lunedì 17 aprile 2023

Riflettere sulla religione interessa poco

     Riflettere sulla religione interessa poco

  Ho potuto constatare che riflettere sulla religione interessa poco e a pochi. La religione si pratica e allora sembra funzionare ancora.
  Interessa molto di più la politica e posso capire perché. La politica, quindi il governo delle società, è un'attività sociale in cui molte persone si sentono spaesate. In passato era lo stesso anche per la religione, ma ora prevalgono approcci intimistici, molto interiorizzati. Eppure le religioni hanno ancora un notevole impatto politico e lo possiamo constatare, ad esempio, nel conflitto che si combatte in Ucraina tra la NATO e la Russia. La prima è pesantemente egemonizzata dagli Stati Uniti d'America, in cui si dà molta importanza alle religioni cristiane come fattori di coesione sociale. Lo stesso può dirsi della Russia contemporanea. Il Presidente federale statunitense è esplicitamente cattolico, e il giorno del giuramento per quella carica sentì la necessità di partecipare prima a una messa, e quello federale russo è un devoto cristiano ortodosso sotto il patriarcato di Mosca. In qualche modo l'etica cristiana è stata tirata in ballo dalle due superpotenze, molto meno dagli stati alleati nella NATO, uno dei quali quasi totalmente islamizzato mentre la maggior parte degli altri sono ampiamente secolarizzati, e tra essi l'Italia,
  Di solito tra noi in religione il problema della pace è affrontato in fervorini rituali, poi si passa ad altro. È tuttavia è stato centrale nel pensiero sociale cattolico e nella stessa dottrina sociale, che del primo è espressione. Ma, appunto, in genere si ha poco interesse ad approfondire. 
  Nonostante l'efferata nostra storia religiosa si dà per scontato che una persona cristiana sia a favore della pace, ma anche che il realizzarla non rientri nelle nostre possibilità, e anche competenze, religiose per cui, al dunque, i conflitti dovrebbero essere lasciati al loro corso, cercando solo di mitigarne le conseguenze sulla gente con azioni caritative. Non si vede nulla di male nel fornire ingenti e costosi armamenti ad uno degli attori materiali della guerra perché si tratterebbe di aiutarlo a difendersi.
   Le idee sulle guerre giuste prescindono in gran parte, in religione, dal vangelo, semplicemente perché  il Maestro non sviluppò un insegnamento esplicito in merito. Certamente risulta che si sia rappresentato che nel futuro guerre ci sarebbero state, ma non ci disse come mettervi fine. Ci comandò però l'agàpe che è sicuramente l'opposto del conflitto sociale.
  Insomma abbiamo dovuto fare da noi. Alcune correnti religiose cristiane svilupparono un pacifismo molto intenso, ma in genere si è stati più realisti e, al massimo, si è cercato di limitare le atrocità, anche se poi a fini di polizia politica esse sono state ampiamente perpetrate dalle autorità ecclesiastiche, e non solo da quelle cattoliche.
  Lo sviluppo di un pacifismo cristiano realistico ma intenso ha caratterizzato la dottrina sociale a partire  dagli anni Sessanta. Va ricordato, ad esempio, il pensiero di Lorenzo Milani. Ci si distaccò progressivamente dal clericale-fascismo, che aveva coinvolto gran parte dei cattolici italiani dagli anni Trenta del Novecento. Ora sembra talvolta che ci si stia ritornando.
   Se a una persona interessa solo la propria interiorità, per raggiungere in qualche modo una sensazione di serenità, allora forse non si occuperà di queste coese, anche se potrebbe accadere che esse le si abbattano addosso e che, a quel punto, si senta senza parole. E d'altra parte è possibile che a chi la politica interessa ancora, e la pace è anche un problema politico, riesca fastidioso immischiarvi argomenti religiosi. 
  Ci lamentiamo che la religione conti sempre meno in società e, almeno in Europa occidentale, è effettivamente così. Ma il rimedio non sta nel moltiplicare i riti, le liturgie, ma riprendere a ragionare di religione e società, in modo da trovare un collegamento tra l'una e l'altra.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli