domenica 19 febbraio 2023

L’incontro brain-storming di AC San Clemente su “Realizzare la sinodalità in una realtà di base”

 

L’incontro brain-storming  di AC San Clemente su “Realizzare la sinodalità in una realtà di base”

 

   Ieri sera in Ac San Clemente abbiamo svolto un incontro brain-storming [scuotimento delle menti] su come realizzare la sinodalità in una realtà di base.

  Il metodo brain-storming consiste in interventi molto brevi e mirati di tutti i partecipanti sul tema in discussione, perché tirino fuori i titoli degli argomenti principali che vengono loro in mente, in modo da evidenziare dei temi sui quali approfondire la discussione per programmare delle attività collettive.

  Questo metodo richiede l’opera di un coordinatore che contenga la durata degli interventi e li mantenga in tema. Lo scopo è quello di consentire a tutti di esprimersi e, se è possibile, di fare un secondo o anche terzo giro di interventi.

   Infatti uno  dei principali problemi quando ci si incontra per dialogare è proprio il tempo. A meno di non voler prolungare molto la durata della riunione, per far parlare tutte le persone che partecipano è necessario contenere i tempi, e soprattutto evitare le divagazioni fuori tema. Poiché l’esperienza insegna che per chi parla è difficile regolarsi, ecco che è necessaria una persona che faccia il coordinamento e il cui ruolo sia accettato dai presenti.

  Hanno partecipato A1, A2, A3, A4, B., C., E., G1., G2, io, R., V.. Abbiamo chiuso il brain-storming dopo quarantacinque minuti: è seguita una fase conviviale con frappe e pizzette, per il sabato grasso.

  I temi proposti sono stati:

 A –       A1 - accoglienza: organizzare un’attività per accogliere meglio le persone che vengono in chiesa e anche per aiutare quelle più anziane e con problemi di deambulazione a raggiungerla;

             A2- aiuto sociale: organizzare un’attività di aiuto sociale per le persone in difficoltà;

C – calore:   sviluppare un’attività per rendere più calda la socialità della parrocchia;

D – dialogo: incontrarsi, per dialogare e così conoscersi, capire e  capirsi meglio, per poi decidere che fare;

R – rete, fare rete:     organizzare un’attività per coordinare su scala più ampia alcune attività svolte dalla parrocchia, come quella caritativa, per dividersi il lavoro, specializzandosi, in modo da concentrare le forze, per ogni attività, prendendo come organismi di riferimento le parrocchie che hanno avuto i migliori risultati in un certo campo o che hanno più forze in un certo settore;

S – statue           organizzare una commissione per decidere dove decidere sulla rotazione e collocazione delle statue dei santi nella chiesa parrocchiale;

T – territorio:  organizzare un’attività per individuare problemi e necessità del territorio della parrocchia e iniziare a collaborare con gli altri gruppi di volontariato della zona, come il gruppo  di volontariato ambientale Retake – Roma Monte Sacro o quello Amici di Conca d’oro, che si occupa del Parco delle Valli;

V – organizzare gruppi del Vangelo, come ci consigliò qualche anno fa il cardinal Vicario Vallini, quando venne a celebrare la messa in parrocchia.

  Ho esercitato il ruolo di coordinatore: è stato osservato che l’ho fatto in modo troppo autoritario.

  Al termine della riunione mi ha sorpreso una inaspettata manifestazione di sinodalità: A3, di sua iniziativa, si è alzata e ha diretto la preghiera finale. Abbiamo pregato, con il Padre nostro, in particolare per i terremotati di Turchia e Siria.

  Ora si tratterà di sviluppare il lavoro, strutturando più precisamente le proposte, anche tenendo presenti le forze disponibili in parrocchia, e scegliendo su quale concentrare la nostra proposta al parroco. Ogni attività, infatti, richiede un certo capitale di tempo personale: quindi persone e il loro tempo. L’equazione è TA (tempo totale da impiegare nell’attività programmata)= P (il numero delle persone che vi si impegnano X T (le ore che ciascuno vi si impegna ad impiegare)

TA=PxT

 Ieri sera, ad esempio, eravamo in 12 persone, quindi P=12.

 Attualmente impegniamo un’ora alla settimana nel gruppo di AC. Quindi il valore settimanale TA del nostro gruppo di ieri sera è P12XT1=TA 12, tutto occupato però dalle attività di AC. Per svolgere altre attività per sperimentare la sinodalizzazione nella nostra parrocchia occorre quindi ulteriore TA settimanale.

 Il fabbisogno di TA dipende dal tipo di attività che si vuole svolgere e dalle persone e dal tempo che essa richiede.

  Se, ad esempio, volessimo organizzare, la domenica, un’attività di accoglienza consistente in due persone che, ad ogni messa, si mettono, una ciascuna, davanti alle porte principali della chiesa parrocchiali per dire “Benvenut*!”  e fare un sorriso  a chi entra e, al termine della messa, augurare a chi esce “Arrivederci e buona domenica!”, fornendo anche informazioni a chi le chiede durante le messe, considerando che la domenica ci sono cinque messe, il fabbisogno settimanale di TA, che indichiamo come FTA è 2(P)x5(T)=10. L’attività non è realizzabile con meno di due persone impegnate. Possono bastare se coprono tutte le messe. Se ogni coppia copre una messa, occorreranno 10 persone impegnate, addirittura 20, se per ogni messa si impegnano due persone all’entrata e due all’uscita dei fedeli. Il gruppo impegnato dovrà comunque fornire un TA almeno di valore 10, per eguagliare il fabbisogno, in modo che TA=FTA.

 Calcolare i valori di FTA e di TA è fondamentale per la riuscita di un’attività programmata.

  Nei prossimi incontri potremmo dedicarci a provare a calcolare l’ FTA delle attività che abbiamo immaginato di sinodalizzare  e il TA disponibile, a partire dal nostro gruppo.

  Un modo di cercare di aumentare il TA è quello di realizzare degli incontri per spiegare il programma di sinodalizzazione, in modo da coinvolgervi altra gente. Quindi, ciò considerato, l’attività che sopra ho indicato con la lettera D è quella che può essere svolta più facilmente, sia perché corrisponde a ciò che siamo già abituati a fare (nell’incontro  di ieri sera, Adriano ha osservato che il nostro gruppo opera già  in modo sinodale), ma anche più utilmente, perché può aumentare il TA. Quella che ho indicato con la lettera S è quella che richiede un minor TA.

  Un’avvertenza importante: nei nostri progetti di sinodalizzazione non dobbiamo far conto del TA dei preti, che è totalmente impegnato nei vari servizi della parrocchia e, anzi, appare addirittura deficitario, e dunque qualcosa di meno necessario devono per forza tralasciarla, come, ad esempio, l’accoglienza del tipo di quella che sopra ho immaginato di sinodalizzare. Sinodalizzazione è anche le persone laiche che prendono l’iniziativa, come ha fatto ieri Antonietta, che ci ha detto di essersi appassionata ai temi della sinodalità da affezionata spettatrice dei programmi di TV 2000, che ne trattano ampiamente. Molto bene, dunque, TV 2000 e anche A3!

Mario Ardigò – Azione Cattolica, in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli