lunedì 19 settembre 2022

ELEZIONI POLITICHE 2022 -19- APPUNTI PER UNA SCELTA CONSAPEVOLE

             ELEZIONI POLITICHE 2022
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  Appunti per una scelta consapevole
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    Alcuni giorni fa, un'importante personalità del mondo cattolico ha detto che "l'Europa" è diventata irrilevante e che deve cambiare, anche per non diventare "antipatica".
   Parlare di "Europa" intendendo l'Unione Europea è consuetudine dei neo-nazionalisti europei. Fa sembrare l'Unione Europea come un super-stato che arbitrariamente prende decisioni a cui noi italiani ci dobbiamo solo assoggettare, e non è così. L'Unione è una costruzione politica a cui partecipa da protagonista l'Italia e quindi è come anche l'Italia l'ha fatta. Oltre che cittadini italiani siamo anche, dal 2009, cittadini europei. Eleggiamo il Parlamento europeo e, dunque, l'Unione europea è anche come noi cittadini l'abbiamo voluta. 
  Che l'Unione Europea sia irrilevante è una sciocchezza.  La pace continentale durata per oltre settant'anni è frutto del processo di unificazione e collaborazione europea, così come il benessere diffuso esteso progressivamente alle zone  e agli stati  meno sviluppati, in particolare con programmi di finanziamento dei quali anche l'Italia ha beneficiato molto e con i vantaggi derivanti dall'istituzione di un mercato unico e dalla  libertà dei cittadini europei di cercare lavoro dovunque nell'Unione senza essere considerati stranieri. Quanto alla crisi causata dalla guerra in Ucraina, va osservato che le due guerre mondiali del Novecento iniziarono per problemi analoghi e che, invece,ora, sta andando diversamente e l'estensione del conflitto è stata evitata, nonostante l'aggressività crescente di Federazione Russa, Stati Uniti d'America e Gran Bretagna. La differenza l'ha fatta l'Unione Europea.
  I nostri gerarchi ecclesiastici diffidano dell'Unione Europea perchè la vedono principalmente come fautrice di diritti di libertà che essi vorrebbero conculcati e se ne sentono surclassati nel magistero morale, dovendo essi andare sempre a rimorchio. Indubbiamente ciò è vero, ma il problema non è dell'Unione Europea quanto della gerarchia ecclesiastica, arretrata, passatista, pervicacemente antidemocratica, pronta ad assoggettarsi a chi fa la voce grossa, come accadde con il Mussolini, e spietata con le persone deboli. È un vero miracolo che la fede sia stata tramandata più o meno integra nonostante questi incorreggibili capi. Purtroppo, come sostenne Lorenza Milani, anche noi dobbiamo pentirci di qualcosa: se ci sono venuti su così è perché non è né siamo occupati abbastanza, per quieto vivere abbiamo lasciato correre senza esercitare la cosiddetta correzione fraterna e così si sono abituati male, viziati per così dire.
  Le questioni europee sono argomento della campagna elettorale in corso, anche per la questione della guerra e della conseguente incipiente recessione. Di solito si promette di ottenere più soldi per l'Italia, ma non è un modo giusto di affrontare la questione. Nelle questioni che riguardano la nostra partecipazione all'Unione Europea bisogna innanzi tutto occuparsi del bene comune, vale a dire di ciò che è bene per tutti i popoli dell'Unione, perchè la pace e il benessere di tutti è condizione anche del nostro. Non ci sono estranei i problemi della Germania, della Grecia, di Cipro o di Malta, cosi come abbiamo compreso che non lo sono quelli dell'Ucraina, che non fa parte ancora dell'Unione ma vorrebbe esserlo. Anzi, a proposito di irrilevanza dell'Unione, il contrasto tra Ucraina e Federazione Russa originò, a metà dello scorso decennio, proprio dalla volontà di molti ucraini di proseguire la procedura di adesione all'Unione, che invece il governo dell'epoca aveva interrotto.
  La nostra felicità è legata a quella di chi ci sta intorno e questo tanto più in un continente come quello europeo dove, nonostante la grande diversità di culture, per cui un'ora di aereo ti porta dove si parla un'altra lingua, ci sono legami profondi di ogni tipo, a partire da quelli espressi dalla storia religiosa.
  Fare tutto da sé, nel piccolo e nel grande, è impossibile nel mondo di oggi, dove ad esempio la gran parte delle cose di uso comune ci arrivano dall'altra parte del mondo e, dunque, una guerra laggiù ci cambierebbe subito la vita. E non è possibile collaborare se, come avviene nelle riunioni di condominio, ognuno pensa solo al proprio interesse, cercando di avere il più possibile anche a scapito degli altri. L'egoismo nazionalistico è considerato dalla dottrina sociale un peccato sociale grave e vorrebbe che lo si superasse nel quadro di istituzioni sovranazionali. Che, però, però, se veicolano democrazia e diritti di libertà, sono invise ai nostri gerarchi.
Mario Ardigò - Azione cattolica in San Clemente papa- Roma, Monte Sacro, Valli