lunedì 9 agosto 2021

La lezione della storia

La lezione della storia

 

  Quando, ormai più di vent’anni fa, san Karol Wojtyla, avvicinandosi gli eventi del Grande Giubileo dell’Anno 2000, volle guidarci, con la sua autorità di Papa, nel lavoro che chiamò purificazione della memoria, vale a dire nel far memoria veritiera del nostro passato ecclesiale per non ripeterne il male che aveva espresso, pose consapevolmente le basi per un inedito processo di riforma. Infatti, in genere, quella memoria era stata pesantemente alterata per ragioni di politica ecclesiastica e solo così facendo, ad esempio, si può favoleggiare di origini a cui si dovrebbe tornare perché realmente più virtuose a confronto con il nostro oggi. 

 Anche solo accostando ad un primo livello di comprensione la storia realistica  di quelle origini si capisce bene infatti, innanzi tutto, che esse furono fortemente pluralistiche, per cui non esprimono un solo modello sociale, poi che furono ben poco virtuose dal punto di vista della ricerca di una convivenza pacifica e solidale, il nostro attuale problema dei problemi, e, infine, che il tipo di organizzazione ecclesiale a cui siamo abituati emerse in un processo assai travagliato solo dopo circa un secolo da quelle origini. 

 E quel travaglio significò lotte, violenze, esclusioni reciproche, alle quali vanamente si cercò di porre rimedio con quello che oggi chiamiamo spirito sinodale, venendo composte, sempre però precariamente, solo quando la teologia politica dei cristianesimi creò un’ideologia adatta ai tempi nuovi, che fu strumentalizzata nel grandioso processo di riforma dell’impero romano promosso dall’inizio del Quarto secolo, a seguito del quale l’autorità politica impose la definizione delle principali controversie teologiche nel modo ad essa  politicamente più conveniente, in modo da accreditare la propria neo-autorità imperiale come quella di un luogotenente del Cielo, vescovo universale e insieme vicario, il modello poi adottato nell’Undicesimo secolo nella costruzione teologica e politica di un Papato Romano imperiale.

  In Italia la materia della storia del cristianesimo è rimasta con quelle del diritto canonico e del diritto ecclesiastico, tra gli insegnamenti con affinità teologica ancora praticati nelle università statali, mentre la teologia vi fu espunta, e questo ha consentito un pensiero in questi campi libero dai pesantissimi condizionamenti ecclesiastici ai quali gli insegnamenti teologici furono soggetti, e quindi maggiormente affidabile, perché non vi può essere ricerca affidabile che non sia anche libera. Nella storia del cristianesimo  si sono distinti in Italia gli  insegnamenti impartiti nell’Universitá La Sapienza di Roma, fondata dal Papato e acquisita dal nuovo Regno d’Italia dopo l’unità nazionale.

Mario Ardigó – Azione Cattolica in San Clemente papa- Roma, Monte Sacro,  Valli