giovedì 14 novembre 2024

Narrazioni per adulti

 

Narrazioni per adulti


 Le cose “per adulti” di solito hanno a che fare con il sesso, che anche negli spettacoli del genere horror è in qualche modo implicato. Questo dimostra una certa sfiducia per la gente di quell’età. Invece si idealizza, credo a torto, l’età della prima giovinezza nella quale il sesso è, per ragioni naturali, tra i primi interessi della vita. Il sesso dei più giovani è però l’incubo dei genitori e dei formatori, ed anche di quelli ecclesiastici. Alla fine, ci si può convincere che tutto ruota intorno a quello, e penso che, sempre per ragioni biologiche, sia proprio così, almeno nella vita personale. In genere le strategie contenitive valgono a poco, perché la biologia ci domina, in quanto siamo organismi e siamo diventati quello che siamo attraverso una accidentata storia evolutiva e riprogrammarci risulta, in fondo, impossibile.

  Ma qui di narrazioni per adulti  scrivo in un senso diverso.

  Sto leggendo un interessante libro divulgativo su come si pensa funzioni la nostra mente, di Daniel Clement Dennet, Consciousness Explained [La coscienza spiegata **/ˈkɑn.ʃəs.nəs ɪkˈspleɪnd/** - *Consciousness*: /ˈkɑn.ʃəs.nəs/ – con accento sulla prima sillaba - - *Explained*: /ɪkˈspleɪnd/ – con accento sulla seconda sillaba – da ChatGPT], del 1991, pubblicato lo scorso anno dall’editore Raffaelo Cortina con il titolo Coscienza – Che cos’è, anche in formato E-book. Alla nota 1 trovate una breve biografia dell’autore. Si tratta di un testo datato, tenendo conto della velocità con cui si sono sviluppate le neuroscienza contemporanee, anche sullo stimolo dei risultati tecnologici in materia di intelligenza artificiale, ma viene considerato ancora interessante dagli specialisti.

  Dennet sottolinea l’importanza delle narrazioni nella costruzione dell’immagine psichica della realtà che ci circonda, elaborata dal nostro sistema nervoso. Ho trovato la medesima considerazione in un altro testo divulgativo di un importante specialista nella psicologia Daniel Kahneman [nota biografica alla nota 2]. Di Kahneman ho letto con molto interesse Pensieri lenti e veloci, del 2011, edito nel 2020 da Mondadori, anche in E-book.

 Ci figuriamo  la realtà, e noi stessi in essa, per come ci viene narrata da persone nelle quali emotivamente riponiamo fiducia. C’è un mondo oggettivo fuori di noi, ma ci appare  per come viene costruito nei nostri processi mentali, nei quali le narrazioni altrui sono essenziali. Naturalmente ogni persona acquisisce proprie narrazioni ed esse sono importanti per le altre persone intorno con le quali riesce ad avere relazioni forti. Così è stato scritto che la realtà è una costruzione sociale. Si può leggere in merito di Peter Ludwig Berger e Daniel Luckman La realtà come costruzione sociale, pubblicato in italiano dal Il Mulino nel 1997, purtroppo non disponibile in formato E-book ma ancora reperibile sul mercato.

  Questo può spiegare i problemi che i cristianesimi incontrano nel mantenere la loro affermazione sociale: le loro narrazioni in alcuni ambienti  sono diventate obsolete e non agganciano  più le persone. In particolare ciò accade nell’Europa occidentale per le dottrine delle Chiese storiche. Questo non significa che i cristianesimi siano fenomeni recessivi  a livello mondiale, tutt’altro. Ne ha scritto Peter Ludwig Berger, del quale consiglio la lettura di I molti altari della modernità,  pubblicato nel 2023 da Emi, anche in E-book.

  Questa insufficienza delle narrazioni religiose mi è molto evidente per la mia classe d’età, degli anziani giovani, ma la situazione non mi pare diversa per gli altri adulti ultratrentenni. Per i più giovani mi pare che la mentalità sia invece più simile a quella dell’adolescenza, disposta a lasciarsi sorprendere in un contesto in cui si è immersi in ambienti dei quali si inizia a fare esperienza personale.

  In genere, anche per le persone adulte, e addirittura per gli anziani, si inizia dalle narrazioni della mitologia religiosa, più che altro finalizzate a correzioni etiche. Ci si aiuta con il sacro, diciamo con effetti speciali. Ma si tratta di una via poco produttiva se si vuole lasciare una traccia profonda. Al più serve a riportare la gente a messa per un po’ e a ottenere la ripresa di pratiche devozionali.

  Così poi si hanno persone adulte, genitori e nonni, poco efficaci nella tradizione della fede. E’ a loro che le persone più giovani si rivolgono per acquisire narrazioni significative, ma ne trovano solo di artefatte, superficialmente assimilate, e soprattutto poco integrate, e integrabili, con la vita reale. La religione così viene considerata un po’, come è stato efficacemente osservato, solo come la ciliegina sulla torta, che se c’è è decorativa ma non è indispensabile.

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NOTE:

[da ricerche mediante ChatGPT di OpenAI del 14-11-24]

1. Daniel Clement Dennett (nato nel 1942) è un filosofo statunitense, noto per il suo lavoro interdisciplinare che intreccia filosofia della mente, scienze cognitive e biologia evoluzionistica. Professore presso la Tufts University, Dennett è una figura di spicco nello studio della coscienza e dell'intelligenza. Il suo approccio naturalistico e scientifico alla filosofia ha influenzato profondamente il modo in cui si indaga la mente e la coscienza.

 Tra le sue opere principali vi è *"Consciousness Explained"* (1991), un'opera fondamentale in cui Dennett propone la teoria della coscienza come "illusione di un teatro cartesiano". Egli sostiene che la coscienza non sia un’entità separata o un nucleo centrale, ma piuttosto un insieme di processi cognitivi che lavorano in parallelo e producono l’esperienza unitaria della coscienza. Secondo Dennett, la coscienza è un'illusione creata dall’interazione di vari processi mentali che competono e collaborano, formando una narrativa coerente. Questa visione, detta del "modello dell'ordine multiplo", nega la presenza di un io centrale, sostenendo invece che la coscienza emerga come un insieme di interpretazioni cognitive che ci danno l'impressione di un’esperienza unitaria.

 Altre opere rilevanti includono *"Darwin’s Dangerous Idea" [La pericolosa idea di Darwin* (1995), dove esplora le implicazioni della teoria dell’evoluzione di Darwin, sostenendo che essa sia un’idea capace di spiegare fenomeni complessi come la mente e la cultura umana. In *"Freedom Evolves"*[La libertà evolve] (2003), Dennett argomenta che il libero arbitrio è compatibile con il determinismo, se inteso come una capacità evolutiva degli esseri umani di prendere decisioni in modo razionale.

  Nel suo libro *"Breaking the Spell"* [Spezzare l’incantesimo] (2006), Dennett applica la stessa logica evoluzionistica per indagare l'origine e la funzione delle credenze religiose, sollevando discussioni accese nel dibattito tra scienza e religione.

2.  Daniel Kahneman, nato nel 1934 a Tel Aviv, è uno psicologo israeliano-americano noto per i suoi studi sulla psicologia del giudizio e delle decisioni e per aver contribuito significativamente alla teoria economica comportamentale. Kahneman ha trascorso l'infanzia in Francia durante l'occupazione nazista e si è trasferito in Palestina nel 1948. Ha conseguito la laurea in Psicologia presso l'Università Ebraica di Gerusalemme e il dottorato presso l'Università della California, Berkeley. Nel corso della sua carriera, ha insegnato in università prestigiose, tra cui Princeton.

  Kahneman è famoso per la sua collaborazione con Amos Tversky, con cui ha sviluppato la **Teoria del Prospetto** (Prospect Theory). Pubblicata nel 1979, questa teoria descrive come le persone prendano decisioni in condizioni di rischio, mostrando che tendono a evitare le perdite piuttosto che cercare guadagni equivalenti, un comportamento contrario ai modelli economici tradizionali di razionalità. La Teoria del Prospetto ha rivoluzionato l'economia comportamentale e ha portato a una nuova comprensione delle decisioni umane. Grazie a questo lavoro, Kahneman ha ricevuto nel 2002 il Premio Nobel per l'Economia (postumo per Tversky, scomparso nel 1996).

  L'opera principale di Kahneman è *"Thinking, Fast and Slow"* (2011), in cui espone il concetto dei due sistemi di pensiero: il **Sistema 1** (rapido, intuitivo e automatico) e il **Sistema 2** (lento, riflessivo e logico). Il Sistema 1 è dominante nelle decisioni quotidiane e soggetto a errori e bias, mentre il Sistema 2 entra in gioco per compiti più complessi, richiedendo sforzo e attenzione. Kahneman esplora vari bias [distorsione /ˈbaɪ.əs/] cognitivi [legati a come funziona la nostra mente], come l'ancoraggio e la sovrastima, mostrando come influenzino le nostre scelte.

Il lavoro di Kahneman ha profondamente influenzato campi come l'economia, la psicologia, la medicina e il diritto. Il suo approccio ha portato a una comprensione più realistica e complessa della razionalità umana, trasformando il modo in cui pensiamo alle decisioni e al comportamento umano.

3. Peter Ludwig Berger (1929-2017) è stato un sociologo e teologo statunitense di origine austriaca, famoso per i suoi studi sulla sociologia della conoscenza e della religione. Nato a Vienna, emigrò negli Stati Uniti nel 1946 e si laureò al Wagner College di New York, conseguendo poi il dottorato alla New School for Social Research. Durante la sua carriera ha insegnato in prestigiose università, tra cui Boston University, dove ha diretto l'Institute on Culture, Religion, and World Affairs.

 Le opere principali di Berger includono *"The Social Construction of Reality"* (1966), scritto con Thomas Luckmann, un testo fondamentale che introduce la teoria della costruzione sociale della realtà. Secondo Berger e Luckmann, la realtà sociale non è oggettiva e data, ma viene continuamente costruita dagli individui attraverso le loro interazioni. Questo approccio, che si ricollega alla fenomenologia di Alfred Schütz, ha avuto un enorme impatto sulla sociologia contemporanea.

 Un'altra opera importante è *"The Sacred Canopy: Elements of a Sociological Theory of Religion"* (1967), dove Berger esplora il ruolo della religione nella costruzione della realtà. La religione, secondo Berger, fornisce una "copertura sacra" o un "canopy" per gli esseri umani, offrendo ordine e significato all'esistenza attraverso narrazioni condivise. Egli sostiene che la religione legittimi l'ordine sociale, fungendo da supporto per le istituzioni e i valori collettivi.

 In materia di religione, Berger ha sviluppato il concetto di "nomos" – l'insieme di norme e significati che stabiliscono un ordine nell'esperienza umana. Secondo lui, la religione crea e preserva il nomos, permettendo alle persone di affrontare l'incertezza e l'anomia. Negli anni '70, Berger teorizzò la secolarizzazione come un processo inevitabile delle società moderne. Tuttavia, negli anni '90, osservando il persistere della religione in molti contesti, revisionò la sua posizione, affermando che la modernizzazione porta sì alla pluralizzazione delle credenze, ma non necessariamente alla loro scomparsa.

 La sua opera *"A Far Glory: The Quest for Faith in an Age of Credulity"* (1992) riflette questo cambiamento, approfondendo il ruolo della fede in una società pluralistica. Berger ha anche scritto *"The Heretical Imperative"* (1979), esplorando come la modernità spinga gli individui a scegliere attivamente le proprie credenze, piuttosto che accettarle passivamente come facevano in passato.

 Il pensiero di Berger sulla religione è innovativo perché analizza la fede non solo come sistema di credenze, ma come fenomeno sociale che modella e organizza la realtà. I suoi studi sul pluralismo religioso mostrano come la modernità non elimini la religione, ma la renda una scelta personale, aprendo la strada alla "competizione" tra credenze in una società globalizzata. Berger ha così contribuito in modo significativo a una comprensione sociologica della religione, influenzando il modo in cui vediamo la fede e la spiritualità nel mondo moderno.

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Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa  - Roma, Monte Sacro, Valli