mercoledì 22 febbraio 2012

Dalla COSTITUZIONE DOGMATICA SULLA DIVINA RIVELAZIONE DEI VERBUM


Dalla
COSTITUZIONE DOGMATICA SULLA DIVINA RIVELAZIONE
DEI VERBUM
18 novembre 1965
[...]
"Si raccomanda la lettura della sacra Scrittura

25. Perciò è necessario che tutti i chierici, principalmente i sacerdoti e quanti, come i diaconi o i catechisti, attendono legittimamente al ministero della parola, conservino un contatto continuo con le Scritture mediante una lettura spirituale assidua e uno studio accurato, affinché non diventi « un vano predicatore della parola di Dio all'esterno colui che non l'ascolta dentro di sé» (38), mentre deve partecipare ai fedeli a lui affidati le sovrabbondanti ricchezze della parola divina, specialmente nella sacra liturgia. Parimenti il santo Concilio esorta con ardore e insistenza tutti i fedeli, soprattutto i religiosi, ad apprendere « la sublime scienza di Gesù Cristo » (Fil 3,8) con la frequente lettura delle divine Scritture. « L'ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo » (39). Si accostino essi volentieri al sacro testo, sia per mezzo della sacra liturgia, che è impregnata di parole divine, sia mediante la pia lettura, sia per mezzo delle iniziative adatte a tale scopo e di altri sussidi, che con l'approvazione e a cura dei pastori della Chiesa, lodevolmente oggi si diffondono ovunque. Si ricordino però che la lettura della sacra Scrittura dev'essere accompagnata dalla preghiera, affinché si stabilisca il dialogo tra Dio e l'uomo; poiché «quando preghiamo, parliamo con lui; lui ascoltiamo, quando leggiamo gli oracoli divini » (40). Compete ai vescovi, «depositari della dottrina apostolica » (41), ammaestrare opportunamente i fedeli loro affidati sul retto uso dei libri divini, in modo particolare del Nuovo Testamento e in primo luogo dei Vangeli, grazie a traduzioni dei sacri testi; queste devono essere corredate delle note necessarie e veramente sufficienti, affinché i figli della Chiesa si familiarizzino con sicurezza e profitto con le sacre Scritture e si imbevano del loro spirito. Inoltre, siano preparate edizioni della sacra Scrittura fornite di idonee annotazioni, ad uso anche dei non cristiani e adattate alla loro situazione; sia i pastori d'anime, sia i cristiani di qualsiasi stato avranno cura di diffonderle con zelo e prudenza."
(38) S. AGOSTINO, Serm. 179, 1: PL 38, 966.

(39) S. GIROLAMO, Comm. in Is., Prol.: PL 24, 17. - Cf. BENEDETTO XV, Encicl. Spiritus Paraclitus: EB 475-480. PIO XII, Encicl. Divino afflante: EB 544.

(40) S. AMBROGIO, De officiis ministrorum, I, 20, 88: PL 16, 50.

(41) S. IRENEO, Adv. Haer., IV, 32, 1: PG 7, 1071; (= 49,2) HARVEY, 2, p. 25

Il testo integrale  della costituzione Dei Verbum può essere consultato all'indirizzo  Web:

Mie riflessioni

La lettura dei testi sacri, raccomandata a tutti i fedeli nel testo sopra trascritto, non è un esercizio facile: richiede impegno, determinazione e costanza. In passato l'analfabetismo o, comunque, l'insufficienza culturale di vasti strati della popolazione italiana lo rendevano più arduo. Le traduzioni della Bibbia in italiano, e in certe epoche anche la lettura di quei testi, furono condizionate, dal Cinquecento, ad autorizzazioni ecclesiastiche. Per secoli solo la conoscenza del latino, lingua delle scienze fino alla metà dell'Ottocento come oggi è in certi campi l'inglese, consentì un personale e facile accesso ai testi sacri. Ai nostri giorni circolano molte versioni in italiano di quei testi dalle lingue bibliche, con note e spiegazioni esaurienti, e la stessa CEI ne ha diffuse due, nel 1974 e nel 2008.
 La vita di fede si nutre di quelle letture.  La lettura, se fatta come alimento della fede, è un esercizio di spiritualità. Come accade che il racconto di fatti molto risalenti nel tempo, in cui protagonisti sono gli antichi, e per di più avvenuti abbastanza lontano da noi, abbiano un qualche significato per intendere come vanno le cose nel quartiere Montesacro – Valli di oggi?
 E’ possibile che, dopo una lettura superficiale, io mi inganni sul senso vero del testo? E’ senz’altro possibile. E’ accaduto molte volte nella storia dei popoli che hanno amato i testi sacri.
  Su quei testi hanno ragionato e scritto innumerevoli menti. Inevitabilmente, quando si cerca di capire meglio, ci si rivolge al pensiero di persone che ci hanno preceduto. Ma conoscere tutto è impresa impossibile in una singola vita.  La sola raccolta degli scritti dei Padri della Chiesa, quelli che scrissero in latino e quelli che scrissero in greco, elaborata nell’Ottocento dal prete e studioso Jacques-Paul Migne comprende centinaia di volumi.
 In questo ci soccorre la Chiesa, che ci indica una direzione interpretativa.
 Ma, come accaduto innumerevoli volte nel passato, come accaduto a tutti coloro che si sono accinti con animo di fede alla lettura di quei testi, le parole interagiscono con la vita del lettore in modi spesso inaspettati. Nella profondità del loro senso i  testi sacri rendono alla fine capaci di uno sguardo soprannaturale sulla storia in cui viviamo. E’ qualcosa che non è facile descrivere, bisogna provare per credere, come in ogni cosa che riguarda la spiritualità, l’interiorità profonda degli esseri umani.
  
Da Mario Ardigò - AC San Clemente papa - Roma, Montesacro, Valli

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