martedì 6 giugno 2023

Rilevanza pubblica dei cristiani

                                              Rilevanza pubblica dei cristiani

  Nel MEIC Lazio stiamo programmando attività per riflettere sul tema della rilevanza pubblica dei cristiani. 
  La questione è diversa da quella della rilevanza pubblica della Chiesa, che è ancora molto sensibile in Italia.
  I cristiani hanno poco spazio nella nostra Chiesa, in particolare nel campo della loro rilevanza pubblica. La teologia cattolica presenta la Chiesa come una realtà fortemente mitizzata, costruita culturalmente negli ultimi quattro secoli circa per poter essere egemonizzata da una gerarchia espressa dal clero. Secondo la visione di laicità proposta da questa teologia una persona cristiana potrebbe affermare una propria rilevanza pubblica solo spogliandosi del suo essere cristiana o presentandosi come mandataria della gerarchia. Questo perché le persone laiche sono considerare ancora una versione umana indegna di manifestare il sacro. In questo contesto quello della laicità è una sorta di ghetto presidiato dal clero.
  L'essere cristiani può manifestarsi più liberamente nella vita privata, in particolare in famiglia, fino ad un certo punto però.
  La concezione democratica della laicità è che nessun tema possa essere sottratto al dibattito pubblico imponendo divieti sacrali. In questo senso laicità vale come desacralizzazione o secolarizzazione, che è lo stesso.
  Il tema della laicità si vuole, nella teologia di corte dominante, sottratto al libero dibattito: è pertanto fortemente sacralizzato.
  I cattolici, in definitiva, sono cristiani ai quali non è consentita la rilevanza pubblica perchè essa può essere espressa solo dalla Chiesa, nella quale  possono parlare solo i suoi gerarchi.
  Se una persona fa discendere certi orientamenti pubblici, ad esempio politici, dal proprio essere cristiana viene accusata di parlare arbitrariamente per la Chiesa, anche se non ha mai voluto farlo.
  La Chiesa cattolica per come è attualmente organizzata è incompatibile con i processi democratici e per questo non dovrebbe poter avere una rilevanza pubblica nella società civile, specialmente negli affari politici.  È diseducativa nella vita civile. I cristiani, tuttavia, si sono incaricati di temperare questa situazione, in particolare costruendo la nuova Repubblica democratica succeduta al regime fascista. Però la loro posizione è sempre precaria, non hanno un vero statuto di dignità all'interno della Chiesa e nei confronti della gerarchia. Un esempio dei disastri che ciò può produrre è la storia della vita in religione di Lorenzo Milani, un prete che dalle sue convinzioni religiose si lasciò orientare dello sperimentare un nuovo modello comunitario di elevazione dei ceti sfavoriti in società.
  Nell'attuale grave situazione politica, con un'incipiente "grande" guerra europea, la gerarchia non sa bene come muoversi. Il Papa viene da troppo lontano per capire veramente l'Europa di oggi. È profondamente diffidente verso la nuova democrazia europea e trasmette questo sentimento a tutto l'apparato ecclesiastico.
  Ha avviato processi sinodali sulla base dell'esperienza dell'America Latina, ma in Europa la situazione è profondamente diversa. In America Latina il problema fu quello di liberare la gerarchia locale dall'asservimento ad una classe politica di grandi proprietari terrieri a loro volta asserviti agli statunitensi. In Europa invece si tratta di liberare i cattolici dalle catene con cui la gerarchia li imprigiona, timorosa di venir relegata al solo ruolo religioso, da quello eminentemente politico esercitato fin dall'antichità. 
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro - Valli