Noi e gli altri - mie considerazioni (da Mario Ardigò)
Un gruppo di Azione Cattolica é per vocazione rivolto anche verso l'esterno, vale a dire verso la società civile in cui é immerso. Infatti uno dei fini che i laici liberamente associati nell'Azione Cattolica si propongono é di influire su di essa.
La società italiana contemporanea é di tipo pluralistico. Questo significa che coesistono diverse concezioni ideali e religiose. Quella cristiana é una di esse. Un tempo essa veniva considerata prevalente e le altre erano osteggiate o, al più, tollerate. Oggi tutte hanno pari diritto di cittadinanza, qualora non contrastino con l'ordine pubblico, vale a dire con norme inderogabili di legge, e il buon costume.
Un atteggiamento di tipo integralista é quello che conduce a rifiutare in blocco, come errati, i costumi dei non cristiani o dei non più cristiani e quindi a separarsi marcando i confini. Questo impedisce il dialogo, perché l'atteggiamento di rifiuto sarà ricambiato. Si costruiscono muri, si demoliscono i ponti, si interrompono le comunicazioni. Certe comunità di ebrei agiscono così nell'odierno Israele, verso coloro che non condividono le loro idee. Allora non si riuscirà ad influire sulla società pluralista, se non marginalmente. Oggi la dottrina sociale della Chiesa cattolica non ci impone questa soluzione.
Un altro atteggiamento possibile é quello che porta a cogliere il bene che c'é negli altri, anche se su diverse cose la pensano diversamente (e si comportano di conseguenza) e a intavolare un dialogo a partire da ciò. Questo consente di interagire in una società ordinata democraticamente. Certo non sarà sempre possibile far prevalere una certa opinione, una certa soluzione.
Non dobbiamo pensare che basti sempre il solo semplice "annuncio" agli altri di una nostra convinzione di fede per cambiare il mondo nel senso da noi desiderato. Bisogna considerare, innanzi tutto, che in una società pragmatica come quella in cui siamo immersi si é parzialmente persa la capacità di intendere la nostra sofisticata simbologia religiosa. Inoltre facilmente la proposta a sfondo religioso viene fraintesa e scambiata con prospettive di tipo magico, per cui si pensa che, aderendovi, i propri problemi (salute, lavoro, relazioni personali) saranno per incanto risolti. Infine va tenuto conto che, quando si coinvolge l'interiorità profonda, i cambiamenti di mentalità richiedono tempo (ad esempio per abituarsi alla meditazione religiosa e alla preghiera). Occorre, insomma, di solito, un lavoro successivo al primo "contatto", lavoro che va condotto nel rispetto della personalità altrui, in atteggiamento quindi di dialogo, senza tentare di assimilarla sbrigativamente sfruttando le sue debolezze o il nostro ascendente o quello di una collettività, se si vuole che abbia successo duraturo.
Se si sceglie l'atteggiamento di dialogo bisogna innanzi tutto liberarsi dei pregiudizi che si hanno verso gli altri, derivati dal fatto che gli altri sono appunto "altri" o da nostre limitate esperienze negative con "alcuni" altri. É stato osservato che nella vita umana una certa dose di pregiudizi é indispensabile per semplificare le cose. Da come gli altri si vestono e e si muovono deduciamo velocemente, ad esempio, le loro buone o cattive intenzioni e ci comportiamo di conseguenza. Ma non sempre ci va bene. Così a volte i nostri anziani divengono preda di truffatori "che si presentavano come persone tanto per bene". E, anni fa, il famoso giocatore della Lazio Re Cecconi, entrato in una gioielleria simulando per scherzo una rapina a mano armata, venne freddato dal gioielliere,che ne sapeva poco di calcio e che si era determinato in base alle apparenze.
Inoltre bisogna accettare di dialogare nonostante le differenze di vedute, se solo si individuano frammenti di bene. É vero, ad esempio, che i costumi sessuali della gente oggi divergono generalmente dalla concezione di castità proposta dal magistero (e ancor di più da quella corrente nelle comunità in cui vissero gli autori neotestamentari), ma é anche vero che, ad un certo punto della vita, i più tentano di metter su famiglia e,quindi, tendono a rendere stabili le relazioni affettive e fanno sacrifici per procurarsi un'abitazione idonea e per mantenere i figli, tutte cose buone. A volte in certi atteggiamenti in materia mi pare di riscontrare qualche analogia con l'importanza che in ambienti semitici di duemila anni fa si dava alla sola purezza rituale.
Mario Ardigò - AC San Clemente Papa -Roma, Montesacro,Valli