirituale, per respingere motivazioni che inconsapevolmente possono evolvere in fanatismo e altre deformazioni; non bisogna, attraverso il potere psichico e il linguaggio religioso, pretendere di dominare il cuore degli altri e tenerli in pugno; ci vuole umiltà che consente anche di lasciare spazio al dubbio (l'umiltà lascia spazio al Signore); non bisogna essere ostinati, troppo prescrittivi e troppo sicuri di sé.
  A pag.40 c'è un brano di Bergoglio che è stato molto citato dopo la sua elezione a Papa:
"…l'umiltà è ciò che garantisce che lì si trova Dio. Quando qualcuno è autosufficiente, quando ha tute le risposte a tutte le domande, questa è la prova che Dio non è con lui. La sufficienza si avverte in ogni falso profeta, nei cattivi leader religiosi che usano la religione a favore del proprio ego. E' la posizione dei religiosi ipocriti, perché parlano di Dio, che è sopra ogni cosa, ma non mettono in pratica i suoi mandati".
  Una delle accuse che spesso vengono mosse alle ONG è di agire da colonizzatrici delle popolazioni in cui operano, proponendo i  propri valori e le proprie idee su che fare senza tenere sufficientemente conto della cultura locale. Esse ribattono elencando i loro risultati, la loro efficienza. Ma questa difesa non è valida per chi agisce come Chiesa. E' l'interiorità che fa la differenza in un'azione ecclesiale, specialmente nei suoi capi.
 In Italia non abbiamo esperienza diretta di ONG, ma di posizioni religiose eccessivamente assertive sì.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli