sabato 17 aprile 2021

Mangiare

Mangiare

 

************************

Oggi, alle 16:45, in Google Meet, 18^ incontro di AC San Clemente per proseguire il percorso cristologico di formazione di AC “da corpo a corpo”, con la tappa Mangiare. Consigliamo di accedere dalle 16:40 con il link e il codice di accesso che vi abbiamo comunicato.

 Potete ancora ottenerli chiedendoli a 

mario.ardigo@acsanclemente.net

**********************

 

7. Allora il discepolo prediletto di Gesù disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro udì che era il Signore. Allora si legò la tunica intorno ai fianchi (perché non aveva altro addosso) e si gettò in mare. 8. Gli altri discepoli invece accostarono a riva con la barca, trascinando la rete con i pesci, perché erano lontani da terra un centinaio di metri. 9. Quando scesero dalla barca, videro un fuocherello di carboni con sopra alcuni pesci. C’era anche pane. [dal Vangelo secondo Giovanni, capitolo 21, versetto da 7 a 9, versione TILC]

 

 Gesù sapeva un po’ cucinare! Sentire questo brano del Vangelo di Giovanni mi colpì molto da bambino. 

  Da fidanzato e da sposato ho cominciato a frequentare il lago di Bolsena e ora so che i pescatori di lago lo fanno anche lì. Quel lago ricorda molto il mare di Galilea, chiamato anche lago di Tiberiade, al quale, per il ruolo che ebbe nella vita del Maestro, possiamo effettivamente riconoscere una qualche santità,  a differenza del resto della cosiddetta Terra Santa.

  I teologi e i pastori, ad esempio Carlo Maria Martini in un libro di preparazione alla Quaresima, hanno molto ricamato su quell’episodio: infatti vi viene narrato del Risorto.

  Anch’io lo feci da piccolo. Immaginavo il Maestro che arrivava li provenendo  da chissà dove. Si era procurato il pane e il pesce o li aveva fatti apparire miracolosamente? Non viene spiegato. E, insomma, eccolo che, tutto solo, si accende un fuocherello e vi mette a cuocere i pesci.

  Fui scout e so che accendere un fuoco vicino alla riva di un corso o di uno specchio d’acqua può non essere facile, perché l’ambiente è umido. Se non si ha vicino della brace, un fuoco già  acceso, come era costume nelle case dell’antichità, e non si hanno acciarini o fiammiferi che vennero inventati più avanti, bisogna sfregare velocemente due legnetti secchi, finché prendono fuoco. A me è riuscito, fortunosamente, solo una volta.

   Quando il Maestro venne avvistato dai discepoli questo era stato già fatto. 

  Quando fu raggiunto mi sarebbe piaciuto che facesse una lezione di teologia spiegando il perché e il per come di tutto, a cominciare da quando tutto era stato creato per mezzo di lui. Dando anche disposizioni organizzative, tipo “andate a Roma e costruitemi delle chiesone, poi costruitene anche qui da noi perché questa terra è santa. Tu, Pietro, sarai il mio luogotenente quaggiù, ma te ne starai a Roma, tanto lontano dal nostro caro lago; quando te ne andrai ne eleggeranno un altro per quel ministero”.   E via di seguito  su questo tono. Ci avrebbe risolto tanti problemi e dilemmi.

 Invece non andò così. “Pasci le mie pecore” (per tre volte), disse a Pietro, e “seguimi” (per due volte).

  Me ne rimase una tranquillizzante impressione di semplicità della vita da cristiano: “prendersi cura degli altri”, “seguirlo”, una mattina sul lago a discorrere con gli amici su quelle cose intorno a un fuocherello con del pesce a cuocersi.

 Mario Ardigó – Azione Cattolica in San Clemente papa- Roma, Monte Sacro, Valli