mercoledì 12 novembre 2025

Dio la soccorre allo spuntare dell’alba

Dio la soccorre allo spuntare dell’alba

 

    Nel prossimo anno associativo, che inizierà l’8 dicembre, mi sono proposto di inviare brevi podcast quotidiani alle amiche e agli amici del nostro gruppo parrocchiale di Azione Cattolica, richiamando i contenuti del Catechismo per gli adulti della Conferenza episcopale italiana e del Compendio della dottrina sociale della Chiesa, facendo anche risuonare brani biblici, in particolare quelli  evocati in quei testi. La domenica farò una sintesi delle Scritture proclamate e dell’omelia della messa delle nove, animata da noi, scrivendo anche dei canti, provando a farli risuonare e riverberare nelle menti dei lettori.

  Ho cominciato a mandare delle puntate di prova, che nel gergo delle serie televisive vengono dette pilot.

  Arrivare di mattina o di sera?

   Al calare della notte l’animo si addolcisce e si è più disposti alla meditazione; c’è anche più tempo che può essere liberato dagli affanni della vita.

  Ma nella messa di domenica scorsa il salmo 45 recitava che

 

Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
la più santa delle dimore dell’Altissimo.
Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare.
Dio la soccorre allo spuntare dell’alba.

 

  Ed è “allo spuntare dell’alba”  che ci si deve dare da fare, proprio ciò per cui l’Azione Cattolica esiste. È allora che l’animo religioso si rivolge al Cielo.

  Nella Liturgia delle Ore si inizia all’alba, con le Lodi.

  Dunque il mio messaggio arriverà la mattina presto, quando ci si mette all’opera.

  Prega e opera perché in ogni cosa Dio sia glorificato: è il motto della spiritualità benedettina, che ha finito per permeare le civiltà occidentali cristianizzate. Esprime molto bene anche la missione assegnata principalmente alla gente di fede che anima il mondo libera da particolari legami gerarchici relativi al ministero ecclesiale o a condizioni di  vita consacrata: ordinare secondo Dio le realtà temporali, vale a dire le società umane e l’ambiente in cui esse vivono, nello sviluppo della storia, quindi nel tempo, da cui l’aggettivo temporale, che significa ciò che matura nel tempo, per distinguerlo da ciò che si ritiene eterno e che viene anche indicato come Regno di Dio, a cui tutto tende e che di tutto è il compimento.

  Eppure la notte è anche il tempo propizio per il sogno, durante il riposo, e la narrazione di sogni compare in più parti delle Scritture come momento di ispirazione dall’alto. Ma, in fondo, anche nell’operare non si continua forse a sognare? La realtà viene sempre insieme vissuta e sognata e allora è possibile che capiti di vederla come trasfigurata, percependo in essa più di ciò che appare. Penso che qualcosa di simile si contempli nelle esperienze mistiche che talvolta sono concesse, ad alcune persone più di altre (a me no, per esempio).

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro,  Valli