lunedì 25 settembre 2023

Libertà

                                                                Libertà

   Nel luglio e agosto scorsi il MEIC Movimento ecclesiale di impegno culturale - Lazio ha continuato  i suoi incontri settimanali in videoconferenza Zoom sui temi del cammino sinodale che, nell'apparente inconsapevolezza dei più e nel disinteresse di molti "addetti ai lavori", sta proseguendo nelle Chiese in Italia. 
  La scorsa settimana abbiamo discusso sul tema della libertà di coscienza.
  Si sono richiamate le acquisizioni in merito della teologia morale. La libertà è un dono e comporta una responsabilità personale per come la si esercita. Arriva fin a poter respingere la fede cristiana e la sua etica. Ai tempi nostri si ritiene che non si possa costringere le persone alla fede (ma non è sempre stato così). La libertà di coscienza, in particolare, consiste proprio in questo: nell'opporsi a costrizioni in materia di fede, ma più in generale sui temi etici nelle questioni fondamentali.
  Scriveva il filosofo Aldo Capitini che se una persona è rispettosa delle normative sociali che una collettività politica si è data con le debite procedure, che prevedano una qualche partecipazione allargata dei consociati, come accade in ambienti democratici, vale a dire che non è una persona disordinata ed egoista in linea di principio, può ben rivendicare una sua obiezione, in coscienza, In alcune materie molto importanti per il senso dell'esistenza, portando il suo dissenso fino al rifiuto di cooperare con ciò che individua coma male. È il caso, ad esempio, dell'obiezione di coscienza al servizio militare armato. Ai tempi nostri la possibilità di questa forma accentuata di dissenso è anche consentita dalle leggi, nell'Occidenfe democratico avanzato, in diverse materie. Ancora ai tempi di Lorenzo Milani, negli scorsi anni Sessanta, era invece criminalizzata.
   Un'obiezione di coscienza è possibile anche verso i decreti dell'autorità ecclesiastica, anche se nell'ordinamento  della nostra Chiesa non è ancora giuridicamente prevista: è tuttavia largamente praticata dalla gente, in particolare nell'etica dell'amore e della riproduzione, Per questo motivo in genere preti e religiosi non sanno parlare di libertà e obiezione di coscienza, salvo che esse siano conformi agli orientamenti politici della gerarchia. È stafo detto ironicamente che la Chiesa presenta le medesime questioni come libertà quando è in minoranza  e come verità quando è egemone, anche appoggiandosi ai poteri civili.
  In teologia morale il problema della libertà è in genere discusso come quello del "libero arbitrio" e allora l'essere umano, anzi "l'uomo", è presentato come avulso dalla società in cui è immerso e come se si dovesse proporre una scelta razionale su dei problemi logici, degli enigmi etici, dove il ragionare è inquadrato in certi assiomi, che si danno per conosciuti e accettati,e che, in quanto assiomi, non possono essere,messi in discussione.
 Tuttavia l'antropologia e, da ultimo, le neuroscienze ci avvertono che noi non siamo realmente liberi in quel senso, anzi in nessun senso. Il libero arbitrio è un assioma che ci serve a costruire la responsabilità personale e quindi poi l'etica religiosa e anche quella giuridica degli stafi. Siamo determinati dalla cultura in cui emergiamo come persone e, invincibilmente, anche dalla biologia del nostro encefalo, risalente a circa 200.000 anni fa e che ci espone a notevoli abbagli cognitivi. Probabilmente la gran parte delle nostre percezioni del soprannaturale dipende da essi.
   La libertà di coscienza prende realmente corpo sempre in situazioni contingenti e specifiche, in particolare nelle relazioni tra le persone e un certo potere sociale. Definisce il limite in cui quest'ultimo ammette che le persone prendano riferimento, nei loro orientamenti di vita, dalle consuetudini che si formano nei loro ambienti sociali di prossimità, quelli che vengono anche definiti mondi vitali perché è in essi che si apprende il senso della vita, anche se tali consuetudini non rientrano nelle prassi normative promulgate da quel potere o addirittura sono contrastanti con esse. Ma indica anche l'atteggiamento di chi non vuole ostinatamente piegarsi a quel potere sociale, in certe questioni fondamentali, diciamo quelle di mondo vitale, anche a costo di subirne le ritorsioni. 
Mario Ardigò - Azione Cartolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli