sabato 5 maggio 2012

Dal film Il Settimo Sigillo - discorsi del cavaliere

Un cavaliere di ritorno da una Crociata si ferma, sulla via verso il suo  castello, in una chiesetta nella campagna. I luoghi che attraversa sono colpiti da una pestilenza. Dopo essersi soffermato in preghiera davanti un Crocifisso,  il cavaliere si avvicina ad una grata, al di là della quale intravede un confessore, con indosso un saio nero, con il cappuccio che gli nasconde il volto. Al posto del confessore c’è la Morte, con la quale il cavaliere ha da poco iniziato una partita a scacchi.

Il cavaliere:       Vorrei confessarmi, ma non ne sono capace, perché il mio cuore è vuoto. Ed è vuoto come uno specchio che sono costretto a fissare. Mi ci vedo riflesso e provo soltanto disgusto e paura. Vi leggo indifferenza verso il prossimo, verso tutti i miei irriconoscibili simili. Vi scorgo immagini d’incubo, nate dai miei sogni e dalle mie fantasie.
La Morte           Non credi che sarebbe meglio morire?
Il cavaliere        E’ vero…
La Morte           Perché non smetti di lottare?
Il cavaliere        E’ l’ignoto che m’atterrisce.
La Morte           Il terrore è figlio del buio …
Il cavaliere        Che sia impossibile sapere … Ma perché, perché non è possibile cogliere Dio con i propri sensi? … Per quale ragione si nasconde tra mille e mille promesse e preghiere sussurrate e incomprensibili miracoli? Perché io dovrei avere fede nella fede degli altri? E che cosa sarà di coloro i quali non sono capaci né vogliono avere fede? Perché non posso uccidere Dio in me stesso? Perché continua a vivere in me, sia pure in modo vergognoso e umiliante, anche se io lo maledico e voglio strapparlo dal mio cuore? E perché nonostante tutto egli continua ad essere uno struggente richiamo di cui non riesco a liberarmi? … Mi ascolti?...
La Morte           Certo…
Il cavaliere        Io vorrei sapere, senza fede, senza ipotesi, voglio la certezza … voglio che Iddio mi tenda la mano e scopra il suo volto nascosto, e voglio che mi parli! …
La Morte           Il suo silenzio non ti parla?
Il cavaliere        Lo chiamo e lo invoco … e se egli non risponde, io penso che non esiste…
La Morte           Forse è così, forse non esiste…
Il cavaliere        Allora la vita non è che un vuoto senza fine! Nessuno può vivere sapendo di dover morire un giorno come cadendo nel nulla, senza speranza…
La Morte           Molta gente non pensa né alla morte né alla vanità delle cose.
Il cavaliere        Ma verrà il giorno in cui si troveranno all’estremo limite della vita…
La Morte           Sì, sull’orlo dell’abisso…
Il cavaliere        Lo so … Lo so ciò che dovrebbero fare! Dovrebbero intagliare nella loro paura un’immagine alla quale dare poi il nome di Dio.
La Morte           Sei molto agitato…
Il cavaliere        Stamane è venuta da me la Morte; abbiamo iniziato una partita a scacchi … col tempo che guadagnerò sistemerò una faccenda che mi sta a cuore.
La Morte           E di che si tratta?
Il cavaliere        Ho passato la vita a far la guerra, ad andare a caccia, ad agitarmi, a parlare senza senno, senza ragione … un vuoto. E lo dico senza amarezza e senza vergognarmene, perché lo so che la vita della maggior parte della gente è tale. Ma ora voglio utilizzare il respiro che mi sarà concesso per un’azione utile.
La Morte           Per questo hai sfidato a scacchi la morte?
Il cavaliere        Sì, conosce il gioco molto bene, ma fino a questo momento io non ho perso una pedina.
La Morte           E credi davvero che alla fine riuscirai a batterla?

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Durante una sosta per riposare e per consumare un po’ di latte e delle fragole con il suo scudiero e con due saltimbanchi, marito e moglie, conosciuti per via.

Il cavaliere        La fede è una pena così dolorosa … è come amare qualcuno che è lì fuori al buio e che non si mostra mai per quanto lo si invochi…

Dialoghi dal film Il Settimo sigillo – 1957 – regista: Ingmar Bergman

post  di Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli.