Un pensiero di F.F. (“Ciccio”) sulle letture della Messa del giorno nella domenica di Pentecoste
Nella prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, è descritta una scena che di primo acchito può sconcertare chi ancora la consideri con gli occhi della carne. Facendosi guidare dalla Parola, molte obiezioni però cadono, ci si addolcisce e la si può intendere al di là della nostra esperienza materiale e della nostra razionalità.
“dal cielo un fragore … apparvero lingue di fuoco"
Che cosa ci vuole dire questa Parola, se non spiegarci chiaramente la potenza dello Spirito Santo? L’ardore della sua forza, o meglio del suo amore verso tutti noi, che, come gli apostoli e i discepoli dell’episodio biblico, a volte siamo popolo temporaneamente sbandato, annichilito, impaurito. Meravigliati e stupefatti ci accorgiamo, sotto l’azione dello Spirito Santo, di poter essere intesi, pur nella diversità dei nostri linguaggi, come se parlassimo una sola lingua, come se fossimo diventati gente di un solo popolo, senza distinzione di regioni e di continenti. Ci scopriamo innamorati di Dio e ne proclamiamo la grandezza, la misericordia e il suo amore immenso.
Nella seconda lettura, dalla Lettera di San Paolo ai Galati, troviamo continue esortazioni a non cadere nel piacere, a non lasciarci affascinare dal sorriso e dalla parola convincente di Satana. Egli infatti, corteggiandoci, ci invita e ci prepara a godere, a gustare la dissolutezza, la discordia, la gelosia, l’appagamento della carne, tutto ciò che soddisfa.
Allora lo Spirito Santo, venendoci incontro e conoscendo le nostre debolezze, ci insegna a gioire seguendo la Parola di Cristo, rinunciando a questa carne, per entrare nel cuore, nella mente di Dio. Ci farà bere l’acqua dissetante e cristallina della sua sorgente, quando avremo le labbra secche per il dolore, l’inganno e l’incomprensione. Che meraviglia, che dolcezza, questi doni dello Spirito Santo che sono amore, gioia, fedeltà e dominio di sé! Camminiamo dunque sulla via che egli ci traccia! Godremo di piaceri più grandi di quelli della carne: quelli dello spirito, del cuore, dell’anima, che non hanno confini.
Il Vangelo secondo Giovanni ci esorta ad ascoltare la voce del Paraclito, cioè del Consolatore, il quale eliminerà alla radice la causa della nostra sofferenza umana. Questa immensa energia di Dio, questo Spirito che è la Verità, ci darà la forza di sopportare la via crucis dei nostri giorni; ci aiuterà a sollevarci dopo ogni caduta; ma soprattutto ci allevierà il peso della nostra quotidiana croce. Ci esorterà a mantenere la nostra dignità, quella di figli di Dio. Ci parlerà di ciò che il Padre ha voluto che sapessimo.
Capite quale amore e desiderio di protezione ha verso di noi il Paraclito?
Anche noi, in Gesù, parteciperemo dei doni divini. Riflettiamoci su un momento. Dio Padre, in considerazione di Gesù, mediante lo Spirito Santo, che agirà quasi al modo di eccezionale notaio, distribuirà tra noi, suoi figli, un grande patrimonio.
F.F. “Ciccio” – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro, Valli.