giovedì 22 gennaio 2026

Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

 

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani del 2026



Si noti:

-i testi del materiale per la celebrazione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sono tratti da:

https://unedi.chiesacattolica.it/2026/01/08/settimana-di-preghiera-per-lunita-dei-cristiani-18-25-gennaio-2026/

 

-la cronologia della storia della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani può essere letta alla pagina WEB:

https://unedi.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/sites/32/2025/06/23/date-importanti-nella-storia-della-preghiera-per-unita-dei-cristiani.pdf


Siamo nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Nella nostra parrocchia non ci sono state iniziative in merito. Il tema è molto importante in considerazione dell’incredibile ferocia della violenza con cui le Chiese cristiane istituite nel mondo e i regimi politici che si di esse avevano fondato la loro legittimazione si sono combattuti fin da molto vicino alle origini e fino a non molto tempo fa. La svolta, per la Chiesa cattolica, si è avuta solo a seguito del Concilio Vaticano 2º, celebrato a Roma tra il 1962 e il 1965, in più sessioni.

 All’Angelus  di domenica scorsa, papa Leone 14° ci ha detto:

 

 Inizia oggi la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Le origini di questa iniziativa risalgono a due secoli fa, e il Papa Leone XIII l’ha molto incoraggiata. Proprio cent’anni fa, per la prima volta, vennero pubblicati “Suggerimenti per l’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani”. Il tema di quest’anno è tratto dalla Lettera agli Efesini: «Un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza a cui siete stati chiamati» (Ef  4,4). Le preghiere e le riflessioni sono state preparate da un gruppo ecumenico coordinato dal Dipartimento per le Relazioni Interreligiose della Chiesa Apostolica Armena. Invito pertanto tutte le comunità cattoliche a rafforzare, in questi giorni, la preghiera per la piena unità visibile di tutti i cristiani.

Questo nostro impegno per l’unità si deve accompagnare coerentemente con quello per la pace e per la giustizia nel mondo. 

 

  E’ stata preparata una liturgia per la celebrazione della preghiera per l’unità dei cristiani. Da essa traggo la preghiera che vi leggo:

 

Signore della Grazia, Dio di tutti, Tu sei Guida per chi è smarrito, Luce per chi è nelle tenebre. I nostri occhi sono rivolti a te, ascolta le nostre preghiere. Che il Sole della tua gloria risplenda, dando vita e luce a ogni creatura, dall’oriente all’occidente, dal settentrione al meridione. Che i raggi del mattino della tua eterna primavera risveglino noi che attendiamo la tua venuta.

 

 O Gesù Cristo, Luce da Luce, dimora in noi, che ci siamo riuniti per adorare il tuo santo e prezioso Nome. Fa’ che il tuo splendore vivificante accenda in noi un amore più intenso gli uni per gli altri e che la tua Luce sfavillante ci guidi verso un’unità sempre più profonda. Come fiori diversi nel giardino del tuo Regno, possa il tuo splendore divino farci sbocciare in armonia. E così, come un unico corpo, possiamo sempre lodare e glorificare con gioia te, il Padre e lo Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

 

  La proposta di pregare per l’unità dei cristiani venne nel 1840 da un prete  anglicano, quindi della Chiesa nazionale inglese, poi passato alla Chiesa cattolica.

 La pratica della settimana di preghiera venne iniziata nel 1908 da un prete della Chiesa episcopale statunitense, facente parte della comunione anglicana, Paul Wattson, anch’egli poi passato alla Chiesa cattolica.

 Leggo dal sito di Frati Francescani dell’Atonement [in inglese: espiazione nel senso di riparare un errore, dall’inglese antico “at-one-ment”, cioè: rendere “uno” di nuovo, in particolare per ristabilire l’unità dopo una frattura (morale o spirituale)

 

https://www.fratiatonement.org/chi-siamo/padre-paul-wattson/

 

Nel 1898, in collaborazione con una sorella in spirito – Lurana White – fondò la Society of the Atonement [leggi a-TÒUN-ment] (Società dell’Atonement), […]

Nella sua vita […] Padre Paul è stato un vero apostolo dell’unità e della carità cristiana, un ardente francescano, un autentico missionario dell’At-One-Ment. Tutta la sua esistenza è stata orientata al lavoro per la realizzazione della preghiera che Gesù Cristo fece nella Sua ultima cena: “Ché tutti siano una cosa sola: come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato”. (Gv 17, 21)

Padre Paul è principalmente noto per il segno che ha impresso alla storia religiosa del XX secolo, essendo egli l’iniziatore, nel 1908, di quella pratica che oggi conosciamo con il nome di Settimana di Preghiera per l’unita dei Cristiani, che ogni anno viene celebrata in tutto il mondo dalle varie confessioni cristiane unite.

 

 La pratica di questa settimana di preghiera si venne ampiamente diffondendo anche nella Chiesa cattolica.

 Dal 1958, il Consiglio ecumenico delle Chiese fondato nel 1948 tra protestanti, ortodossi e anglicani, iniziò a preparare il materiale per la celebrazione della settimana di preghiera. Dal 1968 a questa attività partecipa anche la Santa Sede, anche se la Chiesa cattolica non fa parte del Consiglio ecumenico delle Chiese.

 Per la Settimana di preghiera di quest’anno, la preparazione del materiale era stata affidata alla Chiesa apostolica armena, che fa parte del ramo dell’Ortodossia chiamato delle Chiesa ortodosse orientali, per distinguerlo dall’Ortodossia detta bizantina  di tradizione greco-slava, che riconosce il primato dei patriarcati di Costantinopoli-Bisanzio e di Mosca. Il testo è stato poi revisionato e messo a punto da una Commissione internazionale perché fosse accettato da tutte le Chiese coinvolte nell’iniziativa. Dietro di me, vedete un disegno raffigurante San Gregorio, detto l’Illuminatore, appostolo degli Armeni, vissuto tra il Terzo e il Quarto secolo.

  La Settimana è centrata su un versetto neotestamentario tratto dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini, capitolo 4, versetto 4:

 

“Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati”

 

 E’ tratto da un più ampio brano della lettera agli Efesini, capitolo 4, versetti da 1 a 13, che vi leggo:

 

 Perciò, io che sono prigioniero a causa del Signore, vi raccomando: fate in modo che la nostra vita sia degna della vocazione che avete ricevuto!

 Siate sempre umili, cordiali e pazienti; sopportatevi l’un l’altro con amore; cercate di conservare, per mezzo della pace che vi unisce, quella unità che viene dallo Spirito Santo.

  Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati. Uno solo è il Signore, una sola è la fede, uno solo è il battesimo. Uno solo è Dio, Padre di tutti, al di sopra di tutti, che in tutti è presente e agisce. Eppure a ciascuno di noi Cristo ha dato la grazia sotto forma di doni diversi.

  Dice la Bibbia: Quando è salito in alto, ha portato con sé dei prigionieri, ha distribuito doni agli uomini.

  Se la Bibbia dice è salito in alto vuol dire che prima era disceso sulla terra. Colui che è venuto sulla terra è lo stesso che è salito nella più alta regione del cielo, per riempire tutto l’universo con la sua presenza.

 Ebbene, è proprio lui che ha dato diversi doni agli uomini: alcuni li ha fatti apostoli, altri profeti, altri evangelisti, altri pastori e maestri. Così egli prepara il popolo di Dio per il servizio che deve compiere. E così si costruisce il corpo di Cristo, fino a quando tutti assieme arriveremo all’unità, con la stessa fede e con la stessa conoscenza del Figlio di Dio; finché saremo giunti alla perfezione, a misura dell’infinita grandezza di Cristo che riempie l’universo.

 

 Nell’Introduzione teologico pastorale  alla Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani leggiamo:

 

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 invita i fedeli ad attingere a questo patrimonio cristiano condiviso e ad approfondire la comunione in Cristo, che unisce i cristiani di tutto il mondo. Più che un semplice ideale, l’unità è un mandato divino, centrale per la nostra identità cristiana. Essa rappresenta l’essenza della chiamata della Chiesa, una chiamata a riflettere l’unità armoniosa della nostra vita in Cristo, pur nella nostra diversità. Questa unità divina è al centro della nostra missione ed è sostenuta dal profondo amore di Gesù Cristo, che ha posto davanti a noi uno scopo comune. Come afferma l’apostolo Paolo nella Lettera agli Efesini, “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (4, 4). Questo versetto biblico, scelto per quest’anno, racchiude la profondità teologica dell’unità cristiana.

[…]

 Nel Nuovo Testamento, Gesù Cristo eleva il concetto di unità a una dimensione spirituale, rispecchiando qui la profonda relazione tra lui e il Padre. L’unità tra i suoi seguaci non è semplicemente l’assenza di conflitti, bensì un legame spirituale profondo che riflette l’unità della Santa Trinità.

  La preghiera di Gesù, all’interno del Vangelo di Giovanni, capitolo 17, versetto 21, chiede ai credenti di essere uno come lui e il Padre sono uno, dimostrando che la nostra unità è fondata sulla nostra relazione con Cristo e sulla nostra missione collettiva di condividere la Buona Novella.

   Il comandamento primario di Gesù, cioè di amarsi gli uni gli altri come lui ci ha amati (come si legge nel Vangelo secondo Giovanni al capitolo 13, versetti  34 e 35), sottolinea come questo amore sia l’essenza della nostra unità.

[…]

 Le epistole di Paolo sottolineano l’importanza dell’unità all’interno della Chiesa, esortandoci a vivere in modo degno della nostra vocazione, con umiltà, cordialità, pazienza e amorevole sopportazione (come si legge nella lettera agli Efesini capitolo 4,  versetti da 1 a 3). La visione dell’unità che Paolo propone nella Lettera ai Romani, 12, 6, mostra la varietà dei doni che costituiscono il corpo di Cristo. Il suo appello a intessere relazioni armoniose, nella seconda Lettera ai Corinzi, capitolo  13, versetto  11, e in quella ai Filippesi, capitolo 2, versetti 1 e 2, invita i credenti ad abbracciare una sola mente e un solo spirito nel proprio impegno verso Cristo, riaffermando così il mandato divino all’unità e al contempo riconoscendo la nostra diversità.

  Nella Lettera agli Efesini, capitolo 4, versetto 4, trovano sintesi gli insegnamenti di Paolo sull’unità, quando si viene ancora una volta a sottolineare come i seguaci di Cristo manifestano che “uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito”, uniti in un’unica speranza.

  Questa metafora indica la Chiesa come un’entità unificata che trascende le barriere di qualunque geografia, nazionalità, etnia e tradizione. Paolo utilizza la metafora della Chiesa come Corpo di Cristo per descrivere la sua unità, data dalla diversità dei suoi membri. Scrive ai Corinzi: “Cristo è come un corpo che ha molte parti. Tutte le parti, anche se sono molte, formano un unico corpo” (come si legge nella prima lettera ai Corinzi, versetto capitolo 12, versetto 12).

 

   La liturgia di quest’anno per la Settimana di preghiera dell’unità dei cristiani può essere adattata per la preghiera fatta anche in un piccolo gruppo. L’ho caricata sia sul blog acvivearomavalli.blogspot.com sia sul gruppo Whatsapp. Se non si ha la presenza di un sacerdote, ci si può servire, lì dove è previsto un sermone, dei brani tratti dall’Introduzione teologico pastorale  che ho sopra trascritto.

  Concludo con una delle preghiere di invocazione previste per terminare quella liturgia:

 

O Signore amorevole, accogli le preghiere di tutti i tuoi fedeli in tutto il mondo, che ti invocano con un solo spirito, una sola voce e un solo cuore. Per mezzo del tuo amato discepolo Giovanni, hai promesso che, se camminiamo nella tua Luce, vivremo in comunione l’uno con l’altro e il tuo prezioso Sangue ci purificherà da ogni peccato. Donaci questa comunione benedetta, o Salvatore!

Amen.


Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli