giovedì 19 dicembre 2024

Vuoto o assenza

 

Vuoto o assenza

 

  Stamattina Gianfranco Ravasi ha concelebrato la Messa per il Natale nella cappella del palazzo dell’ente Mutilati e invalidi di guerra dove il nostro ufficio ha in affitto alcuni piani. 

 Queste le letture bibliche:

Prima Lettura

La nascita di Sansone è annunciata dall'angelo.

Dal libro dei Giudici
Gdc 13,2-7.24-25a
 
In quei giorni, c'era un uomo di Sorèa, della tribù dei Danìti, chiamato Manòach; sua moglie era sterile e non aveva avuto figli.
L'angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: «Ecco, tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio. Ora guàrdati dal bere vino o bevanda inebriante e non mangiare nulla d'impuro. Poiché, ecco, tu concepirai e partorirai un figlio sulla cui testa non passerà rasoio, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio fin dal seno materno; egli comincerà a salvare Israele dalle mani dei Filistei».
La donna andò a dire al marito: «Un uomo di Dio è venuto da me; aveva l'aspetto di un angelo di Dio, un aspetto maestoso. Io non gli ho domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome, ma mi ha detto: "Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere vino né bevanda inebriante e non mangiare nulla d'impuro, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio dal seno materno fino al giorno della sua morte"».
E la donna partorì un figlio che chiamò Sansone. Il bambino crebbe e il Signore lo benedisse. Lo spirito del Signore cominciò ad agire su di lui.

Vangelo

La nascita di Giovanni Battista è annunciata dall'angelo.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1,5-25
 
Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccarìa, della classe di Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccarìa svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l'offerta dell'incenso.
Fuori, tutta l'assemblea del popolo stava pregando nell'ora dell'incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elìa, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
Zaccarìa disse all'angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L'angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccarìa, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».

Parola del Signore.

  Si tratta di due “annunciazioni” parallele, accomunate dal fatto di riguardare due donne sterili. La sterilità richiama l’esperienza del deserto, ha spiegato Ravasi nell’omelia, che i biblici israeliti vissero per quarant’anni, e il deserto richiama l’immagine di ciò che c’era prima della Creazione, secondo Genesi 1,2:

 

La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
  Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. [versione CEI 2008]

 

 Un vuoto.

 Lo sperimenta chi si trova come incastrato in un ruolo sociale senza più credervi. Ciò che può accadere alla gente che stamattina componeva l’assemblea liturgica.

  Ravasi ha citato il personaggio di un romanzo dello scrittore francese George Bernanos, L’impostore: un prete che continua a esercitare il suo ministero senza più credere in Dio.

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Trama del romanzo da ChatGPt di OpenAI

Il romanzo **"L’impostore"** (1927) di Georges Bernanos è una profonda riflessione sulla fede, la colpa e l’autenticità della vita spirituale. La trama segue le vicende di **Chanteau**, un prete che, pur vivendo una vita apparentemente devota, si sente sempre più intrappolato nella sua mancanza di autentica fede e nella falsità del suo ruolo sacerdotale.

### Trama in breve:

Padre Chanteau è un sacerdote che, dopo aver vissuto in Africa per molti anni, torna in Francia, ospite di un vecchio amico, il curato di un piccolo villaggio. Tuttavia, sin dall’inizio emerge il suo conflitto interiore: Chanteau ha perso la fede, ma continua a vivere come sacerdote per inerzia e per paura di affrontare la verità su se stesso.

La sua crisi di coscienza si acuisce quando si rende conto dell’effetto che il suo ruolo e le sue azioni hanno sugli altri. Incapace di trovare una via d’uscita onesta e consumato dalla consapevolezza della propria ipocrisia, Chanteau si confronta con la propria debolezza e con la tensione tra la necessità di essere autentico e il desiderio di non deludere gli altri.

### Temi principali:

- **La crisi della fede**: Bernanos esplora le difficoltà del mantenere una fede viva e autentica, soprattutto per chi dovrebbe esserne guida.

- **L’autenticità personale**: Il romanzo mette in luce il pericolo di vivere una vita fondata sull’inganno, anche con buone intenzioni.

- **Il peso della vocazione**: Viene analizzato il fardello che comporta la vita sacerdotale, in particolare quando manca una vera convinzione.

L’opera è caratterizzata da uno stile intenso, tipico di Bernanos, che indaga con profondità i conflitti interiori del protagonista, trasformando la sua storia in un’esplorazione universale sulla lotta tra verità e menzogna nella vita umana.

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 Nell’Occidente contemporaneo si può sperimentare quel tipo di vuoto, in particolare se si viene incastrati nella mentalità consumistica.

  L’assenza è diversa dal vuoto. La sperimenta anche la persona religiosa, verso Dio. Dio può essere sentito come assente.

  Ravasi quest’anno passa il Natale con le sorelle qui a Roma, ci ha detto. Negli anni scorsi però lo trascorrevano nella casa di famiglia, nel luogo di origine nel Nord, mangiando allo stesso tavolo dove quand’erano più giovani pranzavano con i genitori, morti entrambi. Ci sono i loro posti abituali: non sono  vuoti, i genitori sono solo assenti, ma sempre presenti per i loro figli lì convenuti.

 L’annuncio di fede riempie il vuoto dell’animo umano.

 Il celebrante ha concluso l’omelia lasciando parlare un filosofo, il danese Soren Kierkegaard, e il poeta e drammaturgo tedesco Bertold Brecht.

 Il primo, in una sua lettera, dice che il mondo contemporaneo è come una nave in cui il comandante è il cuoco. L’altoparlante di bordo non spiega ai passeggeri dove si sta andando ma il menù del giorno.

 Brecht in una poesia scrisse: “sto seduto sul bordo della strada mentre l’autista sostituisce una ruota. Non so da dove vengo né dove vado. Perché allora sono tanto impaziente di riprendere il viaggio?”.

    Il canto iniziale è stato Grandi cose, scritto da Marco Frisina sulla base del salmo 126:

Grandi cose ha fatto il Signore per noi,

ha fatto germogliare fiori fra le rocce;

grandi cose ha fatto il Signore per noi,

ci ha riportati liberi alla nostra terra.

Ed ora possiamo cantare,

possiamo gridare

l'amore che Dio ha versato su noi.

Tu che sai strappare dalla morte,

hai sollevato il nostro viso dalla polvere.

Tu che hai sentito il nostro pianto,

nel nostro cuore hai messo

un seme di felicità.

  Ravasi è persona di cultura apprezzata anche al di fuori del mondo ecclesiale. È uno scrittore molto prolifico. Di suo sto leggendo Biografia di Gesù, pubblicato nel 2021 dall’editore Raffaello Cortina, anche in eBook e Kindle, uno scritto divulgativo ma non devozionale, che  riporta le acquisizioni filologiche, bibliche,  storiche, archeologiche, antropologiche più affidabili. In definitiva le prossime festività, Natale, Capodanno ed Epifania ruotano intorno a quella figura, la cui memoria parla però anche delle popolazioni cristiane fin dalle origini e ne è inseparabile. Perché i cristianesimi, nel bene e anche nel molto male che ne è storicamente derivato, sono opera loro.

  Davvero, da persone cristiane, si sa dove si viene e dove si va, al di là dei miti religiosi?

  Vivo tra i cristiani da una vita e sono parte viva della mia Chiesa, nella quale sono nato cercando poi di divenire cristiano, su questa via affratellato anche con i cristiani delle altre Chiese. Sulle questioni di dove si viene e dove si va non mi pare di trovarmi in una condizione diversa dalle persone che non sono mai state o non sono più religiose. Una certa angoscia rimane. Nel mio apostolato cerco di non suscitare mai aspettative che non possono essere esaudite. Posso dire però che la mia fede cristiana mi è stata utile per capire chi voglio essere ora, oggi,  finché sarò.

  Dio è luce, è scritto in diverse parti della Bibbia. Che le prossime festività portino luce nelle vostre vite!

Mario Ardigò