Domenica 28 ottobre 2012– Lezionario dell’anno B per le domeniche e le solennità – 30° domenica del Tempo Ordinario – 2° settimana del salterio – colore liturgico: verde – Letture e sintesi dell’omelia della Messa delle nove avvisi parrocchiali e di A.C.
Osservazioni ambientali: 17° C; cielo coperto; vento sostenuto. Discreta affluenza alla Messa (va tenuto conto che alle 12 ci sarà la Messa solenne per l’apertura dell’Anno della fede in parrocchia); volenterosa partecipazione ai canti. Il gruppo di A. C. si è schierato come al solito sui banchi di sinistra, guardando l’abside.
Questa domenica alle ore 10 partirà una processione per le vie del quartiere (Largo Val Santerno, via Conca d’Oro, via Val Maira, via Prati Fiscali, viale Tirreno, via Valsesa), con la partecipazione del vescovo mons. “Cristoforo” Krzystof Nitkiewicz (il quale per diverso tempo celebrò la Messa domenicale delle ore 11 in parrocchia), per comunicare alla gente che vive nella parrocchia l’apertura, per tutta la Chiesa, dell’Anno della Fede, avvenuta l’11 ottobre scorso, cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano 2°. Alle ore 12, verrà celebrata una Messa solenne per l’apertura dell’Anno della Fede nella nostra parrocchia. Nel corso dell’Anno della Fede, in parrocchia si terranno vari eventi, che saranno in seguito comunicati (in particolare: lectio divina in Avvento e catechesi in Quaresima).
Prima lettura
Dal libro del profeta Geremia (Ger 31,7-9)
Così dice il Signore: “Innalzate canti di gioia per Giacobbe, esultate per la prima delle nazioni, fate udire la vostra lode e dite: ‘Il Signore ha salvato il suo popolo, il resto d’Israele’. Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione e li raduno dalle estremità della terra; fra loro sono il cieco e lo zoppo, la donna incinta e la partoriente: ritorneranno qui in gran folla. Erano partiti nel pianto, io li riporterò tra le consolazioni; li ricondurrò a fiumi ricchi d’acqua per una strada dritta in cui non inciamperanno, perché io sono un padre per Israele, E’fraim è il mio primogenito”
Salmo responsoriale
dal salmo 125
ritornello:
Grandi cose ha fatto il Signore per noi
Quando il signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.
Allora si diceva tra le genti:
“Il Signore ha fatto grandi cose per loro”.
Grandi cose ha fatto il Signore per no:
eravamo pieni di gioia.
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.
Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.
Seconda lettura
Dalla lettera agli Ebrei (Eb 5,1-6)
Ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo. Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: “Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato”, gliela conferì come è detto in un altro passo: “Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchisedek”.
Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,46-52)
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!”. Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”. Gesù si fermò e disse: “Chiamatelo!”. Chiamarono il cieco, dicendogli: “Coraggio! Alzati, ti chiama!”. Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: “che cosa vuoi che io faccia per te?”. E il cieco gli rispose: “Rabbunì, che io veda di nuovo!”. E Gesù gli disse: “Va’, la tua fede ti ha salvato”. E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Sintesi dell’omelia della Messa delle Nove
Il Vangelo di questa domenica ci presenta l’episodio del cieco di Gerico. Si trattava di una persona che aveva perso la vista, ma, come dice il proverbio “Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere”. La cecità spirituale è, dal punto di vista religioso, molto più grave. Si è in quella condizione quando ci si rifiuta di vedere e allora ci si inganna. Ad esempio quando ci si rifiuta di vedere come si è diventati e si passa con disinvoltura sopra ai propri peccati, mentre si è in genere piuttosto attenti ai peccati degli altri. Per quanto ci riguarda siamo di solito portati a minimizzare. Come quel cieco di Gerico dobbiamo chiedere di poter vedere di nuovo, in particolare di saper fare chiarezza in noi stessi.
Spesso nella nostra preghiera ci scoraggiamo e smettiamo. Sembra che Dio non ci ascolti. Il brano evangelico ci sollecita ad insistere, senza timore delle critiche che ci possono venire da altri. Dobbiamo rinnovare la nostra relazione con Gesù, perché è da lui che viene la salvezza. Non basta essere convinti che “Dio c’è” o essere religiosi, nel senso di andare in chiesa o di pregare o compiere altri atti religiosi come il digiuno. Bisogna confidare in Gesù. affidarsi in lui: questo è appunto lo specifico dell’essere cristiani. La salvezza non viene infatti da noi stessi, da ciò che siamo, crediamo o facciamo, ma da Gesù, il Salvatore. Non dobbiamo quindi mai disperare nella salvezza, perché Dio non ci ama per ciò che abbiamo fatto, quindi perché siamo persone amabili: egli ci ama nonostante la nostra cattiveria, i nostri peccati, i nostri difetti, perché Dio è amore. In particolare la salvezza non ci viene dall’obbedienza alla legge, ma solo dall’amore misericordioso di Dio.
Nella prima lettura ci viene presentato il popolo che il Signore raduna dalle estremità della terra per ricondurlo dall’esilio. Tra la gente che torna ci sono il cieco, lo zoppo, la donna incinta e la partoriente, tutte persone che hanno bisogno di aiuto nelle difficoltà della vita e che non ci si aspetterebbe vedere impegnate in un cammino tanto lungo. E’ un invito a confidare in ogni occasione nell’azione misericordiosa e salvifica di Dio così come fece il cieco di Gerico. Ad esempio nelle decisioni che in famiglia si assumono sui figli da generare.
La fede è un dono di Dio. A volte però è come se, ricevuto quel dono, lo mettessimo in un cassetto senza aprire la confezione che lo contiene. A che ci servirà allora? L’Anno della Fede, che oggi sarà iniziato nella nostra parrocchia con una processione per le vie del quartiere e una Messa solenne, è un’occasione propizia per riscoprirlo. Mettiamoci dunque tutti in cammino con il Signore, iniziando dalla processione che comincerà tra poco, in un pellegrinaggio verso di lui e la salvezza che ci ha preparato.
Sintesi di Mario Ardigò, per come ha inteso le parole del celebrante – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro Valli
Avvisi parrocchiali:
- giovedì 8 novembre inizieranno le attività di sostegno per gli alunni delle scuole medie e del biennio delle superiori. Martedì 6 novembre, alle ore 16:00, nei locali della parrocchia, si terrà una riunione con gli insegnanti che vogliano collaborare all’iniziative e gli alunni che vogliano seguire i corsi;
Avvisi di A.C.
-martedì 30 ottobre, alle ore 17:00, in sala da individuare (troviamoci nel corridoio del Centro di ascolto, si terrà la riunione del gruppo di A.C. . I soci sono invitati a preparare una riflessioni sulle letture della Messa della domenica 4 novembre, 31° del Tempo ordinario (Dt 6,2-6; Eb 7,23-28; Mc 12,28b-34);
iniziativa attuata per conoscere la storia, lo spirito e i documenti del Concilio Vaticano 2° (1962-1965) e per scoprirne e promuoverne nella società di oggi tutte le potenzialità.