Domenica 9 dicembre 2012 – Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità – 2° Domenica di Avvento – 2° settimana del salterio – colore liturgico: viola – Letture e sintesi dell’omelia della Messa delle nove - avvisi parrocchiali e di A.C.
Osservazioni ambientali:temperatura 14° C, vento. Cielo sereno. Canti: ingresso Cieli piovete dall’alta; Offertorio, Sei grande Dio; Comunione, Symbolum 77. Partecipazione volenterosa e attenta. Il gruppo di A.C. è schierato nei banchi a sinistra dell’altare, guardando l’abside.
Buona domenica a tutti!
Prima lettura
Da libro del profeta Baruc (Bar 5,1-9)
Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell’afflizione, rivestiti dello splendore della gloria che viene da Dio per sempre. Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio, metti sul tuo capo il diadema di gloria dell’Eterno, perché Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura sotto il cielo. Sarai chiamata da Dio per sempre: “Pace di giustizia” e “Gloria di pietà”. Sorgi, o Gerusalemme, sta’ in piedi sull’altura e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti, dal tramonto del sole fino al suo sorgere, alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio. Si sono allontanati da te a piedi, incalzati dai nemici; ora Dio li riconduce in trionfo sopra un trono regale. Perché Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni, di colmare le valli livellando il terreno, perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio. Anche le selve e ogni albero odoroso hanno fatto ombra a Israele al comando di Dio. Perché Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria, con la m misericordia e la giustizia che vengono da lui.
Salmo responsoriale
Dal salmo 125
Ritornello:
Grandi cose ha fatto il Signore per noi
Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.
Allora si diceva tra le genti:
“Il Signore ha fatto grandi cose per loro”.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia
Seconda lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.
Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 3,1-6)
Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Ituréa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: “Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio.
Sintesi dell’omelia della Messa delle nove
Siamo nella seconda domenica di Avvento, aspettando la grande festa di Natale, ma anche la venuta del Signore. Non so se viviamo ancora la nostra vita nell’attesa di colui che deve venire o diventiamo così preoccupati delle cose di questo mondo che neanche pensiamo a Cristo. Forse questa tensione, questa attesa, non ce l’abbiamo. Ma siamo chiamati a vivere questo, nella vita di oggi. Non si tratta di una cosa intellettuale, astratta. Dobbiamo viverla con fatti concreti, fatti che ci indicano che Dio esiste.
Nel brano evangelico di oggi siamo posti davanti a una situazione molto concreta, a potenti, in particolare a potenti politici, Cesare, Ponzio Pilato, Erode, suo fratello Filippo e anche Lisania, ma anche a potenti religiosi, Anna, Caifa. Spesso guardiamo con invidia i potenti, quelli che hanno successo, quelli che sono qualcuno. Dio non ha la stessa mentalità, perché non ha chiamato uno dei potenti, che abitava nei grandi palazzi; ha chiamato un tizio nel deserto, perché in quel momento storico la Parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli era prediletto da Dio, perché era puro, non stava in città, ma nel deserto, non apparteneva né alla potenza politica né a quella religiosa. Era in un certo senso disprezzato come una persona stravagante, ma era prediletto da Dio.
Come siamo davanti alle persone? Come cambia il nostro atteggiamento? E’ uguale il nostro atteggiamento davanti a un potente o davanti a un mendicante che chiede soldi davanti alla Chiesa? Perché qui è proprio il poveraccio che è scelto da Dio per annunciare la salvezza. Per fare questo Giovanni va nel deserto, dove non c’è niente. Anche noi siamo chiamati ad andare nel deserto ad ascoltare Giovanni. Non si può ascoltare Giovanni al di fuori del deserto. Anche al tempo di Giovanni la gente lasciò le proprie case per andare nel deserto per ascoltare Giovanni, che predicava. Predicava la conversione per il perdono dei peccati. Nel deserto, dove non c’è niente, siamo costretti, in fondo, ad ascoltare. Il problema nostro, molto moderno, è che stiamo sempre ascoltando qualcosa: il deserto ci terrorizza. Stare in silenzio ci terrorizza. Teniamo sempre accesi il televisore, la radio o qualcosa. O passiamo tutto il tempo chiacchierando al telefono o con qualcuno. Non ci riesce di stare in silenzio. Non possiamo. Il silenzio ci ammazza. Lo dobbiamo riempire. Ma io vi dico che se non facciamo silenzio non ascolteremo Giovanni e se non ascolteremo Giovanni non troveremo mai il Messia. Perché è Giovanni che indica: “Ecco l’Agnello di Dio!”. Dobbiamo separarci da tutto quello che ci impedisce di ascoltare. Non è facile, perché siamo legati a molte cose. E quando siamo legati a queste cose, poi siamo costretti ad ascoltare queste cose. Se siamo legati ai soldi, diamo retta solo a questioni di soldi. Se siamo legati all’affettività, allora ascolteremo i figli, i nipoti. Ma Dio, che cosa c’entra in tutto questo? Se noi vogliamo ascoltare Dio, dobbiamo slegarci da tutte ciò che ci impedisce di ascoltarlo. E’ per questo che siamo idealmente condotti nel deserto, dove non c’è nulla, non c’è da mangiare, non c’è da bere, non c’è nessuna distrazione.
Soli nel deserto, nell’attesa, posso ascoltare una parola che viene da Dio. In altre condizioni, nel fracasso che abbiamo d’intorno, neanche riconosciamo la parola di Dio, perché c’è troppa confusione. Una volta erano più frequenti i ritiri spirituali, ce n’erano per tutti, anche per gli sposati. Adesso se ne fanno di meno, perché non ascoltiamo più. Ascoltiamo la musica, ascoltiamo il telegiornale, siamo come dipendenti da queste cose che ascoltiamo continuamente. E non ascoltiamo Dio.
Dobbiamo strapparci interiormente da tutte quelle cose, per rimanere in silenzio nel deserto e ascoltare Dio.
Per prima cosa, per ascoltare Dio abbiamo bisogno di riconoscere la nostra povertà. Ascoltare significa metterci in confronto. Ma se è Dio che mi parla, allora devo ascoltare quello che ha da dirmi. A volte invece, nella nostra preghiera, chiediamo e rimaniamo delusi se non siamo esauditi. Ma non è così la fede! La fede è ascoltare e fare ciò che Dio dice. Non è Dio che deve fare quello che noi vogliamo. Bisogna riconoscersi poveri in spirito e riconoscere che lui è Dio, non siamo noi Dio e che quindi siamo disposti ad ascoltarlo e a mettere in pratica quello che lui mi dice. Questa è la fede. E’ necessaria questa povertà interiore, questa povertà in spirito. Ma per ascoltare Dio, per ascoltare Cristo, è necessario anche riconoscere la nostra necessità di essere salvati, che qualcuno viene a salvarmi. Devo riconoscere i miei peccati, i miei difetti, la mia incapacità. E che da solo non riesco a non peccare. Quante volte ci si confessa, per anni e anni, e si confessano sempre gli stessi peccato, e tuttavia si promette sempre di non ricadere nel peccato. Ma poi non ci si riesce. Non hai ancora imparato che non sei capace, da solo, di non ricadere nel peccato? Non puoi salvarti da solo, con tutti i tuoi buoni propositi, con tutte le tue buone intenzioni, nemmeno con tutta la tua forza. Hai bisogno che venga un salvatore, che venga Cristo. E se io riconosco la mia colpa, se riconosco la mia necessità che qualcuno venga a salvarmi, comincio a vivere nell’attesa della sua venuta e, se vedo che la mia vita è piena di me stesso e delle cose del mondo, allora inizio a slegarmi, a stare in silenzio, a stare come nel deserto, e ad ascoltare colui che viene a salvarmi
Sintesi di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro Valli
Avvisi parrocchiali:
-mercoledì 12 dicembre, ore 19, mons. Carmelo Pellegrino (promotore della fede) ci parlerà su questi argomenti:
“Hai chiaro che cosa significa vivere la fede?
Sei consapevole che la fede è un dono di Dio?”
- Le domeniche di Avvento le dedichiamo ad alcuni casi particolari della nostra parrocchia, che riguardano situazioni difficili che si sono verificate nell’ambito della nostra parrocchia. Si fa appello alla generosità dei parrocchiani [è stato presentato il caso di questa domenica].
Avvisi di A.C.:
-martedì 11 dicembre, alle ore 17:00, sala nel corridoio davanti al Centro di ascolto), si terrà la riunione del gruppo di A.C. . I soci sono invitati a preparare una riflessione sulle letture della Messa di domenica sedici dicembre, 3° Domenica di Avvento (Sof 3,14-17; salmo:da Is,2-6; Fil 4,4-7; Lc 3,10-18). Nel corso della riunione verranno trattati temi inerenti l’Anno della Fede;
- si segnala il sito WEB www.parolealtre.it , il nuovo portale di Azione Cattolica sulla formazione;
iniziativa attuata per conoscere la storia, lo spirito e i documenti del Concilio Vaticano 2° (1962-1965) e per scoprirne e promuoverne nella società di oggi tutte le potenzialità.