Tempo di Pasqua
Fino a Pentecoste, che quest’anno di celebrerà il 19 maggio,
si sarà nel Tempo liturgico di Pasqua. Nella liturgie delle messe domenicali si
medita sull’organizzazione comunitaria dopo l’evento della Resurrezione. La
Prima lettura è sempre tratta dagli Atti degli apostoli, libro del Nuovo
Testamento il cui testo si pensa risalga agli anni ’70 od ’80 del Primo secolo.
La liturgia ci parla del trascorrere di un
certo tempo prima che i seguaci del Maestro ucciso sulla croce si
organizzassero e andassero per il mondo a predicare e fondare comunità. Fu
necessaria un’azione potente dello Spirito, manifestatosi come vento e lingue di fuoco nel “luogo” dove tutti si erano radunati, per dare il via alla cosa.
E’ ciò di cui si fa memoria a Pentecoste, cinquanta giorni dopo la Pasqua. La
festa prende il nome da una festa dell’antico giudaismo, transitata nell’ebraismo
contemporaneo, nella quale si ricorda il dono della Legge sul monte Sinai. Derivò
storicamente da una festa del raccolto.
Il Vangelo fino ad allora non aveva avuto una
valenza politica, quindi non era servito per costruire e governare comunità, e
non l’ebbe per vari decenni. La conversione a cui esortava era più che altro un
cambiamento di mentalità. Occorse tempo, si dovette arrivare all’epoca a cui
risale il testo degli Atti degli apostoli, perché la situazione
iniziasse a cambiare. Si dovette divenire stanziali da peregrinanti che si era.
Emerse l’autorità dei vescovi e poi, verso la fine del Primo secolo, del vescovo monocratico, come fattore di unità. Nel
movimento sinodale, del quale abbiamo tracce affidabili dal Terzo secolo, si
costruì una grande federazione religiosa multicentrica, che impressionò le
stesse autorità imperiali romane. Antiochia in Siria, Alessandria in
Egitto, Cartagine nella provincia romana d’Africa e Roma in Italia ne appaiono
i primi importanti centri culturali. Di solito si ricorda anche Gerusalemme, la
quale però, tra il 70 e il 135 fu in realtà annientata dai romani e
venne ricostruita con il nome di Aelia capitolina (si legge èlia
capitolina). Ho letto che fino al 7° secolo fu vietata agli ebrei
(tutti i primi cristiani furono giudei, anche se progressivamente si aggiunsero
anche non giudei, come risulta anche negli Atti degli apostoli). Nel 5°
secolo vi fu costituito un patriarcato.
In un processo
storico e sociale che è ancora piuttosto misterioso, sul cristianesimo
consolidatosi nel Terzo secolo venne costruita nel secolo seguente una nuova
ideologia politica dell’impero romano, il cui centro propulsore nel
Quarto secolo fu trasferito nella nuova città di Costantinopoli, la nuova
Roma, in Tracia, che prese il nome dall’imperatore romano Costantino 1°.
Di solito ci si pensa in continuità con i
primi seguaci del Maestro, quelli che furono in vita quando egli fu ucciso, e
senz’altro dal punto di vista ideale è così. Ma dal punto di vista sociologico
e storico, la nostra Chiesa è stata costruita nel Secondo millennio ed è
diventata come la vediamo oggi da poco meno di due secoli. E, comunque, teniamo
conto che, sotto quei profili, i cristianesimi sono stati costruiti dai
cristiani e quindi ve ne sono stati molti prima. Sotto tutti i punti di
vista, in Europa occidentale si è oggi in una fase di passaggio, un po’ come
accadde dopo la morte del Maestro.
Mario
Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli