sabato 30 ottobre 2021

Fare sinodo - oggi, ore 17, in sala rossa della parrocchia, riunione di AC San Clemente su Sinodo e Sinodalità

 

 


Il logo del Sinodo


 Oggi, alle 17, nella sala rossa della parrocchia, riunione di AC San Clemente su Sinodo e sinodalità. Si potrà partecipare anche in videoconferenza Meet. Link e codice della riunione sono già stati inviati ai soci. Oggi operiamo, in fondo, come gruppo sinodale. Chi vuole può partecipare anche se non iscritto all'AC. Chi volesse partecipare in Meet può richiedere link e codice a mario.ardigo@sanclemente.net. 

Fare sinodo

 

[dal Vademecum  per il Sinodo – settembre 2021]

 

  Per sensibilizzare e incoraggiare la partecipazione, si può mettere in atto un'ampia pubblicità del Sinodo per comunicarne il significato e gli obiettivi e il modo in cui le persone possono partecipare. Alcuni esempi di materiale pubblicitario sono forniti sul sito web.

  All'interno di ogni Chiesa locale, gli incontri dovrebbero essere organizzati in modo da promuovere un'esperienza sinodale più fruttuosa nel contesto locale. Idealmente, più "incontri di consultazione sinodale" potrebbero essere organizzati per lo stesso gruppo di partecipanti, in modo che possano approfondire e dialogare meglio. In alternativa, si possono organizzare nuovi raggruppamenti in modo che un maggior numero di persone possano ascoltare e impegnarsi, con una più ampia diversità di opinioni ed esperienze.

  Vi incoraggiamo anche a integrare il tema della sinodalità e di questo processo sinodale di consultazione negli incontri e nelle riunioni locali o diocesane già programmate, laddove possibile. In questo senso, la fase diocesana del processo sinodale può arricchire l'agenda pastorale esistente per l'anno 2021-2022, ispirando anche alcuni elementi nuovi.

  L'ascolto reciproco si arricchisce conoscendosi e condividendo la vita insieme. Può essere molto utile condividere un'attività comune prima di iniziare gli incontri e dialogare fra di voi.

  Alcuni esempi di attività che possono essere svolte insieme includono un pellegrinaggio, un'azione sociale o caritatevole, o semplicemente un pranzo o una cena insieme. Oltre a sviluppare la fiducia reciproca tra i partecipanti, questo potrebbe anche aiutare a promuovere la partecipazione di persone che sono più attratte dall'azione pratica piuttosto che dalla discussione intellettuale.

  Questo approccio segue l'esempio di Gesù che riuniva i suoi discepoli per condividere un pasto, camminare insieme o semplicemente passare del tempo insieme. Può essere importante concedere tempo sufficiente e spazio adeguato ai partecipanti per condividere cibo e bevande, prolungando l'esperienza dell'ascolto reciproco in uno scambio meno formale e più spontaneo durante le pause. Questo può aprire ad una partecipazione più fruttuosa delle persone che si sentono meno a loro agio nelle riunioni formali, oltre a offrire l’opportunità per chiarire più liberamente alcuni punti.

 Prendere parte ad attività fisiche, culturali, sociali e caritative può contribuire a costruire la comunione tra i partecipanti, rinnovando la Chiesa attraverso nuove esperienze di fraternità.

 

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1.  La proposta di vivere la fede come Chiesa in modo sinodale  è nuova tra i cattolici.  E’ vero: il sinodo è una prassi e un’istituzione molto antica, ma come metodo di governo ecclesiale. Progressivamente la funzione di direzione ecclesiale fu accentrata negli episcopati e nei sovrani delle dinastie cristianizzate – ne vediamo ancora oggi un esempio nel titolo di governatrice suprema della Chiesa anglicana che ha la regina britannica – e, nella Chiesa cattolica, nel Papato. Tra i cattolici questo accentramento divenne più forte da quando, dal Seicento circa, la loro Chiesa iniziò ad essere governato come un vero e proprio stato monarchico, come ancora buona parte si fa. Per cui, ad esempio, vennero emanati codici  di diritto e il Papa invia e riceve ambasciatori nelle relazioni internazionali.

  Storicamente aggregazioni di fedeli con spirito che ora diremmo sinodale, appunto per vivere la fede in maniera comunitaria e partecipata, furono viste in genere con sospetto e diffidenza, e non di rado apertamente e duramente contrastate. Che cosa è cambiato oggi? E’ stata la pratica, prima che la teoria, della democrazia, che, ai tempi nostri, è vista come molto partecipata, non concentrata sull’aspetto del potere sociale  ma molto sulle vie di convivenza solidale e benevola, e questo, anche se in genere non se ne ha consapevolezza, è dipeso dall’influsso dei cristianesimi. Al centro di questa esperienza, che è umana prima che politica, perché come ho scritto riguarda prima la convivenza del problema di chi e come comanda nella società, vi è l’idea di dignità   inviolabile  della persona umana, non solo come singola, ma anche nelle formazioni sociali  che le persone costruiscono e nelle quali  e delle quali vivono, in esse comprese naturalmente le chiese cristiane. In religione siamo convinti che le persone umane siano create  così e che quindi la loro dignità non sia nelle mani di chi comanda in società, fossero anche le masse e larghe maggioranze. Riteniamo che il fondamento teologico di questa condizione sia il battesimo, quindi nella relazione con il Cristo che ci apre al fondamento divino di tutto. Questo fu molto chiaro ai rivoluzionari nordamericani che istituirono la prima democrazia dell’era moderna, quella statunitense:

 

Consideriamo verità evidenti per sé stesse che tutti gli uomini sono creati uguali; che sono stati dotati dal loro Creatore di taluni diritti inalienabili; che, fra questi diritti, vi sono la vita, la libertà e il perseguimento del benessere […]

[dalla Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America, del 1776]

 

 Se si prescinde da questa teologia, mancano le parole per spiegare perché si sia tutti uguali in dignità,  senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, come è scritto nell’art.2 della nostra Costituzione. Chi però afferma quella dignità, con quell’estensione che ritiene inviolabile, implicitamente fa una dichiarazione di valore  teologico, anche se non parla di Dio, se ne dichiara indifferente o addirittura ne contrasta l’idea. Dunque nessuna meraviglia che, dato il suo fondamento teologico, l’idea di democrazia come oggi la intendiamo, così piena di valori e in particolare di valori solidali, sia ritornata  anche in religione influenzando la costruzione ecclesiale. Cosicché, attraverso la nostra preghiera quell’idea di dignità possa ritornare al suo Fondamento santo, come è scritto:

La pioggia e la neve

scendono dal cielo e non tornano indietro

senza avere irrigato la terra

e senza averla resa fertile;

fanno germogliare il grano,

procurano i semi e il cibo.

 Così è anche della parola

che esce dalla mia bocca:

non ritorna a me senza produrre effetto,

senza realizzare quel che voglio

e senza raggiungere lo scopo

per il quale l’ho mandata».

[dal libro del profeta Isaia, capitolo 55, versetti 11 e 12 – Is 55,11-12. Versione in italiano TILC Traduzione interconfessionale in lingua corrente]

 

2. Riunendoci come gruppo sinodale  possiamo dunque iniziare da questo: dal riconoscerci a vicenda pari dignità umana, rendendo lode nella preghiera per poterlo fare.

  Una realtà così grande e bella, eppure così poco praticata in società, nonostante che in democrazia sia diventato addirittura il presupposto della coesione sociale. In passato spesso ci si riuniva nel nome di un sovrano,  come suoi sudditi, in particolare nel costruire e governare società, ciò che definiamo politica. In democrazia abbiamo imparato a riunirci nel nome di quella comune dignità e, in fondo, parlando religiosamente, è come proclamare che solo nel Cielo sta la sovranità, colui che non ha nessun potere sopra di sé.

  L’Interrogativo fondamentale  e la prima delle Dieci domande che i vescovi ci hanno proposto per orientare la consultazione del Popolo di Dio che si è aperta lo scorso 9 ottobre, nel cammino sinodale  della Chiesa universale e di quelle italiane, fanno appunto riferimento a quello:

 

l’INTERROGATIVO FONDAMENTALE:

Una Chiesa sinodale, annunciando il Vangelo, “cammina insieme”: come questo “camminare insieme” si realizza oggi nella vostra Chiesa particolare? Quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere nel nostro “camminare insieme”?

I dieci nuclei tematici:

1° Domanda. I COMPAGNI DI VIAGGIO

Nella Chiesa e nella società siamo sulla stessa strada fianco a fianco. Nella vostra Chiesa locale, chi sono coloro che “camminano insieme”? Quando diciamo “la nostra Chiesa”, chi ne fa parte? Chi ci chiede di camminare insieme? Quali sono i compagni di viaggio, anche al di fuori del perimetro ecclesiale? Quali persone o gruppi sono lasciati ai margini, espressamente o di fatto?

 

 In effetti sinodo  significa riunirsi  e rimanere  insieme e poi lavorare insieme.

  Per radunarsi, e costituire la condizione preliminare e indispensabile per una vita di fede sinodale, occorre chiamare  e annunciare, come i banditori  che fino a qualche decennio fa giravano nei paesi per informare la gente di qualche decisione dell’autorità o di qualche evento importante per la comunità.

 E’ appunto quello che i nostri vescovi ci chiedono di fare, in quel Vademecum  per il cammino sinodale  che è stato diffuso  nello scorso settembre dalla Segreteria del Sinodo dei vescovi:

 

“mettere in atto un'ampia pubblicità del Sinodo per comunicarne il significato e gli obiettivi e il modo in cui le persone possono partecipare”

 

 La prima fonte informativa per il fedeli della parrocchia è la messa domenicale. Dunque potremmo proporre al Consiglio pastorale parrocchiale, che è l’organo partecipativo previsto dal diritto canonico per la parrocchia e di cui fa parte anche il parroco, di concordare con i preti della parrocchia un breve spazio informativo sul cammino sinodale  all’interno delle messe domenicali in cui si informi di ciò che si sta facendo, del perché lo si fa, del significato religioso di ciò che si fa e del programma delle attività.

  Ma anche noi potremmo fare la nostra parte, innanzi tutto parlando del cammino sinodale  in famiglia e nella nostra cerchia amicale. E’ possibile preparare e distribuire foglietti informativi. Il blog acromavalli.blogspot.com dall’agosto scorso è praticamente concentrato sulle informazioni sinodali.

  Inoltre potremmo costituirci come gruppo sinodale al servizio della parrocchia, aprendo gli incontri che faremo sul cammino sinodale  a tutti i parrocchiani, che potranno partecipare anche in videoconferenza Meet. E’ un'altra proposta che potremmo decidere di presentare al Consiglio pastorale parrocchiale. L’ho formulata per esteso e ve la allego in fondo.

  Dedicando una riunione al mese al lavoro come gruppo sinodale, nella fase di consultazione popolare che si concluderà nell’aprile 2022, potremmo lavorare sui temi sinodali in 6 incontri, e questo andrebbe incontro alle richieste dei nostri vescovi nel Vadecum:

 

gli incontri dovrebbero essere organizzati in modo da promuovere un'esperienza sinodale più fruttuosa nel contesto locale. Idealmente, più "incontri di consultazione sinodale" potrebbero essere organizzati per lo stesso gruppo di partecipanti, in modo che possano approfondire e dialogare meglio.

 

 Questi incontri  potrebbero essere affiancati da un lavoro insieme in qualche settore della parrocchia, secondo le indicazioni del Consiglio pastorale parrocchiale:

 

L'ascolto reciproco si arricchisce conoscendosi e condividendo la vita insieme. Può essere molto utile condividere un'attività comune prima di iniziare gli incontri e dialogare fra di voi.

  Alcuni esempi di attività che possono essere svolte insieme includono un pellegrinaggio, un'azione sociale o caritatevole, o semplicemente un pranzo o una cena insieme.

 

  Di solito ce ne stiamo confinati nei gruppi di appartenenza e ci ritroviamo come semplice platea nelle messe. Lavorare insieme, anche prima di parlare insieme, potrebbe consentire di conoscerci meglio e, così, di imparare ad avere fiducia gli uni negli altri. Per organizzare questa attività bisogna iniziare con incontrarsi e vedere ciò che ognuno può fare per gli altri e ciò che può fare in parrocchia, o a anche in altri ambienti, ma sempre collettivamente, insieme.

 

 Questo approccio segue l'esempio di Gesù che riuniva i suoi discepoli per condividere un pasto, camminare insieme o semplicemente passare del tempo insieme.

 

 scrivono i vescovi nel Vademecum. Potremmo, così, cominciare sfogliando i Vangeli alla ricerca dei brani in cui si narra di quando Gesù riuniva i suoi discepoli per condividere un pasto, camminare insieme o semplicemente passare del tempo insieme.

 Uno di quelli che mi è venuto in mente è questo:

 

 Mentre era in cammino con i suoi discepoli Gesù entrò in un villaggio e una donna che si chiamava Marta, lo ospitò in casa sua.

 Marta si mise subito a preparare per loro, ed era molto affaccendata. Sua sorella invece, che si chiamava Maria, si era seduta ai piedi del Signore e stava ad ascoltare quel che diceva.

 Allora Marta si fece avanti e disse:

— Signore, non vedi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille di aiutarmi!

 Ma il Signore le rispose:

— Marta, Marta, tu ti affanni e ti preoccupi di troppe cose! Una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore e nessuno gliela porterà via.

[dal Vangelo secondo Luca, capitolo 10, versetti da 38 a 42 – Lc 10, 38-42 – versione in italiano TILC Traduzione interconfessionale in lingua corrente].

 Lo stile sinodale  richiede di discutere e di decidere insieme che fare e che proporre, senza attendere che l’impulso ad agire ci venga da fuori e dall’alto, ma, comunque, sempre in accordo solidale  con le altre persone che sono impegnate nel medesimo lavoro e con i nostri pastori. La sinodalità  è benevola, inclusiva, partecipativa e diffusiva. Non fa sentire nessuna persona esclusa o respinta. Non ferisce, non calunnia, non insinua, fa tutto apertamente e francamente.

 Paolo di Tarso, evidentemente sulla base della sua intensa esperienza di pastore, ci ha dato una serie di principi che potremmo porre a base della nostra sinodalità (io lo ho trascritte in un mio personale vademecum  che porto sempre con me:

 

fuggi il male; segui con fermezza il bene; ama gli altri come fratelli; sii premuroso nello stimare gli altri; sii impegnato e non pigro; allegro nella speranza; paziente nelle tribolazioni; perseverante nella preghiera; sii pronto ad aiutare i tuoi fratelli quando hanno bisogno; fai di tutto per essere ospitale; chiedi a dio di benedire quelli che ti perseguitano; di perdonarli non di castigarli; sii felice con chi e’ nella gioia, piangi con chi piange; vai d’accordo con gli altri; evita le discussioni sulle parole e le chiacchiere inutili; non inseguire desideri di grandezza, volgiti piuttosto verso le cose umili; non ti stimare sapiente da te stesso; non rendere a nessuno male per male; preoccupati di fare il bene dinanzi a tutti se possibile, per quanto dipende da te, vivi in pace con tutti; non vendicarti; non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene; sii paziente e generoso; non essere invidioso; non vantarti; non gonfiarti di orgoglio; non cercare il tuo interesse; non cedere alla collera; dimentica i torti; non godere dell’ingiustizia; la verità sia la tua gioia; tutto scusa; di tutti abbi fiducia; tutto sopporta; non perdere mai la speranza.

 

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli

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Proposta di delibera all’assemblea degli associati del Gruppo parrocchiale di Azione Cattolica in San Clemente papa

 

  Propongo all’assemblea del nostro gruppo di Azione Cattolica l’approvazione della seguente delibera, con una richiesta al Consiglio pastorale parrocchiale  della nostra parrocchia:

 

 “La Chiesa è convocata in Sinodo per progettarsi come Chiesa sinodale. E’ stato aperto anche un processo sinodale specificatamente  della Chiesa italiana. I nostri vescovi ci esortano a partecipare attivamente, in particolare nelle fasi preparatorie diocesane, dedicate all’ascolto del Popolo di Dio,  costituendo gruppi sinodali. Ci sono state poste dieci domande, su altrettanti temi centrali dei processi sinodali iniziati il 9 ottobre 2021. E’ richiesta una risposta collettiva,  non individuale. Bisogna quindi discuterne e poi concordare che rispondere, e ciò varrà anche come assunzione di impegni. Ma per discutere occorre prima capire di che si tratta, aiutandoci gli uni gli altri in questo lavoro e, se possibile, valendoci anche di persone competenti.

  I Sinodi si presentano come fasi attuative dei principi stabiliti dal Concilio Vaticano 2°. Si tratta di uno dei principali campi di impegno dell’Azione Cattolica.

  Per contribuire al processo sinodale in corso, ci proponiamo come uno dei gruppi sinodali parrocchiali, impegnandoci a dedicare ai temi della Chiesa sinodale, e in particolare alle dieci domande  formulate per il processo sinodale diocesano, dal dicembre 2021 all’aprile 2022, quando si concluderà la fase diocesana per il Sinodo generale, due delle nostre riunioni mensili, aprendole alla partecipazione di tutti i parrocchiani. Ci impegniamo a non fare opera di proselitismo a favore dell’Azione Cattolica nel corso di quegli incontri. In quella sede saremo solo gruppo sinodale parrocchiale.

  Chiediamo al Consiglio pastorale parrocchiale  di approvare questo nostro programma di attività nel processo sinodale e di riconoscerci come  gruppo sinodale parrocchiale.

   Deleghiamo la Presidente del gruppo a presentare questa richiesta al Consiglio pastorale parrocchiale  e a  concordare i dettagli organizzativi dell’attività proposta.”