martedì 4 ottobre 2022

POTERE E SINODALITA’

 

POTERE E SINODALITA’

 

  Si vorrebbe la sinodalità come un modo più partecipato, consapevole e responsabile di fare  Chiesa, ma ogni volta che se ne parla viene in questione l’esercizio del potere ecclesiastico, quindi la questione di chi comanda.

  Nonostante che in genere i teologi ritengano che il popolo abbia una sorta di intuito innato per proclamare la fede come è giusto farlo, in realtà loro e la gerarchia ne diffidano profondamente e temono che, senza un’autocrazia a dominarlo, si perda. L’esperienza storica conferma in parte questa paura.

  Popolo è un concetto politico, che fa già riferimento a un sistema di potere, in particolare a gente che accetta di essere dominata da un sistema di potere. Ogni vertice politico si sceglie il suo  popolo e discrimina il resto delle persone. La democrazia è il sistema politico che vorrebbe ridurre al minimo questo effetto, che comunque rimane.

  Se si considera popolo  solo quello che rimane obbediente al regime politico di riferimento, è chiaro che non è possibile che sbandi. Il problema nasce quando ci si riferisca, invece che al popolo, ad una popolazione, alla gente che convive in un certo contesto territoriale: questa è la realtà e, allora, si manifesta la pluralità di intenti, il pluralismo, e anche il dissenso e ciò che chi comanda considera devianza.

  In materia di religione, in particolare, la gente è affascinata dagli effetti speciali, dai prodigi, più di quanto la gerarchia ecclesiastica è disposta a tollerare, e tende a fare da sé. Il miracoloso è sempre stato uno strumento di potere della gerarchia, che ne è molto gelosa. Ma il dissenso può manifestarsi anche in altri campi, dove, ad esempio, la gerarchia propone un codice etico divenuto insostenibile per la maggior parte delle persone.

 Dalle paure della gerarchia nasce la ritrosia a praticare la sinodalità e anche solo a consentire che se ne parli tra quello che essa considera il suo  popolo. Per questo i processi sinodali avviati l’anno scorso dal Papa stanno miseramente fallendo, ridotti a nulla dalle ingerenze dell’episcopato. Ci è stata negata la libertà di parola, figuriamoci quella di praticare.

  Ebbene, sta a noi dimostrare nella pratica  che i timori della gerarchia sono infondati e che facendo  Chiesa sinodale non si va in rovina, ma, anzi, si salva fede ed ecclesialità, altrimenti destinate a svanire in Europa, come sta accadendo in Francia e in Gran Bretagna.

  Inutile, lo ripeto  sempre, cercare di farlo dall’alto, meglio cominciare nelle realtà di base, applicandosi alle piccole cose e procedendo di grado in grado, man mano che si vede che la sinodalità funziona e che se ne acquisisce pratica, capendo come fare ed evitando ciò che è dannoso.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli