sabato 5 novembre 2022

Mitologia bellica

Mitologia bellica

 

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  Miti e religioni sono stati da sempre strumenti di governo delle società umane e non esiste società umana senza un governo. Miti e religioni sono gli elementi culturali che ci consentono di superare i nostri limiti cognitivi di specie, che ci confinerebbero in gruppi molto piccoli, di una trentina di persone circa, legate da vincoli tribali.

  La mitologia bellica è stata, tra gli altri miti, uno strumento di governo molto potente. Ne è infarcita anche quella parte della Bibbia che abbiamo ricevuto dagli antichi israeliti. Lo è stata, ad esempio, nell’Ottocento italiano, dando vita all’epica del Risorgimento, che è raccontata come un ciclo di guerre “di indipendenza” e, nel secolo successivo, riguardo alla nostra partecipazione alle guerre dette “mondiali”, in realtà guerre prettamente europee, anche se combattute in tutto il mondo per l’influenza che vi avevano gli europei.

  Ai tempi nostri viene utilizzato il concetto di “guerra d’aggressione” per interpretare il conflitto scoppiato in Ucraina e abbiamo costruito il mito dell’aggredita, l’Ucraina, e quello nostro come soccorritori dell’aggredita. Questo mito serve a rendere accettabile alla gente, in un contesto democratico in cui la gente conta e molto, la nostra partecipazione a quella guerra che il governo in carica e il precedente hanno deciso di combattere seguendo l’egemonia di Stati Uniti d’America e Gran Bretagna, che quella guerra avevano lungamente preparato. La ragione reale di quella guerra è un conflitto per l'egemonia combattuto dallo scorso decennio tra superpotenze e loro alleati. In quel teatro bellico è in questione il controllo del Mar Nero, dove la Federazione Russa ha ereditato dall'Unione Sovietica e mantiene, in Crimea, un importante complesso di basi navali, l'unico dello sconfinato territorio russo accessibile anche nei mesi freddi per le navi di superficie, mentre negli altri la navigazione è ostacolata dai ghiacci. 

 Secondo la mitologia dell’aggredito, che si vuole legittimato a una guerra che, in quel contesto ideologico sarebbe giusta, chi aggredisce è sempre nel torto e a ragione può essere contrastato con ogni mezzo, anche aggredendolo in guerra. Questa guerra sarebbe giusta in quanto di difesa.

  Bene, vorrei proporvi questa riflessione: tutte le guerre italiane di indipendenza nazionale come anche la nostra partecipazione alle due guerre mondiali furono aggressioni stragiste. Aggiungo che, dal punto di vista del diritto internazionale all’epoca vigente, la protesta del Papato per l’aggressione subita da parte del Regno d’Italia nel 1870, con la soppressione per invasione e conquista dello Stato Pontificio, era assolutamente fondata. Eppure in quei casi la nostra mitologia ci fa stare dalla parte degli aggressori e utilizziamo per questo argomenti analoghi a quelli spesi dal governo della Federazione russa per rendere accettabile alla sua popolazione la guerra ordinata in Ucraina, che sta provocando perdite umane immani per i russi, in morti e invalidi, e costi economici ingentissimi dipendenti anche dall’interruzione delle relazioni commerciali con gli Occidentali.

  Le guerre ordinate dai governi, tutte, nel mondo di oggi, in cui il benessere generale non dipende più dalle guerre di rapina ma dall’intensificarsi di relazioni pacifiche, vanno sempre contro gli interessi delle popolazioni. Però vengono considerate ancora indispensabili dai governi, che si illudono di beneficiare da politiche di potenza. E' per questo che i governi le preparano pervicacemente sviluppando armamenti sempre più potenti e letali.

  Ecco perché manifestazioni come quella indetta oggi da Europe for peace- l’Europa per la pace sono molto utili per riportare i governi sulla via dei veri interessi delle popolazioni.

Mario Ardigó – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli