mercoledì 18 agosto 2021

Nella storia molte risposte

Nella storia molte risposte

 

[Da FILORAMO Giovanni, Storia della Chiesa – 1. L’età antica, EDB, 2019]

 

 (pag.100-101) Il sorgere, nel corso del 2º secolo, di un’apologetica cristiana come difesa puramente razionale, senza ricorrere ad argomenti scritturistici e dunque alla rivelazione, delle proprie dottrine e pratiche, costituisce un momento essenziale nel formarsi della “grande Chiesa” che, in questo modo, dimostra di sapersi confrontare su un piano di parità con la cultura ellenistico-romana. Questo confronto non va inteso a senso unico. Le posizioni degli apologeti del 2º secolo, a questo proposito, variano tra una più concordistica, tesa a dimostrare l’importanza e la convergenza tra il meglio della ricerca razionale e il contenuto della dogmatica cristiana,e un’altra, più conflittuale, tesa di contro a sottolineare  l’irriducibilità delle verità di fede e quelle raggiungibili dalla ragione.

[…] Questo contrasto è già presente in Paolo […] ritorna negli apologeti nelle sue diverse risposte di Giustino e Taziano […] il primo, con la sua teoria del lògos spermatikòs [le idee sul rettò comportamento e il divino già presenti trama le genti prima della rivelazione cristiana], getta le basi di una teologia naturale che, tra alti e bassi, arriva al Concilio Vaticano 2º.

[…]

(pag.99) Il tratto distintivo della più antica apologetica cristiana, intesa come presentazione, su di un piano di plausibilità razionale, dei contenuti della fede non soltanto come mezzo di difesa del cristianesimo, ma nel contempo, ai fini di propaganda e diffusione, consiste nello sforzo di accreditare il cristianesimo presso la classe politica e intellettuale pagana come il solo interlocutore valido sul piano della politica religiosa; e questo, sia nei confronti delle forme tradizionali di religiosità, sia nel confronto del proliferare dei nuovi culti. La cooperazione tra cristiani e sistemi di potere del mondo corrisponde alla volontà di Dio come mezzo per facilitare la salvezza degli uomini.

[…]

(pag.105) Nel corso del 3º secolo, nonostante la violenta persecuzione di cui fu vittima a metà secolo prima sotto Decio poi sotto Valeriano, la Chiesa conobbe un processo di ampliamento e consolidamento […] quel che pare più probabile è che all’inizio del 4º secolo, al momento dello scoppio della “grande persecuzione” dioclezianea, essi [i cristiani] costituissero quasi il 10% della popolazione dell’impero, stimata intorno ai 70 milioni: una minoranza, ma significativa. Un caso a parte è rappresentato da Roma, per la sua posizione eccezionale in quanto capitale dell’impero: a metà del 3º secolo i cristiani potevano essere circa 40.000, tra il 5 e il 10% della popolazione, stimata a circa 7000.000. Ciò potrebbe spiegare il detto attribuito da Cipriano a Decio: “preferirei sentire che un imperatore romano è insorto contro di me piuttosto che vi sia un altro vescovo a Roma”. (Lettere 59,9).

 

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   Nella formazione religiosa della gran parte delle persone, la storia non è presente e questo la rende povera. Inoltre va sprecato, dal punto di vista religioso, il prezioso patrimonio culturale che si acquisisce durante le scuole secondarie, che, invece, dovrebbe essere costantemente rinfrescato e arricchito nel corso della formazione religiosa. Quest’ultima, invece, per i più si indirizza presto verso una spiritualità di tipo miracolistico che riduce alla umiliante condizione di mero gregge nelle mani di un clero che, privo di un sufficiente apporto dei laici, appare incerto, insicuro, ondivago tra conservazione e atteggiamenti reazionari,  incapace di confrontarsi con la società intorno.

  Senza la capacità di mediazione culturale sviluppatasi nelle società dei cristiani tra il 2º e  il 3º secolo le chiese cristiane sarebbero state rapidamente riassorbite dalla società intorno, come accadde ad altri culti coevi. La mediazione per il potere politico influì poi potentemente, dal 4º secolo, sulle definizioni teologiche fondamentali, in particolare sulla cristologia e sul concetto di Regno, in un contesto culturale in cui gli imperatori cristianizzati iniziarono a rivendicare il ruolo di vescovi supremi e di vicari di Cristo.

Mario Ardigó  - Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli