Tempo e forze
L’azione sociale è il sistema di relazioni con il quale si costruisce e si mantiene una società. Essa è incessante e ci si può limitare a prenderne atto o anche parteciparvi. Mediante il metodo sinodale si vorrebbe favorirne la più ampia collaborazione.
Purtroppo, in genere, mancano tempo e forze. Per questo l’attivismo sociale tende a divenire una professione, una questione per addetti ai lavori.
Che vantaggio se ne trarrebbe se vi partecipasse mostra altra gente?
Innanzi tutto ne guadagnerebbe in realismo, un requisito molto importante di ogni attivismo che voglia andare a segno. Si avrebbe una immagine più precisa di come vivono le persone, delle loro sofferenze e dei loro aneliti.
Purtroppo in religione spesso non si sa abbastanza. La formazione che si fa per i più è piuttosto povera. Per questo l’apprendere è al principio di ogni proposito di azione sociale.
Però da giovani manca il tempo, perché si è tutti presi nel guadagnarsi da vivere e nelle faccende della riproduzione e d anziani mancano le forze. Solo da molto giovani, nell’adolescenza, si hanno tempo e forze, ma allora mancano i maestri, e solo fino ad un certo punto si può essere autodidatti, e certamente non a quell’età. “Maestro” è qualcosa di più di “insegnante”: è chi trasmette insieme conoscenze e il significato dell’ apprendere. “Maestro” volle essere chiamato il Fondatore.
Qualche volta, specialmente da più anziano, cerchiamo nella religione una carezza dell’anima, ma se è solo questo che si ritiene che conti, allora non si è più partecipi dell’azione sociale. A volte è così che là si pensa anche in altre età della vita, ma a quel punto ci si dovrebbe chiedere se si può essere tranquilli in coscienza, se si è fatto tutto il necessario.
Clero e religiosi di solito si manifestano insoddisfatti di ciò che l’altra gente fa in religione e, per la verità, anche quell’altra gente si manifesta insoddisfatta di loro perché non sanno essere veramente dei maestri. Il clima generale mi sembra quindi essere l’insoddisfazione. È possibile uscirne. Penso di sì: occorre darsi da fare, giovani e anziani e qualsiasi funzione si abbia assegnata nella comunità ecclesiale. I processi sinodali voluto da papa Francesco possono essere l’occasione propizia per cominciare.
Come genitore osservo che proprio il ruolo di genitori è essenziale nella costruzione sociale delle nostre Chiese, anche se in genere mi pare poco apprezzata.
Mario Ardigó- Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli